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Stop ai cambi di casacca e taglio delle commissioni: il nuovo regolamento del Senato

No all’emendamento che chiedeva la possibilità di adottare la differenza di genere nella comunicazione istituzionale scritta

di Nicola Barone

Articolo aggiornato il 28 luglio 2022 alle ore 9.20

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2' di lettura

Disincentivi al cambio di casacche, taglio delle commissioni, ma non declinazioni al femminile per alcune funzioni garantendo parità di genere anche nelle comunicazioni istituzionali scritte. È stata approvata dall’Assemblea di palazzo Madama la riforma del regolamento del Senato che, in vista delle prossime elezioni, si prepara a fronteggiare le conseguenze del taglio dei parlamentari (400 deputati invece che 630, 200 senatori dagli attuali 315) deciso dal referendum costituzionale.

No a parità genere in linguaggio ufficiale

La votazione, a maggioranza assoluta, è avvenuta sugli articoli modificati e non sul provvedimento nell’insieme. Al termine dell’esame delle modifiche, tuttavia, i relatori hanno chiesto di votare una proposta di coordinamento che è passata con 210 voti favorevoli, 11 astenuti e 2 contrari. Come detto non è passato l’emendamento della senatrice Maiorino che chiedeva la possibilità di adottare la differenza di genere nella comunicazione istituzionale scritta. La bocciatura della proposta (152 voti favorevoli non sufficienti a raggiungere la maggioranza assoluta necessaria) ha causato molte contestazioni procedurali e polemiche.

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Ridotte le commissioni

Per evitare che la Camera alta si inceppi con la diminuzione dei senatori il primo cambiamento riguarda la riduzione delle commissioni. Duecento senatori non sarebbero infatti sufficienti a garantire i lavori delle attuali 14 ridotte a 10. Per affinità di materia sono accorpate le commissioni Affari esteri e Difesa, le commissioni Ambiente e Lavori pubblici, le commissioni Industria e Agricoltura, le Commissioni Lavoro e Sanità. Modifiche anche sulle competenze, quelle della commissione Affari costituzionali si estendono a editoria e digitalizzazione, mentre la VII si occuperà oltre che di istruzione e patrimonio culturale anche di ricerca scientifica, spettacolo e sport.

Stretta sui gruppi

Sempre per snellire il lavoro i presidenti nella nuova legislatura possono riunirsi tra loro per non sovrapporre le convocazioni, mentre i pareri della Bilancio e della Affari costituzionali riguardano solo gli emendamenti approvati. Le nuove regole non risparmiano il Governo al quale si chiede di presentare entro cinque giorni dalla richiesta la relazione tecnica sulla quantificazione degli oneri finanziari degli emendamenti. Stretta anche sui gruppi. Ciascuno sarà composto da sette senatori invece di dieci, ad esclusione del gruppo Misto e di quello delle minoranze linguistiche che ne avranno quattro. Ogni gruppo dovrà rappresentare un partito o movimento politico che alle ultime elezioni abbia presentato candidati con lo stesso contrassegno e abbia eletto almeno un senatore.

Stop ai transfughi

Le norme anti-transfughi per ostacolare i cambi di casacca a legislatura iniziata introducono divieti e disincentivi economici. I neogruppi in corso di legislatura dovranno essere composti da almeno dieci senatori e rappresentativi di un partito o un movimento politico che nella legislatura abbia presentato alle elezioni politiche, regionali o del Parlamento europeo propri candidati e che siano stati eletti. Chi cambia casacca decade dalla carica dell’Ufficio di presidenza, dalla carica di questore, dalle giunte e da tutti gli organi collegiali. Inoltre le risorse assegnate saranno decurtate.

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