l'appello congiunto per l’europa

Dalle imprese di Italia e Olanda assist al Paese

di Guido Gentili

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(ANSA)


2' di lettura

Nel Paese che con la sua industria ha fatto dell’export e dell’integrazione dei mercati una delle sue chiavi di successo più importanti nel mondo, l’iniziativa politico-diplomatica a sostegno del sistema-Italia non ha mai brillato. Bene che sia andata, a parte la stagione «eroica» del secondo Dopoguerra, quella della Ricostruzione, è stato fatto lo stretto, ordinario, dovuto.

È dunque un segnale chiaro di oggettiva novità, per di più in un contesto di crisi che non ha precedenti, il fatto che dalle due Confindustrie di Italia e Olanda (due Paesi fondatori dell’Europa, oggi su posizioni diverse) sia arrivato un appello congiunto perché la politica europea (a partire dai capi di Governo) sia più rapida ed incisiva.

E colga l'occasione del Recovery Fund per rafforzare il mercato unico, ricomporre la frattura tra i Paesi «frugali» e i Paesi del Sud, spingere la grande massa di risorse messe sul piatto per finanziare spese produttive, evitando di mettere sulle spalle delle nuove generazioni il peso di altri errori.Ma c'è di più. Non può passare inosservato che l'appello dei presidenti Carlo Bonomi e Hans De Boer sia arrivato alla vigilia della missione in Olanda del premier Giuseppe Conte. E che la spinta propositiva della Confindustria italiana sia andata nella direzione di rendere più agevole la strada di Conte nel confronto con il collega Mark Rutte in vista del decisivo Consiglio europeo del 17 luglio.

«Dalla Confindustria aspetto proposte», aveva detto Conte anche in occasione degli Stati Generali. Alcune proposte Bonomi le aveva messe subito nero su bianco. E nette erano state le critiche degli imprenditori, ad esempio, sulla scelta del Governo di procedere con le erogazioni «a pioggia», sulle lacune e i ritardi delle misure di rilancio, la scarsa o nulla propensione ad affrontare temi come la produttività ed il rientro dal debito.Ma Bonomi, che dall'inizio del suo mandato ha sempre insistito su una Confindustria non schierata (politicamente e preventivamente) né con la maggioranza né con l'opposizione, ma piuttosto su una Confindustria ancorata ai fatti e, se necessario, pronta alle critiche conseguenti, in questa occasione è andato oltre una proposta specifica. Con una mossa diplomatica nell'interesse del Paese e del Governo in una partita tra le più complesse e difficili nel rapporto tra Europa e Italia.

È un metodo di lavoro che la scelta del comunicato congiunto con gli imprenditori olandesi rende evidente. Ed è un metodo che si ritrova nei richiami del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco.Coesione sociale, concretezza, orizzonte riformista. Ieri la Banca d'Italia ha notato che l'approvazione e l'utilizzo efficace degli strumenti in discussione in Europa, oltre a incidere direttamente sulla domanda e la capacità produttiva, potrebbero contribuire a una ripresa della fiducia delle famiglie e delle imprese. E «l'ammontare delle risorse di cui sarà possibile beneficiare dipenderà dalla capacità di proporre e mettere in atto riforme e progetti di investimento». Proprio questo è il punto.

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