PROPOSTE DI VIAGGIO

Dalle Maldive all’Islanda: così il cambiamento climatico modifica le vacanze

Sulle Alpi si scia sulla neve artificiale, in Groenlandia lo scioglimento dei ghiacci è diventata l'attrazione principale

di Gianni Rusconi


Islanda, addio al ghiacciaio Okjokull: ucciso dal Climate Change

4' di lettura

Gli ultimi anni sono stati i più caldi mai registrati, secondo i dati delle Nazioni Unite e della Nasa, e il susseguirsi di eventi meteorologici particolarmente devastanti sono una conferma del fatto che il cambiamento climatico è un fenomeno reale, con conseguenze tangibili non solo sulla società e sugli stili di vita delle persone ma anche sulle modalità di pensare e vivere le vacanze. Israele e Palestina, Groenlandia e Islanda sono solo alcune delle aree del pianeta a cui il riscaldamento globale sta cambiando e cambierà faccia, modificando i flussi e le abitudini (presenti e future) dei viaggiatori. Le Maldive sono un'altra faccia della stessa medaglia: con l'innalzamento degli oceani, i suoi atolli rischiano di scomparire ed ecco che il governo locale avvia la costruzione di un'isola artificiale sopra al livello del mare, dove ricollocare le persone in vista della futura immersione. E non finisce qui, perché per i turisti stanno nascendo strutture (ristoranti, Spa, hotel) anche sotto il livello delle acque, come dimostra il resort di lusso Conrad Maldives Rangali Island.

Esperienze alternative
Non c'è quindi da stupirsi se nei cataloghi dei tour operator trovano sempre più spazio proposte come il Festival degli Iceberg a Terranova o i resort di lusso con piscina a sfioro nel deserto del Mejev. Perchè nascono queste nuove abitudini di viaggio? Il lavoro del fotografo vicentino Marco Zorzanello (vincitore nel 2018 del “Premio di Fotografia” della Fondazione Yves Rocher), sviluppato fra Europa, Medio Oriente e Nord America a partire dal 2015, ha per l'appunto approfondito e analizzato gli effetti delle mutazioni del clima sull'industria del turismo, un settore che – ricorda l'autore - rappresenta il 10% del Pil mondiale. Lo abbiamo incontrato alla prima esposizione del progetto in Italia, in occasione del recente Festival della Fotografia Etica di Lodi.

Comprensorio sciistico Armentarola - Lagazuoi - Distretto di Bolzano. (Foto Marco Zorzanello)

L’inverno artificiale delle Dolomiti
Alieno, surreale, strisce bianche che segnano la montagna brulla. Così Zorzanello descrive lo scenario che quattro anni fa ha ispirato il suo progetto fotografico dedicato al cambiamento climatico. Il comprensorio sciistico delle Dolomiti offre a milioni di appassionati oltre 1.200 km di piste e quando le precipitazioni latitano, anche a causa dell'aumento delle temperature, entra in azione la macchina (pubblica e privata) per ricostruire artificialmente l'inverno e garantire ai turisti la possibilità di godersi le proprie vacanze “sulla neve” da fine novembre a fine aprile. L'accorciamento del periodo della neve naturale, spiega ancora il fotografo, “potrebbe provocare un decadimento culturale ed economico della comunità locale, e questa comunità ha reagito”. Come? Potenziando gli impianti di innevamento artificiale e costruendo nuove stradine di collegamento fra i vari impianti di risalita, inventandosi “nuovi” sistemi (una carrozza a cavallo) per trasportare gli sciatori sulle piste. Ma anche, come stanno facendo alcuni rifugi, in una chiave più ecosostenibile, sperimentando offerte di ospitalità e di attività (termali ed eno-gastronomiche in primis) che non prevedono la neve.

Palestina, Mar Morto. (Foto Marco Zorzanello)

La dove c’era il mare...la crisi è cronica
Tra il 2017 e il 2018, il livello del Mare di Galilea e del Mar Morto è sceso in modo permanente al di sotto della cosiddetta linea rossa, diminuendo di oltre un metro all'anno dal 2010 a oggi, mentre il fiume Giordano si è ridotto a un rivolo fangoso di acqua torbida. La crisi idrica in quest'area, a detta degli esperti, è cronica. Eppure questi sono luoghi in cui si registra un boom di presenze turistiche. Perché? Perché sono state create soluzioni di ricettività alternative e costruite strutture per offrire una nuova concezione di vacanza: nel deserto del Negev, nei dintorni della città di Mitzpe Ramon, per esempio, sono nati hotel di lusso con grandi piscine a sfioro e vista sulle dune; a EinGedi, un centro termale costruito nel 2006 sulla sponda occidentale del Mar Morto si trova ora a circa due chilometri dalla riva e organizza “trenini” trainati da trattori per il trasporto dei turisti; Gerico vanta oggi il più grande parco acquatico della Palestina e nel complesso ne offre una decina per l'intrattenimento di ospiti locali e stranieri. Per sfruttare il filone del turismo di pellegrinaggio, inoltre, sono stati costruiti in territorio di Israele laghi e siti battesimali artificiali con acque controllate e sempre pulite. Siti privi di alcun riferimento storico, ma divenuti attrazione imperdibile per migliaia di visitatori.

Qeqertarsuaq, Disko Island, Groenlandia (Marco Zorzanello)

I ghiacci sciolti diventano l’attrazione
Il clima del Circolo polare artico è cambiato e sta diventando più accessibile grazie a temperature sempre più calde: è un dato oggettivo, visualizzato agli occhi di tutti dal ritiro dei ghiacci. Il distaccamento di iceberg sempre più grandi e numerosi è ormai una consuetudine che impatta anche sui flussi turistici diretti in questa parte del mondo, e alcuni numeri lo dimostrano. La Groenlandia, durante la stagione estiva, ospita un numero di viaggiatori doppio rispetto a quello degli abitanti (circa 55mila); in Islanda i turisti sono tre milioni su una popolazione di 350mila; a Terranova (Canada Orientale) i residenti sono poco più di 400mila mentre sono un milione l'anno i turisti (americani e canadesi soprattutto) che si spingono da queste parti per vedere il passaggio degli iceberg, camminare sulla banchisa e osservare di persona lo scioglimento del Polo Nord.

Un pezzo di ghiaccio come souvenir e si gioca a calcio sulla baia
Ad offrire pacchetti viaggio ed escursioni sono soprattutto agenzie turistiche nate in loco negli ultimi anni: con 70 dollari a persona si sale a bordo di imbarcazioni un tempo adibite alla pesca e con 5 dollari si comprano pezzi di ghiaccio conservati in apposite borse termiche. Nel 2017, tanto per dare un'idea del fenomeno, hanno visitato la Groenlandia in crociera qualcosa come 27mila turisti e nel solo villaggio di Ilulissat (circa 5mila abitanti), nella Baia di Disko, primo sito Unesco del circolo polare artico, arrivano 30mila persone ogni anno per visitare il ghiacciaio lungo 8 chilometri e largo 10, il più grande “produttore” di iceberg al mondo dopo l'Antartide. Il menù per il turista non si esaurisce però alle escursioni e agli immancabili alberghi di lusso, perché il clima più mite permette di pensare ad attività di contorno inusuali a queste latitudini come il calcio e lo skate, per cui sono stati costruiti campi dedicati.

PER APPROFONDIRE

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