PROGETTO CHEERS

Dallo scarto del vino un materiale valorizzato per le celle fotovoltaiche

Serena Wines 1881 (quinta azienda per produzione di Prosecco) ha avviato un progetto di riutilizzo della feccia in partnership con l'Università Ca' Foscari di Venezia

di Giambattista Marchetto


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2' di lettura

La feccia – ovvero il residuo che si deposita nelle vasche di lavorazione del vino, ricco di colorante naturale - si trasforma in componente per la realizzazione di celle fotovoltaiche. È questo il nucleo del progetto “Cheers”, che vede coinvolta la storica azienda di Conegliano Serena Wines 1881 (quinta per produzione di Prosecco) in partnership con l'Università Ca' Foscari di Venezia e la collaborazione di Università di Udine e Universidad de Málaga.

L'obiettivo di questo progetto - finanziato dal Fondo Sociale Europeo - è l'identificazione di soluzioni innovative tramite il recupero e la valorizzazione di scarti del vino da uve a bacca rossa. Nella fattispecie, la feccia viene trasformata in materia prima per ottenere componenti dedicate alle celle solari fotovoltaiche a colorante organico, le cosiddette celle di Gräetzel. Il colorante ottenuto verrà utilizzato per la produzione dei prototipi e simula il processo della fotosintesi clorofilliana. I pigmenti colorati catturano la luce del sole e la trasmettono al circuito sotto forma di elettroni, che successivamente saranno tramutati in corrente elettrica rinnovabile e sostenibile.

«Siamo entusiasti di esser parte di questo progetto - afferma il dg Luca Serena, quinta generazione della famiglia -. Per Serena Wines 1881 è importante promuovere un approccio al ciclo di produzione e gestione dei rifiuti organici nell'ottica della green economy. L'azienda da sempre presta attenzione ai vantaggi ambientali che possono derivare dal recupero e riuso dei rifiuti di lavorazione e in questo caso si tratta di una vera innovazione per il settore dell'edilizia, ma anche per quello dell'enologia, poiché si tratta di un progetto assolutamente inedito».

L'azienda ha brevettato il progetto insieme all'università Ca' Foscari ed è in procinto di siglare un accordo per un ulteriore sviluppo della ricerca articolato in altri due anni.

Dalla Marca trevigiana allo Champagne
Fondata nel 1881 a Crocetta Trevigiana da Pietro Serena e giunta oggi alla quinta generazione, Vinicola Serena – che nel 2018 ha rinnovato il marchio ed è divenuta Serena Wines 1881 – è riconosciuta come Azienda Storica d'Italia dalla Camera di Commercio di Treviso.

Nel 2003 è stata varata la nuova sede produttiva di 35mila mq a Conegliano, patria del Prosecco. E per impreziosire la propria offerta, nel 2006 l'azienda ha acquisito una maison de champagne a Reims, distribuendo così lo Champagne De Vilmont nell'HoReCa in Italia e all'estero.

Impegnata nel coniugare tradizione e innovazione e focalizzata sul settore HoReCa in Italia, l'azienda trevigiana ha cambiato alcuni paradigmi nella distribuzione del vino con soluzioni specifiche. È stata infatti pioniera nella conservazione del vino in fusto d'acciaio, un accorgimento che garantisce la conservazione del prodotto e risolve le necessità logistiche della ristorazione. Per i mercati esteri (Europa, ma anche Sudafrica, Stati Uniti, Cina e Australia) è stato inoltre introdotto l'utilizzo di ONE Way Keg, il fusto da 24 litri in PET, che ha il vantaggio di essere 100 per cento riciclabile, oltre che durevole, pratico e maneggevole.

Serena Wines 1881 ha chiuso il 2018 con un fatturato di 86 milioni di euro.

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