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Dalle lezioni all'ombra del Colosseo a quelle in tendoni, palestre e parrocchie: gli escamotage della scuola ai tempi del Covid-19

A Roma tre classi di una scuola primaria si troveranno alla Curia Iulia al Foro Romano, all’ombra del Colosseo, e nei Giardini Farnesiani sul Palatino. Comuni e scuole hanno dovuto ingegnarsi in tutti i modi per recuperare spazi adeguati

di Andrea Carli

La scuola riapre, ecco come Milano accoglie gli studenti

A Roma tre classi di una scuola primaria si troveranno alla Curia Iulia al Foro Romano, all’ombra del Colosseo, e nei Giardini Farnesiani sul Palatino. Comuni e scuole hanno dovuto ingegnarsi in tutti i modi per recuperare spazi adeguati


3' di lettura

La scuola ai tempi dell’emergenza Covid-19 è una scuola che, per dirla con il linguaggio del cinema, è pronta a cambiare location per mettere gli studenti nelle condizioni di assistere alle lezioni in condizioni di sicurezza. L'epidemia e la necessità di mantenere il distanziamento sociale hanno obbligato Comuni e scuole a ingegnarsi in tutti i modi per recuperare spazi adeguati.Monumenti, prefabbricati, tendoni, palestre e parrocchie: ogni soluzione può andare bene purché consenta di raggiungere l’obiettivo. «Se al Nord il problema principale riguarda la carenza di organico - ha spiegato il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli -, al Sud il problema è il reperimento degli spazi».

Le lezioni al parco archeologico del Colosseo

Accade dunque che il 14 settembre, il giorno della riapertura delle scuole in dodici regioni d’Italia, tra le quali il Lazio, le prime tre classi della scuola primaria Gianturco, una scuola romana, facciano lezione alla Curia Iulia al Foro Romano, all’ombra del Colosseo, e nei Giardini Farnesiani sul Palatino. Il tutto grazie a un accordo tra il Municipio I e la direttrice del parco archeologico del Colosseo. Già quest’estate è stato sottoscritto un protocollo d'intesa per accogliere i centri estivi attivati dal Municipio I per il tramite di associazioni e istituti scolastici.Il progetto che consente di fare lezione in quell’area che racconta la storia di Roma coinvolgerà le scuole che si trovano nei pressi del parco archeologico e che, facilitate dalla prossimità e dal raggiungimento anche senza mezzi pubblici, possono utilizzare alcuni spazi messi a disposizione per la didattica in presenza e per le visite guidate.

A Milano puntano sui prefabbricati

La cornice non avrà probabilmente lo stesso fascino, ma anche Milano si è mossa: Palazzo Marino ha acquistato cinquanta moduli temporanei per ospitare alcune classi. L’installazione dei primi sei moduli temporanei, destinati a ospitare gli alunni le cui aule non sono ancora pronte, in quanto oggetto di lavori di ristrutturazione, è stata effettuata dall’istituto comprensivo statale di Via Console Marcello. I prefabbricati si compongono di moduli organizzati in modo da garantire a ciascuna classe il doppio ingresso-uscita, servizi igienici dedicati e l’accessibilità per gli alunni disabili. Ma ogni istituto lavora per sé: a Vigevano (Pavia), ad esempio, il Caramuel-Roncalli ha acquistato tre maxi tendoni da allestire nella palestra dell'istituto per ospitare alcune lezioni. Una soluzione, quella dei prefabbricati, che non è estranea nemmeno a Roma: al liceo Democrito, a Casal Palocco, la Città Metropolitana ha dato il via all'ampliamento di 10 aule. E la stessa cosa,secondo quanto ha anticipato la vicesindaca Teresa Zotta, avverrà in altri istituti di Roma e provincia: «Metteremo a disposizione altre 60 aule - ha spiegato -. Per il resto stiamo
lavorando molto sulle tramezzature interne. Sono poche le scuole che si sono organizzate per fare lezione in palestra».

A Napoli palestre adibite a spazi per fare lezione

La soluzione delle palestre è quella sulla quale punta Napoli, come ha messo in evidenza il presidente dell'associazione presidi campano Franco De Rosa. «Soprattutto nel capoluogo di regione mancano gli spazi - ha affermato - c'è difficoltà a trovare aree alternative e siamo ancora in attesa anche dei banchi monoposto». Attingendo alla proverbiale creatività partenopea qui «ogni scuola “inventa” il suo modello - ha continuato De Rosa -: tante stanno adibendo le palestre per fare le lezioni a discapito dell'educazione fisica purtroppo; altre hanno diviso l'auditorium per ricavarne due o tre aule, mentre il collegio docenti si trasferisce in cortile...». Insomma, ai tempi del Covid-19 bisogna fare di necessità virtù. Non resta che ingegnarsi.

A Bologna la campanella suona in Fiera

Mascherina indossata, zaino, chiacchiere con gli amici e qualche selfie, a distanza, prima di entrare. Un saluto da lontano ai genitori, una corsa dalla fermata per chi ha preso il bus, poi via, dalle 8.45 in poi, tutti in fila seguendo le insegnanti per raggiungere la propria aula, con lavagna, banchi tradizionali a distanza di sicurezza e dispenser di gel igienizzante, realizzata nel padiglione 34 della fiera di Bologna. Prima campanella per gli studenti dei Licei Minghetti e Sabin e dell'Istituto di istruzione superiore Pier Crescenzi Pacinotti Sirani che, con curiosità, hanno preso posto negli spazi che l'architetto Mario Cucinella ha ideato creando una “scuola città” per 1.600 giovani, che così possono riprendere le lezioni sicurezza. A ogni istituto è stato assegnato un colore e ogni via, per arrivare alle aule, ha un nome, scelto dai ragazzi, che ricorda eventi e persone che hanno lasciato un segno nella storia: da Li Wenliang, il medico cinese che ha dato l'allarme sul coronavirus, a George Floyd. Gli studenti hanno poi preso posto ai banchi, una insegnante, con il pennarello blu, ha scritto sulla lavagna: «Benvenuti a scuola». L'investimento per la realizzazione di queste 75 aule è stato di 1,5 milioni di euro; 1.650.000 euro sono andati per pagare le operazioni per manutenzione ordinaria e straordinaria legata all'emergenza. In tutto parliamo di circa 120 aule aggiuntive permanenti e provvisorie legate al Covid.

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