le urne in primavera

Dalla Val d'Aosta alla Puglia sette regioni al voto: il cantiere aperto delle candidature

In primavera andranno alle urne sette regioni: Veneto, Toscana, Campania, Puglia, Marche, Liguria e Valle d’Aosta. La partita delle candidature è ancora aperta su entrambi i fronti

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini


Emiliano: "Non temiamo scelte di Italia Viva a Regionali Puglia"

4' di lettura

Dopo Emilia Romagna e Calabria nel 2020 alle urne andranno anche altre sette regioni: Veneto, Toscana, Campania, Puglia, Marche e Liguria dove di voterà probabilmente a maggio. E la Valle d’Aosta dove la data per il rinnovo del Consiglio regionale è già stata fissata il 19 aprile 2020 dopo il recente scioglimento anticipato dell'Assemblea valdostana all'indomani delle dimissioni dell’ex presidente della Regione, Antonio Fosson, coinvolto in un'inchiesta sulla 'ndrangheta.

I nodi da sciogliere
La partita delle candidature è ancora aperta. Nel centrodestra per Fratelli d'Italia e Forza Italia i giochi sono ormai fatti, con la conferma delle scelte di Raffaele Fitto per la Puglia e di Stefano Caldoro per la Campania. Salvini, invece, chiede agli alleati «di non chiudersi nel proprio egoismo di partito» e «qualche giorno di pazienza» per arrivare ai nomi dei candidati «migliori» anche senza tessera di partito. Di fatto pretende a ogni costo una regione del Sud perché, dopo la sconfitta in Emilia Romagna, è consapevole di una probabile sconfitta del suo candidato in Toscana. Sulle alleanze alle Regionali con il Pd, il M5s è ancora in alto mare. Non sono bastate le riunioni del capo politico Vito Crimi con i responsabili e facilitatori regionali per chiudere la questione della corsa in solitaria o in accordo con il centrosinistra su un nome di un candidato civico in Liguria e Campania, le due regioni dove un'intesa con i dem potrebbe avere una chance di vittoria.

In Campania partita la trattativa M5s-Pd
I paletti restano molti per una possibile alleanza alle regionali. I dem hanno confermato all’unanimità Vincenzo De Luca a candidato governatore. Mentre i pentastellati hanno indicato l’attuale ministro dell'ambiente Sergio Costa. Ma con la premessa da entrambe le parti che si può discutere e che la trattativa è aperta. E investirà tutte le contropartite possibili: il ruolo alternativo di De Luca (in ballo un posto nel governo, ndr) se dovesse rinunciare alla corsa e la casella del ministero, se Costa dovesse lasciarla libera. Su Costa aprono anche i renziani («faremo le nostre valutazioni»). Nel centrodestra invece l'ex vicepremier Matteo Salvini punta sul giornalista Gennaro Sangiuliano («inattaccabile e non leghista»)spingendo Berlusconi al passo indietro sul forzista Stefano Caldoro.

In Liguria M5s diviso sulle alleanze
In Liguria Giovanni Toti, nonostante la scissione da Forza Italia con Cambiamo! va verso la ricandidatura con il sostegno di tutto il centrodestra. Nel centrosinistra il vicesegretario del Pd Andrea Orlando ha rinnovato la sua offerta ai 5 stelle per un patto civico. Ma in casa M5s sale il pressing filo-Pd sui vertici del M5S. Domenica 16 febbraio in una assemblea fiume dei portavoce regionali è stata soprattutto la posizione di chi vuole le alleanze a farsi sentire e lo strumento per piegare chi pretende la corsa solitaria è soprattutto uno: il voto online Rousseau circoscritto agli iscritti liguri. Voto che, tuttavia, fino ad ora il capo politico Vito Crimi ha escluso. La candidata governatore M5s Alice Salvatore, votata dalla base regionale su Rousseau, ha ribadito il suo no ad alleanze. Ma la metà dei 4 consiglieri regionali e 6 parlamentari liguri su 8, sostengono invece la necessità di allearsi. E sono a favore del voto online degli iscritti. L'intesa con il Pd potrebbe convergere sul nome del giornalista Ferruccio Sansa.

Nelle Marche Acquaroli (centrodestra) ci riprova
Anche nelle Marche la partita è aperta. Il governatore uscente Luca Ceriscioli (Pd) difficilmente sarà ricandidato, probabilmente a causa del suo profilo ritenuto divisivo dai vertici dem. Per scegliere il profilo migliore non è esclusa l'ipotesi primarie. Ma c'è un dialogo aperto con il M5s per trovare un nome terzo che sostenga l’alleanza. Il centrodestra sembra invece compatto sul nome del deputato Francesco Acquaroli di Fdi, che ritenterà la sfida 5 anni dopo: nel 2015 raccolse il 19%, Lega compresa ma senza Forza Italia.

In Veneto un candidato civico contro Zaia
In Veneto l’uomo da battere è il governatore uscente leghista Luca Zaia, appoggiato da tutto il centrodestra. Il centrosinistra ha individuato l'anti-Zaia in Arturo Lorenzoni, professore universitario espressione dell'area civica. Lorenzoni, espressione del movimento Il Veneto che Vogliamo, è l’attuale vice sindaco di Padova, leader di Coalizione Civica, che assieme ai Dem governa il capoluogo euganeo. Italia viva si prepara invece a correre da sola, con un polo alternativo da costruire con Azione e +Europa.

In Toscana centrodestra senza candidato
In Toscana, patria dei renziani e ultimo fortino rosso insieme all’Emilia Romagna, Pd e Italia Viva pur litigiosi hanno trovato un accordo sul nome di chi proverà a raccogliere l’eredità del governatore uscente Enrico Rossi: si tratta dell'attuale presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani. Ma la candidata del M5s Irene Galletti ha aperto a una possibile alleanza con i dem: «Se tagliassero i ponti con Italia viva potremmo sederci al tavolo». Per il centrodestra era in corsa il nome dell'eurodeputata leghista ed ex sindaco di Cascina (Pisa) Susanna Ceccardi (fedelissima di Salvini). Ma dopo la sconfitta in Emilia Romagna e forse dopo aver visto i sondaggi il leader della Lega ha avvisato gli alleati di voler ridiscutere la partita rinunciando a scegliere il candidato governatore per puntare a un nome vincente in un’altra regione. E il centrodestra rischia di presentarsi con un candidato dell'ultimo momento.

Puglia: verso il duello Emiliano-Fitto
In Puglia la partita è aperta. Il governatore uscente di centrosinistra Michele Emiliano vuole ricandidarsi potendo contare su parte del voto grillino. Nonostante Emiliano sia tra i primi fautori di una intesa con il M5S, quest'ultimo ha scelto il proprio candidato online su Rousseau: Antonella Laricchia. A condizionare il quadro c'è il potere d'interdizione di Italia viva che ha annunciato una corsa in solitaria. Possibile la candidatura della ministra Teresa Bellanova. «Ma siamo disponibili - dicono da Iv - anche a scegliere con Azione e +Europa un civico». Nel centrodestra, in base alle intese tra i partiti, il candidato governatore dovrebbe spettare a FdI, che ha fatto il nome di Raffaele Fitto, ex governatore della Puglia. Un nome messo in discussione recentemente dalla Lega ma al quale la Meloni non intende assolutamente rinunciare.

Per approfondire

L'ascesa della Meloni scatena il derby populista con Salvini
Costa, il difensore dell'Ambiente che il M5S vuole candidare in Campania al posto di De Luca

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...