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Dalle fondazioni italiane oltre 1,5 miliardi al terzo settore nel 2021

Il valore dei bandi calcolato da Italia Non Profit che lancia una piattaforma digitale rivolta a fondazioni, aziende impegnate nella Csr ed enti non profit

di Alessia Maccaferri

(Adobe Stock)

3' di lettura

Oltre un miliardo e 500 milioni donati al terzo settore negli ultimi sei mesi dell’anno. A tanto ammonta il valore dei bandi finanziati dalle fondazioni filantropiche in Italia. Un tesoro - reso noto da Italia Non Profit - ancora più prezioso ora per le conseguenze della crisi economica e per le difficoltà che hanno incontrato molte non profit, costrette nell’ultimo anno a lunghi periodo di pausa per la pandemia. Per aiutare la filantropia a strutturarsi, Italia Non Profit lancia granter.it, la piattaforma dedicata agli strumenti per la raccolta fondi.

Come funziona Granter

La piattaforma aggrega contributi a fondo perduto, le opportunità, i bandi, le fondazioni, le aziende e gli enti pubblici che possono sostenere le non profit e i progetti sociali. «Il Paese sta cambiando così come il terzo settore, la filantropia e la solidarietà che incontra forme e luoghi sempre nuovi - spiega Giulia Frangione, ceo e amministratore unico di Italia Non Profit. - In questo nuovo assetto del sistema filantropico, sempre più digitale, interconnesso e disintermediato, la missione di granter.it è quella di facilitare la creazione di relazioni positive e di aumentare la fiducia e l'empowerment degli attori sociali. Un sistema più ricco di relazioni e più veloce ed efficiente e in grado di attrarre più comportamenti donativi e investimenti. È fondamentale che la concorrenza entri nel sistema filantropico per garantire dei meccanismi selettivi per tutti gli attori della catena del valore». Il punto di svolta è stato l’anno del Covid quando le lacune della filantropia - assieme alla sue potenzialità - si sono rese evidenti. «Con la pandemia abbiamo osservato da subito che c’erano tante iniziative sparse, ognuno faceva come poteva ma senza una cabina di regia - racconta Frangione assieme alla cofounder Mara Moioli - Abbiamo compreso quanto sia necessario uno sforzo di coordinamento e e professionalizzazione della raccolta fondi e della donazione, quanto sia importante far parlare tra loro aziende, fondazioni, enti e quanto vada incanalato in una filantropia strategia il bisogno di partecipazione delle persone». Il messaggio inizia a essere recepito e arrivano i primi abbonamenti alla sezione a pagamento di Granter anche da parte di piccole associazioni.

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L’impegno delle fondazioni

Granter.it mette a disposizione il download gratuito del primo report dell'Osservatorio permanente “Lo stato dell'arte della filantropia in Italia” che, con cadenza semestrale, si propone di analizzare la filantropia e il mondo della raccolta fondi a livello nazionale e internazionale. Dall'analisi desk realizzata da Italia non profit a luglio 2021 su un campione di 275 fondazioni filantropiche (di impresa, di famiglia, di origine bancaria, di comunità) emerge che il 72% di esse si definisce erogativo, ma sempre di più le erogazioni non sono più esclusivamente tramite contributi a fondo perduto. Per il 50% delle fondazioni analizzate è sempre più frequente la spinta alla co-progettazione. Segnale di una nuova spinta a mettersi in gioco. Allo stesso tempo restano ancora lacune da colmare sulla comunicazione e il digitale: solo nella metà dei casi è disponibile una piattaforma informatica o percorso prestabilito per la candidatura dei progetti e una fondazione filantropica su due preferisce ancora essere contattata attraverso e-mail generiche, e fornendo poche indicazioni agli enti.

Complessivamente nei primi sei mesi del 2021 le fondazioni filantropiche italiane, secondo granter.it, hanno erogato fondi tramite bandi per 1,58 miliardi di euro. Conto che non comprende le altre opportunità di supporto che offrono agli enti non profit (sovvenzioni, borse di studio, contributi, ecc). Sono i diritti umani e gli affari pubblici gli ambiti verso cui la Filantropia ha dedicato il maggior numero di interventi nei primi 6 mesi del 2021. Seguono
la formazione, i servizi educativi e lo sviluppo economico. A chiudere, arti e culture.

Poca Csr dichiarata

Considerando il tema della Responsabilità Sociale d'Impresa (Csr) Italia non profit rileva che su un campione di 6 milioni di aziende analizzate lo 0,06% dichiara sul sito di fare Csr in maniera chiara ed esplicita. Tra i settori merceologici quello manifatturiero possiede il maggior numero di aziende impegnate in attività di Csr. Da notare come le dimensioni economiche non limitino la scelta di impegnarsi in Csr: anche le aziende piccole e le microimprese sono attive in questo mercato.

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  • Alessia MaccaferriCaposervizio Nòva 24 - Il Sole 24 Ore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: innovazione sociale, impact investing, filantropia, fundraising, smart cities, turismo digitale, musei digitali, tracciabilità 4.0, smart port

    Premi: Premio Sodalitas (2008), premio Natale Ucsi (2006), European Science Writer Award (2010)

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