emergenza coronavirus

Dalle librerie ai negozi, cosa riapre oggi e dove

Le regole sulle riaperture (come nel caso delle librerie) non saranno le stesse in tutta Italia. Non sono poche le regioni - con una babele di ordinanze - che hanno deciso di mantenere le forti restrizioni del lockdown, mentre altre hanno invece cominciato ad allentare le maglie dei divieti

di Andrea Gagliardi

Coronavirus, proroga lockdown fino al 3 maggio, riaprono le librerie

Le regole sulle riaperture (come nel caso delle librerie) non saranno le stesse in tutta Italia. Non sono poche le regioni - con una babele di ordinanze - che hanno deciso di mantenere le forti restrizioni del lockdown, mentre altre hanno invece cominciato ad allentare le maglie dei divieti


5' di lettura

Riaprono da oggi le librerie e cartolerie (ma non in Lombardia, Piemonte, Campania, Sardegna Trentino; nel Lazio dal 20 aprile) e i negozi di vestiti per neonati e bambini (con alcune eccezioni come in Piemonte e Sardegna). Ripartono le attività forestali, l'industria del legno e anche la produzione di computer. Sono i primi spiragli nel lockdown da coronavirus, previsti dal Dpcm del 10 aprile. La serrata pressoché totale per il resto viene prorogata ancora fino al 3 maggio. Ma le regole sulle riaperture (come nel caso delle librerie) non saranno le stesse in tutta Italia.

Regioni in ordine sparso
Non sono poche le regioni - con una babele di ordinanze - che hanno deciso di mantenere le forti restrizioni del lockdown, mentre altre hanno invece cominciato ad allentare le maglie dei divieti sulla scia dei dati ormai stabili, se non in lieve calo, dei contagi da coronavirus. Per gli esercizi commerciali che riaprono sono previste comunque misure rigorose: guanti, mascherine dove non è possibile garantire il distanziamento interpersonale, sanificazione dei locali, ingressi contingenti, distanze di sicurezza, gel igienizzanti agli ingressi e vicino ai Pos.

In Lombardia stop a librerie, studi professionali aperti per urgenze
In Lombardia l’ordinanza firmata sabato dal governatore Attilio Fontana vieta la riaperture di librerie e cartolerie, anche se consente invece quella dei negozi di abbigliamento per l'infanzia, con rigide misure di distanziamento e mascherine che restano obbligatorie (ma basta coprire naso e bocca con qualunque indumento) fuori di casa. Libri, quaderni, ma anche fiori e piante si potranno acquistare solo nella grande distribuzione o tramite consegne a domicilio. «In questi ultimi giorni dobbiamo cercare di essere più rigorosi possibile». Per gli studi professionali è prevista solo attività in smart working. Aperture saranno possibili solo per servizi indifferibili e urgenti.

In Campania limiti alle aperture dei negozi di abbigliamento
Rigore anche da parte del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha confermato la chiusura di librerie e cartolerie, limitando poi l'apertura dei negozi di abbigliamento per i più piccoli a due mattine la settimana, dalle 8 alle 14. In Campania sarà vietato anche il cibo d'asporto.

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Stop totale in Piemonte
Resta lo stop totale in Piemonte «per non vanificare gli sforzi fatti finora», come ha detto il governatore, Alberto Cirio. Restano quindi chiuse anche le librerie, le cartolibrerie e i negozi di abbigliamento per l'infanzia. Chiusi fino al 3 maggio anche gli studi professionali. L’attività lavorativa delle colf è permessa solo per persone non autosufficienti. Mascherine obbligatorie nei negozi e mezzi pubblici. Obbligo di mascherine all'aperto in Friuli Venezia Giulia, dove sarà consentito fare attività motoria, ma solo vicino casa.

