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Dalle compensazioni al ricalcolo Ace: le trappole per chi paga

di Mario CerofoliniGianPaolo Ranocchi

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(Marka)


2' di lettura

Conto alla rovescia per professionisti e contribuenti in vista della scadenza di domani. Rimangono diverse, le questioni sul tavolo ancora da verificare prima di procedere al pagamento, tanto da consigliare, in alcuni casi ben individuati di valutare con attenzione se sia più sicuro rinviare il tutto al prossimo appuntamento del 31 luglio 2017 piuttosto che sbagliare.

In primo luogo va detto che per i soggetti Ires va valutata con scrupolo la questione acconti, legata al versamento della prima rata 2017, per effetto delle modifiche approvate sul filo di lana al momento della conversione in Legge del Dl 50/2017. In questo frangente si è dovuto agire in tempi record mettendo mano spesso a calcoli già fatti, il più delle volte senza l’ausilio dei programmi. È quindi consigliabile monitorare con attenzione, e in caso di dubbi rinviare il tutto al 31 luglio. In tale contesto si rileva anche la mancanza di istruzioni ufficiali sulle ricadute fiscali dei nuovi principi fiscali in tema di Ace. Sempre con riferimento all’Ace, non mancano le incertezze anche per imprese individuali e società di persone che si trovano di fronte alle nuove regole di determinazione dell’agevolazione che per il 2016. Qui i dubbi non riguardano gli acconti, ma bensì la base di calcolo, dove ad oggi l’agenzia delle Entrate non è ancora intervenuta a chiarire le nuove regole introdotte con la legge di Bilancio 2017.

Uno specifico controllo va dedicato anche all’utilizzo dei crediti Inps maturati in Unico 2016 redditi 2015. Le eccedenze contributive 2015 (da quadro RR Unico 2016) non compensate entro la data di invio della dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2016 (la data del 30 settembre cade di sabato e slitta a lunedì 2 ottobre), possono essere indicate esclusivamente a rimborso od in auto conguaglio. Per evitare di dover chiedere il rimborso direttamente all’Inps è consigliabile usare prioritariamente tali importi in compensazione con altri tributi fin da domani, ricordandosi di indicare nel modello Redditi 2017 le compensazioni effettuate.

Un ragionamento più o meno analogo è opportuno farlo anche con riferimento ad eventuali crediti d’imposta (Ires/Irap/Irpef) residui dello scorso anno il cui utilizzo entro il 2 ottobre prossimo potrebbe evitare l’apposizione del visto sulla prossima dichiarazione qualora confluendo nel modello Redditi 2017 si andasse sopra quota 5mila euro. Domani scadono anche i debiti contributivi Inps di artigiani e commercianti, i professionisti in gestione separata e i contributi dei geometri , così come il diritto annuale della camera di commercio.

Un’ultima questione cui porre attenzione riguarda infine le modalità di presentazione del modello F24. Sul punto vanno in particolare tenute presenti le nuove regole introdotte con il Dl 50/2017 per i soggetti titolari di partita iva. Per questi soggetti vi è l’obbligo di utilizzare solo i servizi messi a disposizione dall’agenzia delle Entrate per compensare, crediti erariali e crediti d’imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi. In ipotesi di compensazioni verticali (tributo su tributo), come pure per i modelli con soli importi a debito, possibile anche l’invio tramite home banking. I privati possono, invece, usare il cartaceo qualora la delega non contenga compensazioni, e questo anche in caso di debiti d’imposta sopra mille euro.

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