ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa partita sulla legge di Bilancio

Manovra, dalle proteste dei sindacati al giudizio Ue: sarà una settimana calda. Meloni: bonus 18enni solo ai redditi bassi

Da lunedì 12 dicembre fino a venerdì 16 si svilupperà la protesta di Cgil e Uil contro le misure attualmente previste dal ddl di Bilancio

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3' di lettura

L’aver scelto le 450 proposte di modifica al testo attuale “segnalate”, ovvero che saranno sottoposte al voto della commissione Bilancio della Camera, è solo l’ultima azione di una partita, quella per il via libera definitivo alla legge di Bilancio, che si dovrà concludere necessariamente entro fine anno, se non si vuole il rischio di incappare nell’esercizio provvisorio.

Modifiche al voto ma con risorse limitate

La settimana che si apre si preannuncia particolarmente “calda”. Non solo perché, a questo punto, dopo la valanga di tremila emendamenti depositati, si comincia a fare sul serio. I partiti hanno sì affinato le proprie proposte, ma la coperta delle risorse a disposizione è decisamente corta. La dote per le modifiche del Parlamento è, infatti, di 400 milioni (si sale a 700 contando quella per i ministeri) e tante le richieste dei partiti.

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Il restyling del bonus cultura per i 18enni

«Non vogliamo abolire il bonus ai diciottenni per la cultura». Così la premier Giorgia Meloni, in un video sui social per la sua rubrica «#gliappuntidigiorgia», spiegando che «non c'è ragione» che lo riceva «il figlio di un milionario, di un parlamentare, o mia figlia».«Va introdotto un limite al reddito di chi accede a questa misura, e vanno meglio definiti i contenuti e le cose che si possono acquistare con queste risorse e credo anche che occorra lavorare sulle truffe - aggiunge -.Quindi confermo che intendiamo modificare questa norma, senza però togliere queste risorse alla loro destinazione originale, i giovani e la cultura».

La mobilitazione dei sindacati

C’è poi un altro fattore da prendere in considerazione. Da lunedì 12 dicembre fino a venerdì 16 si svilupperà la protesta dei sindacati contro le misure attualmente previste dal ddl di Bilancio. Si delinea una mobilitazione a livello regionale promossa da Cigl e dalla Uil. Sabato 17 dicembre sarà la volta del Pd a scendere in piazza a Roma a difesa della sanità pubblica e delle politiche sociali.

Il giudizio della Commissione Ue

Il terzo appuntamento settimanale della manovra è con la commissione europea. Nei primi giorni della settimana, probabilmente mercoledì 14 dicembre stando all’indicazione del commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni, è infatti attesa “un’opinione”, di fatto il giudizio della Commissione europea sulla prima legge di Bilancio del governo Meloni: sotto osservazione l'innalzamento dell'obbligo delle transazioni col Pos a 60 euro e la soglia di 5mila euro per il contante. Nessuna novità, per il momento, sulla questione del Pos, sia sulla soglia che sul nodo della commissioni bancarie. Si deciderà - ribadiscono dal Tesoro - solo in settimana e in base alle interlocuzioni con l’Ue. Intanto il commissario europeo, Paolo Gentiloni è tornato a sottolineare, che a livello Ue c’è «un ampio invito ad incentivare i pagamenti elettronici e la fatturazione elettronica. Si tratta di un impegno già preso dal governo italiano relativamente al Pnrr».

Emendamenti al voto

Ma il vero braccio di ferro politico sarà sul voto sugli emendamenti nella commissione Bilancio della Camera, anche perchè ogni partito nelle proposte di modifica segnalate ha delineato le proprie bandiere. A cominciare da Forza Italia che insiste soprattutto sull’innalzamento delle pensioni minime. Ciascuno insiste sulle proprie richieste sperando di poter portare a casa almeno una fetta delle poche risorse a disposizione del cambiamento per le modifiche. In Commissione si inizierà a votare da giovedì 15 dicembre. L’obiettivo è portare il ddl in aula entro il 20 dicembre. Dei 200 emendamenti della maggioranza (90 di FdI, 54 della Lega, 40 di Fdi e 20 di Noi Moderati) la Lega punta, tra l’altro, sugli sgravi dell’Iva sul pellet (ora al 22%) anche come strumento di contrasto alla crisi energetica mentre FdI insiste per la sospensione del payback per le aziende che producono dispositivi sanitari. Ci sono, inoltre, proposte di modifica di tutta la maggioranza come i fondi per il sostegno al comparto sicurezza o la sanità.

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