media e partiti

Dalle espulsioni a Grillo su Rai2: quel rapporto tormentato tra M5S e tv

di Andrea Marini


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(ANSA)

3' di lettura

«C’è Grillo, Lunedì alle 21.20 su #Rai2». Un post su twitter di Beppe Grillo che suona quasi rivoluzionario. È lo stesso cofondatore del M5S ad annunciare la trasmissione a lui dedicata, in prima serata sulla seconda rete della tv pubblica oggi alle 21.20. Uno speciale, dopo quello su Adriano Celentano, fatto di filmati e testimonianze, dedicato al comico genovese. Una rivoluzione, se si pensa che i grillini hanno in passato snobbato la tv: nel 2013 sono diventati il primo partito senza praticamente nessuna comparsa in tv. «Se il MoVimento 5 Stelle avesse scelto la televisione per affermarsi, oggi sarebbe allo zero qualcosa per cento», scriveva il blog di Grillo l’8 aggio 2012. Una prima svolta c’ stata dopo le europee 2014, quando il risultato deludente ha spinto i grillini a rivalutare le presenze tv, ma sempre senza partecipare a talk show con altri esponenti politici di altri partiti.

L’espulsione di Mastrangeli per la comparsa tv
«Il senatore Marino Mastrangeli ha violato numerose volte la regola “Evitare la partecipazione ai talk show televisivi”», scriveva sul blog Beppe Grillo il 30 aprile 2013. La colpa di Mastrangeli era stata quella di partecipare come ospite alla trasmissione di Barbara D’Urso. Così l’espulsione dal M5S fu inevitabile, ratificata con l’88,8% dei sì tramite votazione online tra gli iscritti del movimento. Eppure, paradossalmente, proprio questa espulsione costrinse gli esponenti M5S ad andare in tv per spiegare la mossa: «Mastrangeli è stato espulso perché il suo tasso di assenteismo dai lavori parlamentari era troppo elevato», provò a giustificarsi l’allora capogruppo M5S al Senato, Vito Crimi, intervistato su Sky da Maria Latella.

Le prime interviste tv di Grillo “politico”
La prima grande crepa al muro del no alla tv ci fu alla vigilia delle europee del 25 maggio 2014: a marzo Grillo si fa intervistare da Enrico Mentana su La7, intervista poi trasmessa all’interno della trasmissione Bersaglio Mobile. Ma la versa svolta c’è quando il leader M5S si presenta in tv per una intervista a Porta a Porta di Bruno Vespa: «Vado lì per parlare a quella gente che pensa che io sia Hitler», si giustificò il comico. Quel Bruno Vespa che fu premiato il 5 giugno 2013 sul blog di Grillo con il «microfono di legno» in quanto «conduttore di talk show più fazioso».

La svolta delle europee 2014
Le europee 2014 per il M5S sono una delusione: il movimento passa dal 25,6% delle politiche 2013 al 21,2% mentre il Pd di Matteo Renzi raggiunge il record del 40,8%. Da qui arriva dai vertici del M5S l’indicazione di usare meglio la tv: non va sottovalutata l’influenza dei tg. Lo staff invita gli esponenti M5S ad «uscire fuori», a prendersi «le piazze mediatiche degli altri».

M5S va in tv ed emergono i leader
Dopo le europee 2014 la presenza degli esponenti M5S in tv si fa sempre più assidua: Nicola Morra, Alessandro Di Battista, Barbara Lezzi, Laura Castelli, Alfonso Bonafede e ovviamente Luigi Di Maio sono gli esponenti che più frequentano il piccolo schermo. Molti dei quali finiranno nel nuovo esecutivo giallo-verde. Tuttavia le apparizioni (prima in collegamento esterno, poi anche in studio) avvengono sempre senza un confronto con gli esponenti politici degli altri partiti. A fine 2017 si era ventilata l’ipotesi di un confronto tv tra Di Maio e Maria Elena Boschi sulla crisi delle banche, ma poi non se ne fece nulla.

Grillo rilancia la sua presenza su Rai2
La presenza di Grillo su Rai2 oggi è stata rilanciata non solo dall’account twitter di Grillo, ma sul suo blog in alto c’è un banner che ricorda l’appuntamento. Pur essendo un evento che ricorda il Grillo comico, la vicenda ha suscitato molte polemiche politiche, visto il ruolo di primo piano che ha ancora il cofondatore del M5S. «Non è la Rai, è una specie di Istituto Luce», ha ironizzato il capogruppo Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci. È lontano ere geologiche il post del 17 gennaio 2016 quando la «tv pubblica» veniva definita dal blog di Grillo «fascista» per il «silenzio assordante da parte dell’informazione Rai sui numerosi casi di realtà amministrate da Pd e Forza Italia toccate da indagini».

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Per la Rai costo di 30mila euro in diritti
A quanto riportato dall’Adnkronos, lo spettacolo “C’è Grillo”, costerebbe alla Rai oltre 30mila euro. Si tratta dei diritti che viale Mazzini dovrebbe corrispondere alla “Marangoni spettacoli”, ovvero all’agente storico di Beppe Grillo, per l'uso di vecchi filmati del comico genovese. Ma i vertici Rai stanno ragionando in queste ore sull’opportunità del compenso per i diritti, considerato che Grillo è il “padre” del partito di maggioranza del governo giallo verde.

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