Librerie chiuse in Sardegna, stop anche spiagge
Librerie, cartolerie e negozi di vestiti per bambini chiusi in Sardegna sino al 26 aprile vietata l'apertura degli esercizi commerciali il 25 aprile e l'1 maggio. Lo ha deciso il governatore Christian Solinas che ha firmato nella notte un’ordinanza più restrittiva delle misure decise dal Governo nell'ultimo Dpcm. Prosegue anche lo stop al pubblico per gli studi professionali, mentre c'è una minima apertura per quanto riguarda l'attività motoria svolta all'aperto. Come già deciso in Veneto, via il limite dei 200 metri dalla propria abitazione (che resta valido solo per la passeggiata con gli animali domestici), lo sport dovrà essere «strettamente personale nelle immediate vicinanze della propria abitazione». Infine oltre ai parchi e giardini pubblici o aperti al pubblico viene interdetto l'ingresso nelle spiagge.

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Nel Lazio apertura librerie posticipata
Il Lazio ha posticipato invece al 20 aprile la riapertura delle librerie per consentire ai proprietari di mettere in sicurezza i locali. Confermata la chiusura dei supermercati il 25 aprile e il 1° maggio.

In Liguria sì agli orti e alla manutenzione delle spiagge
Leggera riapertura, invece, in Liguria, dove il governatore, Giovanni Toti, ha firmato l'ordinanza che consente di andare agli orti e ai frutteti, di riprendere i lavori di giardinaggio e di procedere alla manutenzione degli stabilimenti balneari e dei chioschi in vista dell'imminente, ma quantomai incerta, stagione estiva (misure queste ultime sulle spiagge previste anche in Friuli Venezia Giulia e Abruzzo). Sì anche ai piccoli lavori di manutenzione edile e alla riapertura dei cantieri nautici e delle darsene per la messa a punto e la consegna di imbarcazioni private.

Lockdown più soft in Veneto
In Veneto la nuova ordinanza del presidente, Luca Zaia, consente di fare attività motoria anche oltre i 200 metri da casa, «ma non si può certo arrivare a 4-5 km, è ovvio, serve buonsenso», precisa il governatore. Per
uscire di casa, però, ci sarà bisogno di mascherina, guanti, e gel, mentre chi ha più di 37.5 di febbre non potrà scendere in strada. Aumentato anche il distanziamento sociale che passa da uno a 2 metri.

In Toscana aumenta la distanza di sicurezza
Sì alla riaperture di librerie e cartolibrerie in Toscana solo se gestori e clienti indosseranno la mascherina. E la distanza di sicurezza aumenta fino a 1,80 metri mentre i negozianti sono invitati a installare barriere con i clienti.

Sì alle riaperture in Emilia-Romagna
Attenuata la stretta in Emilia-Romagna dove il governatore Bonaccini ha detto sì alle riaperture nazionali tranne che nelle le province di Piacenza e Rimini. E oggi è previsto un tavolo per chiedere al governo la ripresa di altre attività prima del 3 maggio.

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Ripartono i cantieri in Trentino
In Trentino restano chiusi i negozi per l'infanzia e le librerie, mentre potranno riprendere le attività produttive all'aperto e le attività nei cantieri, stradali ed edili. Sui luoghi di lavoro, però, vanno garantiti il termoscan, le mascherine e le distanze minime.

In Alto Adige sì agli spostamenti a piedi per visitare familiari
Sì agli spostamenti dalla propria abitazione a piedi e di muoversi all'interno dell'Alto Adige per per fare visita al proprio compagno/a o ai propri figli. Lo prevede l'ordinanza, firmata in serata dal governatore altoatesino Arno Kompatscher che parla di «un piccolo, circospetto passo» verso la ripartenza, che però non significa un «liberi tutti». Il documento chiarisce che è consentito lo spostamento dalla propria abitazione a piedi, se vengono comunque rispettate le norme di distanziamento sociale - almeno tre metri fra le persone - e se si indossa la mascherina, per evitare così ogni eventuale possibilità di contagio in caso di incontro con altre
persone.

Possibili riaperture anticipate
Da segnalare che alcune produttive a livello nazionale potrebbero non aspettare la fine del lockdown, prevista per il 3 maggio, per riaprire i battenti. Moda, automotive e metallurgia potrebbero ottenere il semaforo verde già la prossima settimana (tra il 18 e il 20 aprile) insieme ad altre mirate attività legate a quelle strategiche già operative: si torna a parlare dei produttori di macchinari per l'agricoltura e per l'industria alimentare, delle bevande e del tabacco così come si riflette sul commercio all'ingrosso necessario per approvigionare chi è già aperto.

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