Lo stop temporaneo

Vaccini coronavirus, le nuove mosse per accelerare il piano dopo il caso Astrazeneca

Il ministro della Salute Speranza ha annunciato un intervento normativo «per favorire l'impegno di farmacie e di infermieri nella campagna di vaccinazioni per favorirne così l'accelerazione». Le misure dovrebbero essere contenute nel decreto Sostegni, in via di approvazione

di Andrea Carli

(foto Ansa)

3' di lettura

L’atteso via libera dell’Ema alla ripresa della somministrazione dei vaccini AstraZeneca dopo la sospensione in via precauzionale e temporanea decisa dall’Aifa rimetterà in moto il motore della macchina che si occupa della vaccinazione di massa. Da quando è arrivato lo stop, lunedì scorso, da parte dell’agenzia italiana del farmaco le Regioni hanno dovuto tirare il, freno a mano. Si è trattato di un «grosso rallentamento», come ha spiegato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia costretto a far slittare il calendario per gli over 70.

Dei circa 2 milioni e 196mila vaccini del siero anglo svedese già distribuiti in Italia, ne sono stati inoculati circa la metà e dunque sono circa un milione le persone che attendono di sapere se riceveranno o meno, e quando, la seconda dose. Per recuperare la strategia del governo punta sul coinvolgimento di farmacie e di infermieri e su turni straordinari per i vaccinatori.

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Speranza, intervento normativo per favorire impegno farmacie e infermieri

In occasione dell'audizione alle Commissione riunite Affari sociali della Camera e Sanità del Senato sulle linee programmatiche del suo dicastero e sulla situazione della pandemia coronavirus, il ministro della Salute Roberto Speranza ha spiegato che la campagna di vaccinazione va avanti e avrà un’accelerazione con l'arrivo di 50 milioni di dosi nel secondo trimestre. Speranza ha poi annunciato che arriverà un intervento normativo «per favorire l'impegno di farmacie e di infermieri nella campagna di vaccinazioni per favorirne così l'accelerazione». La norma in questione dovrebbe finire nel decreto Sostegni, che venerdì otterrà il via libera del Consiglio dei ministri. Per quanto riguarda il rafforzamento della platea dei vaccinatori, il nuovo piano predisposto dal commissario all’Emergenza Covid-19 Figliuolo prevede infatti che si possa ricorrere, «tramite accordi in via di finalizzazione», anche ai farmacisti. Parliamo di una platea di 73mila persone, di cui 25mila titolari (si veda anche Il Sole 24 Ore del 18 marzo). Dopo aver frequentato un corso, potranno somministrare le dosi, in quelle stesse tende che oggi si vedono al di fuori delle farmacie e che allo stato attuale sono utilizzate per i tamponi. I farmacisti andranno così a rafforzare la squadra dei vaccinatori, che già può contare medici di famiglia, pediatri, dentisti e medici specializzandi. Il piano Figliuolo prevede, se necessario, l'assunzione di medici e infermieri a chiamata, in aggiunta agli oltre 1700 già operativi.

Farmacisti, ok a vaccinazioni in farmacia: va incontro a esigenze italiani

L’indicazione del ministro in audizione è stata accolta in maniera positiva da Federfarma. «Siamo pronti a definire i termini e le modalità generali di carattere operativo per un'efficace campagna di vaccinazione in farmacia», ha detto Marco Cossolo, presidente di Federfarma. «In una fase in cui la priorità è incrementare rapidamente la copertura vaccinale, la rete delle oltre 19.600 farmacie capillarmente distribuite sul territorio rappresenta una risorsa immediatamente disponibile per raggiungere l'obiettivo di vaccinare il maggior numero di persone nel minor tempo possibile», ha poi aggiunto.

Contro ritardi stop AstraZeneca straordinari per vaccinatori

Ma quella di coinvolgere i farmacisti non è l’unica opzione sul tavolo. Tra le ipotesi per ridurre al minimo i ritardi sul programma di inoculazioni c’è anche quella di ricorrere a turni straordinari per il personale addetto alle vaccinazioni. La riprogrammazione delle prestazioni prevederebbe l’allungamento, almeno temporaneo, degli orari quotidiani per i turni di somministrazione e in alcuni casi l’estensione delle inoculazioni a sabato e domenica anche laddove non fosse già previsto e a seconda del tipo di struttura organizzativa delle varie regioni. Nel Lazio, ad esempio, è stato messo a punto un piano per recuperare le vaccinazioni non effettuate. Da una parte l’orario di vaccinazione nei diversi hub della Regione (aeroporto di Fiumicino, la “nuvola” e quello alla stazione Termini) sarà prolungato fino alle 20. Allo stesso tempo si punta a reclutare nuovi vaccinatori tra pediatri, dentisti e medici specialisti.

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