La trattativa

Dalle offerte per il brand alla proroga della Cigs, il dossier Alitalia entra nel vivo

Possibile un’informativa della vice ministro dell’Economia, Laura Castelli

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3' di lettura

Il dossier Alitalia entra sempre più nel vivo. Entro le 14 di oggi, lunedì 4 ottobre, dovranno arrivare sul tavolo dei commissari le offerte vincolanti per l’iconico brand della vecchia compagnia di bandiera. Martedì 5 ottobre è previsto al ministero del Lavoro il tavolo con i sindacati per la procedura di legge per la proroga della cigs di un anno, fino al 22 settembre 2022. La proroga a settembre 2022 è già incardinata e richiesta. La proroga al 2023 deve essere indicata con una norma che il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha preannunciato venerdì scorso, 1 ottobre. Il 10 ottobre c'è l'incontro per la verifica. Infine, sul sito del Senato si legge che «il calendario dei lavori dell’aula del Senato potrà essere integrato con una seduta, nel pomeriggio di martedì 5 ottobre, per un’informativa del Ministro dell’economia e delle finanze - ove disponibile - sulla strategia del piano industriale di Ita». È probabile che non inteverrà Franco, ma la vice Laura Castelli.

La scadenza per le offerte vincolanti per il brand Alitalia

Sono dunque le ultime ore per acquistare il marchio Alitalia. Entro le 14 dovranno arrivare sul tavolo dei commissari le offerte vincolanti per l’iconico brand della vecchia compagnia di bandiera. La base d’asta è di 290 milioni di euro (oltre Iva e oneri fiscali ai sensi di legge), una cifra definita, però, «irrealistica» dal presidente esecutivo di Ita, Alfredo Altavilla. «Rende antieconomico l’investimento, non può valere tanto un marchio che ha caratterizzato un’azienda che ha perso tre miliardi e mezzo a livello operativo in 11 anni», ha sottolineato il manager, per cui Ita ci penserà solo in caso di ribassi.

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L’ipotesi che in questa prima fase non arrivino proposte

È probabile quindi che non si presenti nessuno in questa prima fase e che si procederà con una seconda fase, che aprirà ad offerte con prezzi più bassi. Se anche questa seconda fase dovesse andare deserta, infatti, «i commissari straordinari procederanno quindi alla cessione del brand senza vincoli procedurali nei confronti dell’operatore economico da essi individuato», viene spiegato nel bando. Il brand sarà reso disponibile al vincitore della gara entro il 31 dicembre 2021.

Dalla gara le risorse per pagare l’altra metà degli stipendi dei lavoratori

C’è però un elemento da considerare: all’esito della gara per la cessione del marchio è legato lo stipendio del mese scorso dei lavoratori di Alitalia. Lo sorso 27 settembre, infatti, i dipendenti hanno ricevuto solo metà dello stipendio. «Ci dispiace molto dovervi informare che gli stipendi del mese corrente saranno regolati al 50% con valuta lunedì 27 settembre, mentre il rimanente 50% vi verrà accreditato non appena avremo evidenza sull’esito del bando del marchio Alitalia», avevano spiegato i commissari straordinari in una comunicazione inviata ai lavoratori prima di lunedì 27 settembre.

Monta la protesta

E tra i lavoratori la rabbia monta sempre di più. Sempre oggi, infatti, le lavoratrici Alitalia daranno vita ad un flash mob davanti la sede di Ita per manifestare contro i licenziamenti e le discriminazioni nel passaggio alla nuova compagnia aerea. «Le donne e le madri di Alitalia sono da mesi in prima fila per difendere il lavoro in Alitalia e contro il fallimentare piano di Ita», hanno spiegato le organizzatrici. «La realtà ha superato le peggiori aspettative: l’avvio della selezione aperta a tutti, le chiamate senza alcun criterio sociale, lo stralcio del contratto nazionale e l’offerta di un regolamento aziendale con tagli superiori al 30% danno il senso del disastro sociale che si sta commettendo dentro un’azienda pubblica», hanno aggiunto.

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