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Dalle galassie agli esopianeti, le immagini dal telescopio più potente del mondo

La Nasa ha rilasciato tutte le immagini provenienti dal telescopio a infrarossi Webb, che è destinato a rivoluzionare la storia dell’astronomia

di A.Mac.

2' di lettura

Nubolose, cicli di vita stellari, galassie interagenti influenzate dalla reciproca forza di gravità, esopianeti. Dopo l'anticipazione di lunedì 11 luglio del presidente americano Joe Biden, la Nasa ha diffuso martedì 12, tutta la serie di immagini provenienti dal telescopio James Webb, il più grande e potente mai lanciato nello spazio. Le immagini, le più dettagliate mai captate dall'uomo, rappresentano una «nuova finestra sulla storia del nostro universo», aveva detto Biden alla presenza della vicepresidente Kamal Harris e del Capo della Nasa, Bill Nelson presentando l'immagine di Smacs 0723.

Nebulosa ad anello meridionale nel vicino e medio infrarosso (NASA/ESA/CSA Webb Telescope - NASA, ESA, CSA, and STScI)

Da galassie vicine a stelle lontane

Oltre a questo ammasso di galassie Il telescopio ha fotografato nell’infrarosso la Nebulosa della Carena (o Nebulosa di Eta Carinae), una delle più grandi e brillanti della Via Lattea, una culla di stelle massicce distante 7.600 anni luce; ha poi catturato le immagini del pianeta esterno al Sistema Solare WASP-96b, un gigante fatto soprattutto di gas che si trova a 1.150 anni luce dalla Terra; quelle della Nebulosa Anello del Sud, una nube di gas in espansione che circonda una stella morente, e quelle delle cinque galassie vicinissime fra loro note come il Quintetto di Stephan, distanti 290 milioni di anni.

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Southern Ring Nebula (NIRCam Image) La stella luminosa al centro di NGC 3132, mentre è prominente se osservata dal telescopio James Webb della NASA/ESA/CSA nella luce del vicino infrarosso, svolge un ruolo di supporto nello scolpire la nebulosa circostante. Una seconda stella, appena visibile in basso a sinistra lungo uno dei picchi di diffrazione della stella luminosa, è la sorgente della nebulosa. Ha espulso almeno otto strati di gas e polvere nel corso di migliaia di anni. (NASA, ESA, CSA, and STScI)

La Nasa ha presentato anche la prima analisi spettrografica di Webb di un esopianeta - circa la metà della massa di Giove che si trova a più di 1.100 anni luce di distanza - rivelando le tracce molecolari della luce filtrata che passa attraverso la sua atmosfera.

Il primo campo profondo di Webb (NASA, ESA, CSA, and STScI)

La missione del telescopio a un milione di miglia

L’osservatorio Webb è il frutto di una partnership internazionale tra Nasa, Esa (Agenzia spaziale europea) e Csa (Canadian Space Agency). Il telescopio a infrarossi da nove miliardi di dollari, costruito per la Nasa dal gigante aerospaziale Northrop Grumman Corp, dovrebbe rivoluzionare l’astronomia consentendo agli scienziati di scrutare più lontano di prima e con maggiore chiarezza nel cosmo, fino all’alba dell’universo conosciuto. Lanciato in orbita il 22 dicembre 2021, il telescopio ha raggiunto la sua destinazione in orbita solare a quasi 1 milione di miglia dalla Terra un mese. Una volta lì, il telescopio ha subito un processo lungo mesi per dispiegare tutti i suoi componenti, incluso uno schermo solare delle dimensioni di un campo da tennis, e per allineare i suoi specchi e calibrare i suoi strumenti.

Stephan’s Quintet: imaging NIRCam e MIRI - Il raggruppamento visivo di cinque galassie è stato catturato dalla fotocamera a infrarossi vicini (NIRCam) e dallo strumento a infrarossi medi (MIRI) di Webb (NASA, ESA, CSA, and STScI)

Le frontiere della ricerca

Una volta lì, il telescopio ha subito un processo lungo mesi per dispiegare tutti i suoi componenti, incluso uno schermo solare delle dimensioni di un campo da tennis, e per allineare i suoi specchi e calibrare i suoi strumenti.

Questa immagine contiene un filtro MIRI in più rispetto a quello utilizzato nell’immagine composita NIRCam-MIRI. (NASA, ESA, CSA, and STScI)

Con Webb ora perfettamente sintonizzato e completamente concentrato, gli astronomi si dedicheranno a un elenco selezionato di progetti scientifici che esplorano l’evoluzione delle galassie, i cicli di vita delle stelle, le atmosfere di esopianeti distanti e le lune del nostro sistema solare esterno.

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  • Alessia MaccaferriCaposervizio Nòva 24 - Il Sole 24 Ore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: innovazione sociale, impact investing, filantropia, fundraising, smart cities, turismo digitale, musei digitali, tracciabilità 4.0, smart port

    Premi: Premio Sodalitas (2008), premio Natale Ucsi (2006), European Science Writer Award (2010)

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