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Dalle rinnovabili agli extraprofitti, ecco da dove potrebbero arrivare le risorse per famiglie e imprese

È caccia alle risorse per il prossimo decreto con aiuti per famiglie e imprese, per andare oltre i 6 miliardi indicati dal Def, senza scostamento

di Andrea Marini

Ucraina, Gentiloni: "La guerra impatta su economia, energia e difesa"

2' di lettura

È caccia alle risorse per poter finanziare il prossimo decreto per famiglie e imprese, con l’obiettivo di andare oltre i 6 miliardi indicati dal Def. Al momento senza ricorrere a un nuovo scostamento di bilancio. Anche perché a strategia del governo è quella di seguire l’evolversi di una situazione di emergenza energetica ed economica esasperata dalla guerra in Ucraina, che potrebbe peggiorare con il perdurare del conflitto e precipitare qualora dovessero interrompersi le forniture di gas dalla Russia.

Gli incentivi alle rinnovabili

Al momento al ministero dell’Economia stanno comunque studiando tutte le opzioni, comprese quelle suggerite dalle forze di maggioranza. Si valuta ad esempio se effettivamente ci siano risorse disponibili tra quelle destinate agli incentivi alle rinnovabili, visto che il fabbisogno si è ridotto all’aumentare dei prezzi. Secondo il Movimento 5 Stelle questa voce potrebbe liberare fino a 2 miliardi, ma sono calcoli che al momento non trovano riscontro.

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Gli extraprofitti delle società energetiche

Si starebbe anche ragionando attorno alla possibilità di ritoccare la tassa sugli extraprofitti delle società energetiche, una richiesta avanzata tra l’altro da Pd, M5S e Leu tra gli emendamenti al decreto Ucraina bis, che ha introdotto il prelievo straordinario. E si starebbe anche cercando di vedere se qualcuno dei fondi del ministero dell’Economia dirottati a finanziare i decreti bollette non possa attendere ancora un po’ prima di essere coperto, liberando ulteriori risorse.

Gli aiuti

Le risorse così recuperate dovrebbero andare a finanziare gli aiuti. Il caro materie prime, che rischia di bloccare gli appalti pubblici e i progetti del Pnrr, dovrebbe assorbire circa 1 miliardo. Attorno ai 4 miliardi serviranno per replicare il pacchetto di misure taglia-bollette anche nel terzo trimestre, con il credito di imposta per le imprese energivore che potrebbe essere ancora aumentato, mentre la riduzione di 25 centesimi delle accise su benzina e gasolio dovrebbe essere prorogata fino a fine giugno. Allo studio del ministero per lo Sviluppo economico c’è poi un pacchetto, molto mirato, di contributi a fondo perduto per le imprese delle filiere più direttamente colpite dalle sanzioni alla Russia. Ma serviranno altri fondi per gli enti locali e per l’accoglienza dei migranti. Senza contare la richiesta, sponsorizzata soprattutto dal Pd, di nuovi sgravi contributivi per proteggere i salari.

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