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Dalle auto alle barche Motori per il modellismo

di Giovanna Mancini

2' di lettura

«Sono stato coinvolto in questa operazione circa un anno e mezzo fa e mi si è aperto un mondo». Pierfrancesco Savoldi, presidente della Nova Engines di Passirano (Brescia), di mestiere fa il commercialista e da tempo collabora anche con Cfi (la finanziaria partecipata dal Mise che promuove la nascita e lo sviluppo di imprese cooperative), che gli ha proposto di occuparsi della gestione di un’azienda in crisi proprio nel territorio in cui vive e lavora, la Franciacorta. La Nova Rossi era una realtà storica, leader internazionale nella progettazione e produzione di micromotori per automodellismo da competizione. «È un settore di nicchia, di grande eccellenza, che rientra nella meccanica di precisione», spiega Savoldi. Al mondo le aziende specializzate in questo comparto non sono molte e la Nova Rossi era una delle principali, con 10 milioni di euro di fatturato negli anni migliori. In seguito alla scomparsa del proprietario, tuttavia, l’azienda aveva perso smalto e i ricavi erano fortemente diminuiti. Alcuni operai hanno perciò deciso di acquistarla e si sono rivolti al Cfi, che a sua volta ha coinvolto Savoldi. «Purtroppo la proprietà non ha voluto cedere la società, perciò ne abbiamo fondata una nuova, la Nova Engines, senza comperare rami aziendali da quella precedente, ma di fatto ereditandone competenze, fornitori e clienti», spiega il presidente. Un Workers Buyout particolare, dunque, che ha visto la nascita, da zero, di un’azienda, con la fondazione di una cooperativa. «I primi sei mesi sono serviti a costituire la start up vera e propria: riallestire il processo produttivo, aprire i canali con le banche, contattare clienti e fornitori. E a inizio settembre abbiamo firmato la nostra prima, simbolica, fattura», racconta Savoldi. Oggi la Nova Engines conta nove dipendenti: cinque operai, un responsabile commerciale, un responsabile della produzione e due amministrativi, oltre al presidente e ad alcuni collaboratori, ex operai dell’azienda precedente. «L’obiettivo di fatturato per i primi anni è di 2-3 milioni, ma poi abbiamo molte idee per il futuro – spiega il presidente –. Vogliamo fare un prodotto di eccellenza e ampliarci anche a barche e aerei».

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