La nomina

Dalla strage di Ustica ai delitti di mafia: chi è Salvi, il nuovo pg della Cassazione

Nominato il nuovo procuratore generale della Cassazione, componente di diritto del Consiglio superiore della magistratura. Giovanni Salvi ha ottenuto 12 voti contro le 4 preferenze per Luigi Riello e le 3 per Marcello Matera

di Ivan Cimmarusti


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Il procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi

2' di lettura

Il nuovo procuratore generale della Corte di Cassazione è Giovanni Salvi. Al magistrato, già procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, è andato l’augurio del Capo dello Stato Sergio Mattarella, che ha presieduto il Plenum straordinario. Salvi ha ottenuto 12 voti, contro le 4 preferenze per il procuratore generale di Napoli Luigi Riello e le 3 per l’avvocato generale della Corte di Cassazione Marcello Matera.

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Salvi diventa magistrato il 18 settembre 1980. La prima nomina è a Monza, dove riveste il ruolo di pretore. Ad aprile dello stesso anno diventa sostituto procuratore a Roma, per poi passare il 31 luglio 2002 al Consiglio superiore della magistratura. Il 29 gennaio 2007 torna con la qualifica di pm a Roma, per poi, il 18 settembre dello stesso anno, essere nominato sostituto procuratore generale della Cassazione. Dall’11 novembre 2011 è invece procuratore capo a Catania e dal 15 luglio 2015 procuratore generale di Roma.

Dal curriculum professionale emerge il suo apporto alla trattazione di procedimenti di grande rilievo quali quelli relativi alla “strage di Ustica”, all’omicidio di Roberto Calvi, all’omicidio di Mino Pecorelli, alla struttura “Gladio”, agli archivi del Ministero dell’Interno. In tema di eversione ha tratto i procedimenti relativi “Nar 2”, a carico di Stefano Delle Ghiaie, di Paolo Signorelli e di Manuel Contreras Sepulveda per l’attentato contro il vice Presidente della Democrazia cristiana cilena.

Da segnalare poi la trattazione, sempre con esiti positivi, di procedimenti in tema di eversione internazionale, quali i procedimenti relativi all’attentato contro il Primo Segretario dell’Ambasciata degli Eau, all’attentato al Cafè de Paris, all’attentato all’ambasciata di Giordania, nonché in tema di criminalità organizzata, tra i quali i procedimenti relativi alla “Mafia cinese”, al sequestro di persona Glorio, al traffico di enormi quantitativi di droga e di capitali illeciti. Su questo fronte le indagini si sono distinte per la celerità con cui sono stati individuati gli autori.

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Come procuratore a Catania è registrata la qualità delle indagini svolte, che hanno consentito di ottenere la collaborazione dei capi di Cosa nostra catanese, cui è seguita l’individuazione degli autori di delitti centrali per la ricostruzione delle vicende nazionali dell’organizzazione mafiosa, come l’omicidio di Luigi Lardo, per il quale sono già stati condannati in primo grado mandanti ed esecutori. Sono stati interrotti progetti di omicidio in corso di attuazione, con l’arresto degli autori. Inoltre sono stati sequestrati stupefacenti (oltre 12 tonnellate nel 2014/2015) e armi in grandi quantitativi. I beni di provenienza illecita sono stati sistematicamente sequestrati.

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