Economia circolare

Dalla Valdelsa le microalghe usate per le rigenerazione urbana e la transizione ecologica

La spirulina è già nota all’industria alimentare e farmaceutica, ma ora si scopre che riduce la Co2. Nelle periferie senesi l’installazione di 100 km di tubi di alghe in vecchi stabilimenti

di Sara Monaci

3' di lettura

La seconda vita dell’alga spirulina parte da Siena ma sta per arrivare in altre periferie italiane. Già nota all’industria alimentare e farmaceutica, adesso si trasforma in strumento di riqualificazione urbana e presidio contro l’inquinamento.

Nel distretto della Valdelsa senese e fiorentina, dove si realizza l’80% della produzione italiana di camper, stanno crescendo start up di alta tecnologia applicata all’economia circolare e alla rigenerazione urbana. Nuove batterie elettriche, accumulatori termici, idrogeno verde, apparecchi e soluzioni per le sanificazioni di ambienti, cogeneratori green sono le realizzazioni di questa nuova realtà di piccole imprese che si stanno associando per creare le “Officine toscane per l’innovazione”, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e quello a lungo termine di decarbonizzazione al 2050.

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Proprio qui, dentro 3 vecchi stabilimenti industriali rigenerati, sono stati impiantanti ben 100 km di tubi di plexiglass dove dentro scorre acqua precedentemente osmotizzata e ozonizzata (così non c'è bisogno di utilizzare alcun tipo di pesticidi) e alga spirulina. Adesso, i tre capannoni, invece di emettere fumi, “mangiano” CO2 ed emettono ossigeno. Una nuova risorsa green per le nostre aree industriali alle porte delle città.La prima serie di brevetti giunta al termine del processo, infatti, è quella che consente di produrre micro alghe, tra cui la spirulina, utilizzando fotobioreattori, abbinati a colture idroponiche, cogeneratori di energia a biomasse (sfalci e potature che di solito vanno nei cassonetti) con emissioni zero, corrente continua, impianti di grow light a led che riproducono la luce dello spettro solare dall'alba al tramonto.

L’Ing. Fabio Cervelli

La società che ha dato vita ai fotobioreattori italiani per la produzione automatizzata di microalghe, gestiti da un sistema di Intelligenza artificiale, è Natur Essence.Sono gli unici in Italia a produrre microalghe in fotobioreattori “closed pond” di tipo industriale con ciclo in continuo capaci, un volta completati gli impianti, di produrre circa 450 Kg/gg di prodotto secco di spirulina biologica Made in Tuscany, un quantitativo capace di rivoluzionare l’intero mercato italiano, oggi dipendente in maggioranza dalle importazioni cinesi.

«Ci sono molti nostri brevetti dentro questi impianti, abbiamo iniziato dalla spirulina ma possiamo coltivare tutti i ceppi algali selezionati. Sono organismi fotosintetici microscopici considerati delle vere e proprie biofabbriche verdi perché consumano solo Co2e sali minerali abbondanti in natura, oltre all’energia. Sono usate nella nutraceutica e anche nella farmaceutica, potranno anche essere il nostro cibo del futuro, di sicuro hanno un’impronta ecologica neutrale se non addirittura positiva», spiega Fabio Cervelli, l’ingegnere padre di oltre 300 brevetti che è alla base di tutta l’operazione che sta nascendo nel distretto valdelsano.

La microalga divenuta famosa negli anni 80 per un presunto effetto dimagrante è oggi quindi l’apripista di tutta una generazione di microalghe che promettono di sostenere la transizione ecologica, visto che si nutre di anidride carbonica e sali minerali e per crescere consuma pochissima acqua.

A Venezia alcune aziende pensano di creare le “foreste liquide” di spirulina per “mangiare” la Co2 emessa dalle ciminiere di Porto Marghera. Nel padiglione Italia del prossimo Expo a Dubai le coltivazioni di microalghe con piscine e “cascate” di fotobioreattori assorbiranno l’anidride carbonica emessa dai visitatori. In Islanda stanno investendo da anni nelle serre verticali e nella coltivazione di microalghe in fotobioreattori.

Oggi il business delle alghe vale 2,7 miliardi di dollari nel mondo. Il settore è dato in crescita del 4,2% l’anno, fino al 2025. Quello specifico delle microalghe, secondo uno studio di Htf Research, è destinato a raddoppiare nei prossimi quattro anni.


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