Emergenza Covid

Riaperture a maggio, il Governo al lavoro sui parametri da considerare

Le zone gialle dovrebbero essere riattivate a maggio. Per fine aprile, lì dove la situazione epidemiologica e la campagna vaccinazioni lo consentirà, si potrebbe dare un primo segnale con la riapertura dei ristoranti a pranzo all’aperto

di Andrea Gagliardi

Si lavora a riaperture. Figliuolo stoppa Regioni

3' di lettura

Riaprire sì, ma in sicurezza. È l'obiettivo cui lavora il premier Draghi. Saranno cruciali i dati epidemiologici e il trend della campagna vaccinale registrati questa settimana per definire la data in cui si potrà iniziare ad allentare la morsa. Ma il premier avrebbe già dato indicazione di iniziare a programmare come riaprire, quando sarà il momento, a partire da protocolli non troppo rigidi per attività che sono già in grande affanno. E anche se il governo potrebbe prorogare lo stato d'emergenza per altri due mesi, fino a fine giugno, tutti ormai nella maggioranza (compreso il prudente ministro Speranza) parlano di maggio come del mese decisivo per un graduale ritorno alla normalità.

La variabile vaccinazioni

Come inserire il dato delle vaccinazioni nei parametri per riaprire è uno dei temi allo studio, perché non potranno esserci vere riaperture prima di aver messo in sicurezza i più anziani e i fragili. Tra i parametri di cui si comincia a parlare, citato dal sottosegretario alla Salute Sileri, c’è Ia vaccinazione del 75% degli over 70. Intanto si punta a livello nazionale ea completare entro fine mese almeno la vaccinazione degli over 80.

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Dall’Rt all’incidenza dei contagi, i parametri per riaprire

Sileri ipotizza un altro parametro quando dice che se i numeri del calo si consolidano scendendo sotto un’incidenza di 180 casi ogni settimanali ogni 100mila abitanti, «dal primo maggio si può tornare a una colorazione più tenue delle Regioni e qualcuna potrà tornare a essere bianca». Anche se è solo con 50 contagi ogni 100mila abitanti (parametro da zona bianca) che è possibile riprendere davvero il tracciamento dei casi. Altro obiettivo da consolidare è un Rt (indice che misura la velocità del contagio) stabilmente sotto 1 (l’ultimo dato del report dell’Iss è 0,92), possibilmente intorno a 0,80.

Obiettivo scuola tutta in presenza

Da lunedì 3 maggio, se la situazione epidemiologica e la campagna di vaccinazioni lo consentirà, il premier vorrebbe far tornare a scuola tutti gli studenti, per consentire loro di frequentare in presenza almeno l’ultimo mese di lezioni.

Speranza: d’accordo su riaprire alcune attività all'aperto

Le zone gialle vere e proprie non dovrebbero perciò essere riattivate prima di maggio. Per fine aprile (circola la data del 26) nella migliore delle ipotesi si punta a dare un segnale. A cominciare da bar e ristoranti. Magari da riaprire a pranzo solo con tavoli all’aperto. Del resto è stato lo stesso ministro della Salute Speranza a dirsi «d'accordo su riaprire alcune attività all'aperto». Sarebbe una risposta alle proteste della categoria che dopo le tensioni nella capitale in occasione del sit-in del comitato «IoApro» è tornata a farsi sentire con una assemblea straordinaria in piazza convocata da Fipe-Confcommercio per avere risposte certe sulle riaperture.

Regioni: riaprire ristoranti all'aperto anche di sera

Le Regioni sono in pressing in questa direzione. E puntano a concessioni maggiori. Chiedono al governo di riaprire in sicurezza ristoranti sia pranzo che a cena sfruttando gli spazi all'aperto. Con annesso spostamento a mezzanotte del coprifuoco. È questa l'ipotesi contenuta nella bozza delle linee guida sulle riaperture, che le Regioni sottoporranno giovedì al Governo alla Conferenza Stato-Regioni e che confermano le misure di protezione già in atto. Secondo il documento - che aggiorna le linee allegate al Dpcm di marzo - tali indicazioni dovranno essere compatibili col miglioramento dei dati, anche alla luce di una revisione dei parametri di valutazione. Tra le ipotesi c'è quella di inserire nei parametri il numero di somministrazioni effettuate nelle singole Regioni. Parallelamente, si prevede anche una regolazione della ripartenza di palestre, cinema, teatri e musei.

Il lavoro sui protocolli di sicurezza

Fin d'ora si lavora per studiare come permettere a cinema e teatri, bar e ristoranti, palestre, fiere ed eventi, di ripartire “in sicurezza”. Il Cts (Comitato tecnico scientifico) ha iniziato a esaminare i nuovi protocolli per gli spettacoli ma si guarda con grande attenzione anche a un settore cruciale e in grande affanno come quello del turismo. Intanto, cinema e teatri puntano a un ampliamento della capienza finora consentita da 200 persone a 400-500 al chiuso e da 400 a mille all'aperto.

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