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Pnrr, via libera Senato al decreto. Cosa contiene, dallo Spid ai pagamenti Pa

Il decreto che passa ora alla Camera ha al suo interno molte norme che interessano tra l’altro il settore energetico e quello della Pubblica amministrazione

3' di lettura

L’Aula del Senato ha approvato, con 83 voti a favore, 57 contrari e 6 astenuti il Dl che interviene sulla governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il provvedimento, modificato soprattutto durante l’esame in Commissione Bilancio di Palazzo Madama, passa alla Camera dove dovrà essere approvato entro il 25 aprile.

Focus sugli ambiti di interesse

Hanno dichiarato il voto a favore i gruppi di maggioranza (Civici/Nm, FI, FdI, Lega) mentre hanno espresso voto contrario Avs (componente del gruppo Misto), Aut, M5S e Pd. Ha invece dichiarato la propria astensione il gruppo Az/Iv. Il decreto ha al suo interno molte norme che interessano tra l’altro il settore energetico e quella della Pubblica amministrazione. Proprio di Pnrr si discute nel convegno in Assolombarda organizzato dal Sole 24 Ore disponibile in streaming.

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Pubblica amministrazione

Tra le altre novità arriva, attraverso una proposta bipartisan, la possibilità per gli enti locali di stabilizzare i precari assunti a tempo determinato con contratti biennali nell'ambito di una serie di progetti Ue. Nel decreto arrivano poi misure variegate dalle rinnovabili allo Spid, dagli incarichi ai vertici della Pa alla riforma Cartabia. Via libera senza modifiche, dopo qualche approfondimento tecnico, anche a un emendamento del governo sull'accelerazione dei pagamenti della pubblica amministrazione.

Spid

Sempre per quanto riguarda il mondo del lavoro pubblico arriva l'estensione (anche per gli enti per i quali viene prevista la ratifica della nomina con la sola informativa alle Camere) della possibilità di un incarico retribuito ai vertici dell'amministrazione pubblica per personale in pensione fino al 2026. Una misura che dovrebbe riguardare tra l'altro il direttore dell'Agenzia per la cybersicurezza Bruno Frattasi. Con il decreto spunta anche una norma “ponte” sullo Spid attraverso con una tantum di 40 milioni ai gestori per gli adeguamenti tecnologici richiesti dalle nuove modalità operative imposte del Pnrr.

Dissesto idrogeologico

C'è poi la proroga di 24 mesi per i certificati, i permessi e le autorizzazioni per gli interventi per la rete a banda ultra larga. Proroga anche, fino a dicembre, dei tempi per l'emanazione dei decreti attuativi della riforma Cartabia sulla magistratura. Via libera, sul finale, anche a un emendamento che prevede l'utilizzo del dipartimento Casa Italia della presidenza del Consiglio dei ministri per combattere il dissesto idrogeologico.

Rinnovabili

Diverse le misure sul fronte delle rinnovabili, nell'ambito dell'obiettivo del Pnrr della transizione verde il provvedimento prevede l'esenzione dalla valutazione di impatto ambientale per una serie di infrastrutture green. Arrivano 41 milioni, tra il 2025 e il 2027 per il polo siderurgico di Piombino. Una serie di misure riguardano poi i progetti legati al Giubileo 2025 e che dovranno essere realizzati senza barriere architettoniche. Viene previsto, inoltre, un piano per il posizionamento di totem con defibrillatori per eventuali soccorsi dei fedeli. Infine, i senatori hanno deciso di sbloccare l'iter verso la realizzazione dell'Einstein Telescope in Sardegna.

Ok a emendamento Lotito, 21 mln a Molise per diga

L’aula del Senato ha inoltre approvato l’emendamento a firma Claudio Lotito (FI) sull’adeguamento sismico di alcune strutture della diga di Ripaspaccata, in Molise, e autorizzata in favore della Regione Molise la spesa di 21 milioni nel triennio 2023-2025. In particolare l’emendamento, con parere favorevole di governo e relatori, prevede «manutenzioni impiantistiche e strumentali. Adeguamento sismico delle strutture in c.a. del manufatto di scarico e della casa di guardia» della Diga di Ripaspaccata in agro del Comune di Montaquila (IS)” ed «è autorizzata in favore della Regione Molise la spesa di 7,1 milioni di euro per l’anno 2023 e 7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025».

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