La corsa delle varianti

Dalla Statale di Milano all’enoteca di Palermo, ecco chi anticipa l’uso del green pass

Il Governo non ha ancora preso una decisione sul tema dell’estensione del passaporto sanitario: lo farà nelle prossime ore, quando si riunirà la cabina di regia

Green Pass, scontro aperto tra Pd e Lega

3' di lettura

Il Governo deve ancora decidere come estendere l’uso del green pass. Le prossime ore saranno decisive, con la riunione della cabina di regia e il successivo via libera del Consiglio dei ministri al decreto che dovrebbe registrare le nuove regole. Nell’attesa che il quadro si delinei - nella maggioranza le posizioni sono distanti - qualcuno, di fronte alla diffusione della variante Delta, è già andato nella direzione del passaporto sanitario obbligatorio per usufruire di alcuni servizi: dagli alloggi universitari al bicchiere di vino in enoteca.

Alloggi alla Statale di Milano, vaccino obbligatorio

L'università Statale di Milano ha infatti stabilito l'obbligo di disporre di una certificazione di avvenuta vaccinazione contro il coronavirus per chiunque intenda concorrere all'assegnazione, sulla base di criteri reddituali e di merito, di uno dei 615 posti messi a disposizione nei convitti dell’Ateneo. Le domande vanno presentate entro il 23 agosto, ma c'è tempo fino alla fine dell’anno per mettersi in regola. «Una decisione presa - ha spiegato il prorettore Marina Brambilla -, da un lato per tornare a potere assegnare tutti i posti letto disponibili (anche quelli nelle camere doppie e triple) e dall’altro per mandare “un segnale di fiducia verso le scoperte scientifiche” ai ragazzi. Come grande ateneo - ha aggiunto -, con una delle facoltà di Medicina più importanti della Lombardia, ai primi posti per gli studi sul Covid riteniamo sia nostro dovere dare un segnale di fiducia verso la scienza e dare la possibilità agli studenti di tornare alla normalità con l’arma del vaccino».

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Green pass obbligatorio nei bar: Agrigento apripista

L’idea di giocare di anticipo sul green pass è venuta anche ai gestori di locali. Giovedì 15 luglio, i titolari di “Borgo Santulì” e “La Rotta”, sulla spiaggia del Viale delle Dune ad Agrigento, sono stati i primi ad annunciare l’obbligo del certificato vaccinale per poter accedere alla struttura nelle ore serali, lasciando invece l’entrata libera durante il giorno, quando i due locali hanno maggiori accessi alla spiaggia e non ai servizi di ristorazione o divertimento.

L’iniziativa dell’enoteca di Palermo e le polemiche sui social

Proprio seguendo l’esperienza dei colleghi agrigentini, anche i gestori dell’enoteca letteraria “Prospero” di Palermo hanno deciso di vietare l’accesso ai non vaccinati, con tanto di cartello affisso sulla porta del locale e diffuso sui social.”No vax, no drink” è infatti il cartello affisso sulla vetrina del locale palermitano: una mano alzata a stoppare l’ingresso e la scritta “No vax”. «Siamo da sempre aperti a tutti i generi, a tutte le età, ai cani, agli unicorni e agli hobbit - scrive su Facebook -. Da oggi vi chiederemo la certificazione che attesta l’avvenuta vaccinazione (anche la prima dose va bene)». Immediate le reazioni con centinaia di commenti postati sul social. «Purtroppo per te e della tua mala informazione i vaccini non danno garanzie, non danno una copertura fin da subito e ci vorrà del tempo prima di scoprire se si diventerà immuni», scrive Fiorella. «Non ti senti un po’ nazista» scrive un utente e un altro subito dopo: «Io direi anche ignorante». «Poi vediamo quando caleranno i fatturati, sarete i primi a mettervi col cappello a chiedere l’elemosina come un morto di fame qualunque», scrive qualcuno. E un altro subito dopo aggiunge: «Bene spero che ripenserai a quello che stai facendo altrimenti l’indifferenza sarà la giusta cosa da augurarti, la fame la seconda». «Avete paragonato le vaccinazioni all’Olocausto - replica la titolare dell’Enoteca -. Mi avete dato della fascista e della razzista. Avete mostrato la violenza tipica dei leoni da tastiera. Non conosco una sola persona che giura e spergiura di non tornare mai più da Prospero. Accetto critiche ma non insulti. Accetto discussioni civili ma non minacce».

Vaccini e movida, successo dell’Aperivax a Palermo

E rimanendo nell’ambito dei locali, la città di Palermo ha dimostrato che la movida e i vaccini possono andare d’accordo ed essere alleati. Lunedì 19 luglio si è svolto il primo AperiVax voluto dalla struttura commissariale per l’emergenza Coronavirus, in collaborazione con il Nautoscopio, uno dei locali più noti della movida palermitana a due passi dal porto. Si sono vaccinati diversi clienti, ma anche lavoratori e loro familiari, felici di approfittare dell’occasione di una serata di musica in riva al mare che ha avuto un effetto esorcizzante su timori e diffidenze. Iniziativa replicata martedì 20, dalle 18 a mezzanotte. Per il vaccino serve solo la prenotazione in loco attraverso il qr code con scritto “vaccino” che i clienti trovano sul tavolo. Il meccanismo è semplice: lo si inquadra col cellulare, si viene indirizzati alla piattaforma online di prenotazione della Fiera del Mediterraneo e si compila la scheda con i propri dati. L’utente riceve una prima mail di conferma della prenotazione e, dopo poco, una seconda mail che gli annuncia che è il suo turno e può avvicinarsi al camper dei medici per vaccinarsi dentro il locale, a due passi dal tavolo dove sta prendendo un drink.

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