L’EMERGENZA CORONAVIRUS

Dalla Turchia alla Russia, i paesi che hanno bloccato l’esportazione di mascherine all’Italia

La Commissisone Ue: «Va salvaguardata la libera circolazione delle merci»

di An.C.

Come igienizzare le mascherine per riusarle

La Commissisone Ue: «Va salvaguardata la libera circolazione delle merci»


2' di lettura

«Gli Stati membri devono salvaguardare la libera circolazione di tutte le merci. In particolare, devono garantire la filiera di prodotti essenziali come medicine, equipaggiamento medico, e cibo». Così la Commissione europea nelle sue linee guida per la gestione delle frontiere di fronte alla minaccia del Covid-19.

Le parole di Bruxelles arrivano come risposta alla decisione, presa nel fine settimana da alcuni paesi di fronte all’aumento (o alla possibilità di una crescita nel breve-medio termine) dei contagi da coronavirus, di bloccare l’export di mascherine. In estrema sintesi, le imprese all’estero con cui il nostro paese aveva siglato dei contratti per l’acquisto dei dispositivi si sono viste “requisire” i prodotti dai loro paesi o, in alcuni casi, anche dalle nazioni per le quali sono transitati.La scelta ha colpito soprattutto chi in questo momento deve fare i conti con un’emergenza coronavirus, e le mascherine le fa venire da fuori: l’Italia.

19 milioni di mascherine bloccate all’estero
«Il fabbisogno mensile - ha spiegato nei giorni scorsi il commissario per l’emergenza Angelo Borrelli - è di circa 90 milioni di mascherine (comprese quelle chirurgiche, ndr) noi abbiamo effettuato contratti per oltre 55milioni e al momento ne abbiamo consegnate più di 5 milioni. Quel che si sta verificando in tutto il mondo è una chiusura delle frontiere all’esportazione. India, Romania, Russia, erano mercati nei quali i fornitori avevano recuperato mascherine Fpp2 e Fpp3 ma poi hanno chiuso all'esportazione». Il risultato è che 19 milioni di mascherine - 4 Fpp2 e Fpp3 e 15 chirurgiche - sono bloccate all’estero, nonostante le aziende italiane abbiano siglato contratti con le imprese. Anzi, non sono solo bloccate: in alcuni casi sono state sequestrate dai paesi in cui sono transitati i prodotti. Tutto questo mentre le aziende cinesi si sono mobilitate per aiutare la battaglia anti-coronavirus in Italia donando forniture mediche e ottenendo il riconoscimento degli italiani.

Di Maio: mascherine bloccate alle frontiere
«Denunceremo in tutte le sedi internazionali competenti i Paesi che si macchieranno della pratica ignobile di requisire mascherine destinate a stati in difficoltà come l’Italia», ha chiarito il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ieri, domenica 15 marzo, in diretta Facebook. «Ci sono - ha continuato - mascherine acquistate da aziende italiane che si sono bloccate alla frontiera di alcuni altri Paesi, che stanno provando anche a requisirle per impiegarle a uso interno».

Cosa prevede il decreto «Cura Italia»
Il decreto “Cura Italia” prevede la possibilità di produrre mascherine in deroga alle norme vigenti. Basterà un’autocertificazione delle aziende all’Istituto superiore di sanità in cui si garantiscano i requisiti di sicurezza. L’Iss avrà due giorni per dare il via libera. Sono confermati gli incentivi a fondo perduto alle imprese che già le producono e vengono stanziati 50 milioni da distribuire alle aziende per l’acquisto di guanti e mascherine da fornire ai lavoratori.

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