IL RITRATTO: ARMANDO SPATARO

Dalle spie della Cia ai doganieri francesi, il magistrato che vigila contro le invasioni di campo

di Andrea Carli

Il magistrato Armando Spataro (Ansa)

2' di lettura

È il magistrato che ha seguito, da coordinatore del dipartimento Terrorismo ed eversione della procura di Milano, uno dei casi più noti di “extraordinary rendition”: quello che ha coinvolto l’imam Abu Omar (all’anagrafe Osama Mustafa Nasr). Sospettato di avere contatti con cellule terroristiche, il 17 febbraio 2003 viene rapito a Milano dai servizi segreti americani, con la collaborazione del Sismi, e consegnato alle autorità egiziane, dalle quali sarebbe stato poi interrogato e torturato.

Da Abu Omar all’irruzione dei doganieri francesi a Bardonecchia
Ora da procuratore della Repubblica di Torino, con una grande esperienza in tema di cooperazione internazionale, Armando Spataro si appresta a fare luce su quanto è accaduto venerdì sera a Bardonecchia, quando un gruppo di agenti delle Dogane francesi ha fatto irruzione in un locale in uso a una Ong per sottoporre un nigeriano a un prelievo di urine. Dopo l’apertura di un’inchiesta da parte della procura del capoluogo piemontese e un primo rapporto del Commissariato di Bardonecchia della Polizia di Stato, cui seguirà in tempi rapidi una dettagliata informativa della Questura torinese, Spataro - 70 anni,da 43 in magistratura - ha preso l’iniziativa e ha già ordinato di acquisire documenti e di ascoltare i testimoni.

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In prima fila nelle principali inchieste degli ultimi anni
Nel suo cv non c’è solo il sequestro di Abu Omar. Il magistrato è stato in prima fila in alcune delle principali inchieste degli ultimi anni: il caso Tobagi, le Brigate Rosse e Prima Linea, la ’ndrangheta al Nord. Ma il caso dell’imam ha rappresentato uno spartiacque: per la prima volta sono state portate sul banco degli imputati personalità dei servizi segreti americani e italiani. Sullo sfondo, quella che è stata considerata una violazione della sovranità dello Stato italiano. Oggi occorre valutare se l’operazione dei doganieri francesi è avvenuta nel rispetto delle norme europee e degli accordi tra Italia e Francia, intervenuti nel corso degli anni per disciplinare la cooperazione transfrontaliera in materia di polizia e dogana, o se ha rappresentato anch’essa una violazione della sovranità dell’Italia. Sarà proprio Spataro a verificarlo. Tra il rapimento dell’imam nel 2003 e l’incidente di Bardonecchia c’è il nodo ancora irrisolto della gestione dei migranti, tra integrazione e sicurezza. Cambiano solo i protagonisti: allora gli agenti segreti della Cia, oggi i doganieri francesi.

Bardonecchia: pm indaga, da Francia stop controlli
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