Lo scenario

Dalla terza dose entro 12 mesi alla scelta Ue di puntare sui vaccini a Rna messaggero, nuovi margini di crescita per Pfizer

La presidente della Commissione Ue Von der Leyen: in futuro necessari richiami per rafforzare la protezione dei vaccinati

di An.C.

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4' di lettura

La partita contro il coronavirus si gioca ogni giorno di più sul terreno della vaccinazione. È una considerazione diffusa a livello politico e scientifico. Prima sarà immunizzata la fascia più debole e vulnerabile della popolazione, è il ragionamento, e prima si potrà riaprire le attività economiche travolte dalle misure restrittive anti contagi e recuperare alcune delle abitudini di vita che hanno preceduto l’emergenza sanitaria.

Ma quali saranno i vaccini su cui puntare nei prossimi mesi? Delineare uno scenario definitivo non è ancora possibile. Troppe le variabili in gioco. Una tra le tante, la diffusione di nuove varianti, che potrebbero mettere in discussione la copertura garantita dai vaccini in circolazione in quel determinato momento. Considerando tuttavia alcuni elementi emersi negli ultimi giorni, si delineano spazi di crescita per Pfizer/BioNTech, dove la prima è un colosso Usa ma la seconda è una pmi tedesca.

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Ceo Pfizer, è probabile una terza dose del vaccino entro 12 mesi

L’amministratore delegato di Pfizer Albert Bourla, secondo quanto riportato da Cnbc, ha detto che le persone avranno «probabilmente» bisogno di una terza dose del vaccino contro il coronavirus entro i 12 mesi dalle prime due. «Noi stiamo programmando di aumentare drasticamente le forniture di vaccini in Europa nelle prossime settimane - ha poi chiarito in un’intervista a Il Corriere della Sera -. In questo trimestre consegneremo oltre quattro volte in più rispetto al primo trimestre: 250 milioni di dosi, dopo averne date 62 fino a marzo. E siamo in discussioni per fare di più».

Ue punta su vaccini a mRna, da 2022 basta Az e J&J

Peraltro per Pfizer-BionTech si delinea la possibilità di guadagnare terreno sulle aziende farmaceutiche produttrici di vaccini concorrenti. La Commissione europea infatti ha deciso di puntare tutto sui vaccini a Rna messaggero. Sono quelli prodotti da Pfizer/BioNTech, Moderna e CureVac. Bruxelles ha annunciato che non rinnoverà nel 2022 i contratti con AstraZeneca e Johnson & Johnson, i cui preparati anti-Covid utilizzano un vettore virale, con una tecnologia più tradizionale. Ad annunciare la scelta strategica a Bruxelles è stata la presidente Ursula von der Leyen, all'indomani dell'annuncio della pausa anche in Europa nella distribuzione del vaccino di Janssen (J&J), dopo che Fda e Cdc negli Usa hanno deciso di mettere in stand by le somministrazioni.

Von der Leyen: in futuro necessari richiami per rafforzare protezione vaccinati

In futuro, ha spiegato von der Leyen, in Europa serviranno «richiami» per rafforzare la protezione dei vaccinati. E, se si svilupperanno «varianti resistenti» ai vaccini, «dovremo sviluppare vaccini adattati» alle nuove mutazioni, «presto e in quantità sufficienti. Tenendo questo a mente, dobbiamo focalizzarci sulle tecnologie che hanno dimostrato il loro valore: i vaccini a Rna messaggero sono un caso chiaro». Quello che von der Leyen ha lasciato solo intuire, è stato espresso in maniera esplicita dall’eurodeputato della Cdu tedesca Peter Liese, portavoce per la Salute del gruppo Ppe: «La Commissione - ha detto il parlamentare, che è medico - in futuro non comprerà più vaccini da Johnson & Johnson e AstraZeneca, ma si affiderà ai vaccini a m-Rna di BioNTech/Pfizer, Moderna e CureVac per combattere nel lungo termine la pandemia».

Al via la trattativa Commissione Ue - Pfizer per terzo contratto

La Commissione, ha spiegato von der Leyen confermando le indiscrezioni che circolano da giorni a Bruxelles, «sta entrando in un negoziato con Pfizer/BioNTech per un terzo contratto», che prevedrà «la consegna di 1,8 miliardi di dosi nel corso del periodo 2021-2023». Il contratto, che l'esecutivo Ue intende finalizzare «presto», prevedrà non solo la produzione nell'Ue dei vaccini, ma anche quella dei componenti di base. Un chiaro riconoscimento del carattere strategico della produzione di vaccini sul suolo europeo, dopo la lezione impartita all'Ue, che nella prima ondata della pandemia dovette scongiurare l'India di non lasciarla senza paracetamolo, dalla vicenda di AstraZeneca, la multinazionale anglosvedese che consegna vaccini al Regno Unito, ma continua a tagliare le dosi destinate all'Ue. Tanto da costringere la Commissione ad avviare formalmente il meccanismo di risoluzione delle controversie previsto dall'accordo di acquisto anticipato.

Von der Leyen: Pfizer/BioNTech, è «un partner affidabile»

Al contrario Pfizer/BioNTech, è «un partner affidabile», ha sottolineato von der Leyen, che «rispetta gli impegni» e «viene incontro alle nostre necessità». Tanto affidabile che, ha annunciato ancora la presidente, «abbiamo raggiunto un accordo con Pfizer/BioNTech per accelerare, ancora una volta, la consegna dei vaccini. Nel secondo trimestre verranno consegnate 50 milioni di dosi aggiuntive» del vaccino anti-Covid all'Ue, «a partire da aprile». Si tratta di dosi che avrebbero dovuto essere consegnate nel quarto trimestre, ma che «saranno già disponibili nel secondo». In tutto Pfizer/BioNTech consegnerà all'Ue nel secondo trimestre 250 milioni di dosi. Finora nell'Ue sono stati effettuati 100 milioni di vaccinazioni, circa 27 delle quali sono seconde dosi, quindi altrettanti europei immunizzati pienamente, ha spiegato ancora la presidente. I 50 milioni di dosi aggiuntive Pfizer/BioNTech annunciati verranno distribuiti «in base alla popolazione» degli Stati membri dell'Ue, ha precisato von der Leyen.

Francia: probabile Ue non rinnovi contratto AstraZeneca e J&J

Che l’Europa abbia deciso di puntare su un altro interlocutore emerge dalle parole della ministra francese dell'Industria, Agnès Pannier-Rinache. Intervistata da radio RMC, ha detto che è «probabile» che l'Unione europea non rinnovi i suoi contratti di vaccini anti-Covid con AstraZeneca e Johnson&Johnson. «La decisione oggi non è chiara, ma posso dirvi che non abbiamo avviato discussioni con AstraZeneca e con Johnson&Johnson per un nuovo contratto mentre le abbiamo avviate con BioNTech/Pfizer e Moderna».

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