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Dalle starlette a Audrey Hepburn: a Bologna il cinema incontra la moda

di Natascia Ronchetti - Bologna

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2' di lettura

C’era una volta il mondo delle starlette e delle pin-up, corollario dello star system hollywoodiano. Testimoni di una stagione del cinema - quella compresa prevalentemente tra gli anni Quaranta e Cinquanta - ma anche di molte stagioni della moda, erano le eterne aspiranti dive a cui è dedicata Seduction Pavillon, l'installazione curata dal collettivo di architetti Laub (Simone Marcolini, Kim-Lou Monnier, Diletta Trinari, Miguel Pereira Vinagre) alla Fondazione Fashion Research di Bologna: è qui che trova spazio una selezione di foto della collezione Giuseppe Galliadi, della Cineteca di Bologna.

La mostra, aperta al pubblico fino a sabato 17 novembre nella sede della fondazione voluta da Alberto Masotti, l'ex patron del gruppo di lingerie La Perla, apre “Film à porter”, rassegna che è un omaggio alle contaminazioni tra moda e cinema. Oltre al percorso fotografico dedicato alle starlette sono previsti film che hanno fatto la storia del grande schermo, a partire da “Colazione da Tiffany”.

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Il cinema degli anni 40 e 50 in mostra a Bologna

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La tre giorni segna il debutto di un sodalizio tra la cineteca bolognese, tra le più importanti in Europa, e la fondazione di Masotti. «Il cinema è la prima arte che ha liberato completamente l'universo femminile, è nata non con divi ma con dive» dice Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca.

«Quando ho visto le fotografie di Giuseppe Galliadi sono rimasto choccato: ho pensato a quelle meravigliose ragazze e ho associato il percorso industriale e creativo di La Perla anche a quelle immagini», spiega Masotti.

Oltre a “Colazione da Tiffany”, che ha reso immortale Audrey Hepburn avvolta in un little black dress, il cinema Lumiere ospiterà altre due proiezioni: un omaggio a Greta Garbo con “Ninotchka”, il film dove la diva appariva con cappotti accollati e camicie austere, e un tributo all'eleganza femminile degli anni Cinquanta così come fu voluta da Michelangelo Antonioni nel suo “Le amiche”.

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