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Dalle Europee al giudizio Ue, due mesi di fuoco per i conti italiani

di Andrea Marini


Def, calendario di fuoco per i conti pubblici italiani

3' di lettura

Con il giudizio di S&P’s sui conti pubblici italiani del 26 aprile, si chiude la partita degli esami da parte delle agenzie di rating: Fitch e Moody’s hanno pubblicato i loro verdetti rispettivamente il 22 febbraio e il 15 marzo. Tuttavia, i conti dell’Italia resteranno sotto osservazione fino a giugno inoltrato, quando la Commissione Ue esprimerà il suo giudizio. Anche se la partita con Bruxelles dovrebbe slittare all’autunno, quando andrà in scena la trattativa per la nuova manovra 2020.

Dopo il Def del 10 aprile
Il 10 aprile scorso il governo italiano ha pubblicato il Documento di economia e finanza (con l’aggiornamento delle stime su Pil, deficit e debito) e, anticipando i tempi sulla scadenza del 30 aprile, ha inviato a Bruxelles il Programma di stabilità e il Programma nazionale di riforma. Il Programma di stabilità contiene le previsioni economiche e di finanza pubblica per il prossimo triennio, mentre il Programma nazionale di riforma contiene lo stato di avanzamento delle riforme avviate.

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30 aprile: stima preliminare del Pil nel I trimestre 2019
Il 30 aprile l’Istat diffonderà la sua stima preliminare del Pil nel primo trimestre 2019. Una tappa fondamentale per capire se la stima per il Pil 2019 fatta nel Def dal governo (+0,2%) potrà essere rispettata.

7 maggio: previsioni di primavera della Commissione Ue
Il 7 maggio le nuove previsioni economiche della Commissione Ue certificheranno il rallentamento del Pil dell’Italia. Bisognerà capire in che misura le stime di Bruxelles si discosteranno da quelle del governo italiano pubblicate nel Def.

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26 maggio: elezioni europee
Il 26 maggio si terranno le elezioni europee. La speranza del governo italiano è che possa uscire dal voto una maggioranza più morbida nei confronti dei conti pubblici dell’Italia, in grado di moderare le richieste della Commissione Ue. Tuttavia, in base ai sondaggi, non dovrebbero esserci grossi scossoni: pur in calo di consensi, popolari e socialisti dovrebbero ottenere la maggioranza grazie a una intesa con i liberali.

5 giugno: le raccomandazioni dei Bruxelles all’Italia
Il 5 giugno la Commissione europea pubblicherà le raccomandazioni specifiche per ogni paese della Ue: a ciascun paese verrà presentata una serie di raccomandazioni , unitamente ad una comunicazione complessiva. Le raccomandazioni sono incentrate su ciò che può essere realisticamente conseguito nei successivi 12-18 mesi. Potrebbe essere questa l’occasione da parte dell’esecutivo comunitario per chiedere a Roma una manovra correttiva. Anche se è più probabile che Bruxelles rinvii tutto all’autunno 2019, quando si aprirà la partita della manovra 2020, con lo spettro dell’apertura di una nuova procedura di infrazione.

13-14 giugno: riunione Eurogruppo-Ecofin
Le raccomandazioni che la Commissione comunicherà all’Italia il 5 giugno finiranno pochi giorni dopo, il 13-14 giugno di Lussemburgo, al vaglio di Eurogruppo e Ecofin (rispettivamente i ministri delle Finanze dei paesi dell'Area euro di quelli della Ue). Questa sarà l’occasione per capire quanti, tra i partner europei, dopo le elezioni del 26 maggio, saranno disposti ad aprire crediti nei confronti dell’Italia.

20-21 giugno: Consiglio europeo
Il 20-21 giugno, infine, ci sarà il Consiglio europeo di Bruxelles, che vedrà riuniti i capi di Stato e di governo: sarà l’occasione per capire dove andranno le politiche economiche della Ue dopo le Europee del 26 maggio, e conseguentemente come valuteranno i partner europei i conti pubblici dell'Italia. Inoltre, il Consiglio dovrà discutere e approvare le raccomandazioni della Commissione.

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