LE MISURE ANTI CONTAGI

Dallo sci di fondo al barbiere nel comune vicino, alle ordinanze “fai-da-te”: ecco come le regioni si smarcano dalla stretta Covid di Natale

La strategia è quella di individuare dei varchi che consentano di alleggerire la stretta, comunque nel rispetto dei provvedimenti governativi

di Andrea Carli

(foto Ansa)

4' di lettura

I DATI DEL CONTAGIO
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La Valle d’Aosta riapre l'accesso alle piste di sci da fondo a tutti i suoi abitanti, e consente di raggiungerle anche a chi si trova in altri comuni del territorio regionale. L’Abruzzo con una ordinanza “fai-da-te” si “autodeclassa” dalla zona rossa a quella arancione. Infine, la Toscana: sì allo spostamento tra un comune e l’altro per sottoporsi ad alcuni sevizi, tra cui il barbiere. Sono alcune delle soluzioni adottate dalle regioni per allentare la stretta natalizia per scongiurare una terza ondata di contagi Coronavirus predisposta dall’esecutivo con gli ultimi provvedimenti. E non è detto che nelle prossime ore o giorni l’elenco delle misure adottate possa arricchirsi di nuovi spunti.

Speranza, tra Stato e Regioni ora evitare le polemiche

«Viviamo in queste ore un dibattito abbastanza continuo tra i poteri delle Regioni e i poteri dello Stato - ha ammesso il ministro della salute Roberto Speranza, intervenendo durante la presentazione dell'ottavo rapporto dell'Osservatorio sul Federalismo in Sanità, realizzato da Cittadinanzattiva -. Ma credo che, soprattutto durante un'epidemia, si debba evitare ogni polemica e ogni tensione e lavorare insieme il più possibile. Perché questo si aspettano da noi i cittadini italiani».

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Abruzzo arancione per ordinanza

L’ultima prova di forza, in ordine cronologico, è stata quella dell’Abruzzo. L’ordinanza n. 106 del presidente Marsilio, in vigore dal 7 dicembre, nella sostanza riporta anzitempo la regione da zona rossa ad arancione. Una ordinanza “fai-da-te” che anticipa di fatto il trasferimento in fascia arancione dell’unica regione rimasta rossa nel Paese. Una mossa a sorpresa. Il passaggio deciso dal governatore è diventato subito un “caso”, con fonti di governo a invitare l’amministrazione regionale ad attendere il 9 dicembre. «Non cerco lo scontro istituzionale - ha assicurato Marsilio, intervenuto a Rai Radio1 all'interno del programma “Che giorno è” -: collaboro e continuerò a collaborare con correttezza con il governo. Penso che il governo abbia fatto una interpretazione sbagliata delle norme e delle tempistiche che non tengono conto dei dati reali. Non sono un irresponsabile. Ho anticipato la zona rossa. Penso che bisogna essere seri: quando c'è pericolo si adottano soluzioni di salvaguardia, anche le più drastiche. Quando però i dati ci dimostrano che la situazione è sotto controllo torniamo ad aprire in sicurezza. Non credo - ha concluso il presidente della Regione - che 48 ore di anticipo nell'apertura dei negozi possano stravolgere la situazione sanitaria del nostro territorio. La nostra regione è nella media nazionale».

Il Governo scrive alla regione: revocare ad horas l’atto

Ma la distanza tra Abruzzo ed esecutivo rimane. Il “modus operandi” del governatore abruzzese non è piaciuto. È stata inviata una lettera di diffida a Marsilio in cui i ministri Boccia e Speranza chiedono al presidente della Regione di revocare «ad horas» l'ordinanza che anticipa di due giorni l'entrata della Regione in zona arancione. «Ci riserviamo - è la conclusione del documento -, in mancanza (di una revoca dell’ordinanza, ndr) , di intraprendere ogni iniziativa, anche giudiziaria, per garantire l'uniforme applicazione delle misure volte alla gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 e salvaguardare, in particolare, il bene primario della salute delle persone». Marsilio va avanti per la sua strada. I negozi hanno riaperto e le vie dello shopping si sono riempite in occasione del ponte dell'Immacolata che dà l'avvio alle festività natalizie.

Le deroghe della Toscana al divieto di spostamento tra i comuni

C’è poi chi, pur non adottando delle misure che possano risultare contrarie a quelle delineate a livello centrale, cerca di “individuare dei varchi” che consentano di alleggerire la stretta. È in un certo senso la strategia promossa dal governatore della Toscana Eugenio Giani con un'ordinanza regionale interpretativa del Dpcm del 3 dicembre. Il documento dell’amministrazione contempla deroghe al divieto di spostamenti tra comuni: è consentito varcare i confini comunali per andare in alcuni pubblici esercizi che si configurano fiduciari nei confronti del cliente e che offrono un servizio orientato alle singole persone, come i parrucchieri, gli estetisti, i barbieri, i carrozzieri. L'ordinanza prevede la possibilità di uscire dal proprio Comune anche per i cacciatori, che operano negli ambiti territoriali di caccia, per chi cerca tartufi e castagne. Chi pratica la pesca sportiva può spostarsi dal suo comune ma solo nell'ambito provinciale. I ragazzi che praticano sport di gruppo possono allenarsi in comuni diversi dalla loro residenza.

Giani, adattato Dpcm a singole necessità per Toscana

Giani ha precisato che l’ordinanza «non è assolutamente una decisione anti-governativa. Ho solo cercato di offrire la massima chiarezza ai miei concittadini nel rispetto del Dpcm, con prudenza, intelligenza e soprattutto buonsenso». «Abbiamo solo adattato il Dpcm a singole necessità - ha aggiunto in un intervento su Radio Capital -: pesca, caccia, parrucchiere o estetista di fiducia. Quando voglio andare dal parrucchiere mi sposto e entro in contatto con altre persone. Che differenza c'è per la mobilità se vado dal parrucchiere a Firenze o a Sesto Fiorentino?».

Valle d'Aosta riapre piste sci di fondo

La Valle d'Aosta domenica 6 dicembre da zona rossa è diventata arancione e ha consentito l'accesso alle piste di sci da fondo a tutti i suoi abitanti. Nulla a che vedere con lo sci alpino e le lunghe code registrate a fine ottobre con l'apertura del comprensorio di Cervinia: lo sci nordico non prevede impianti di risalita, è uno sport di fatica. L'ordinanza del presidente della Regione Erik Lavevaz prevede in ogni caso l'obbligo della distanza di almeno due metri tra persone non conviventi, il divieto di assembramenti e la chiusura degli spogliatoi. La possibilità di spostarsi in altri comuni del territorio, oltre che lo «svolgimento di attività sportiva presso impianti, centri e circoli sportivi, comprese le piste di sci nordico», riguarda anche guide alpine, operatori e unità cinofile del Soccorso alpino valdostano, sia per i loro allenamenti sia per l'attività legata al sistema di protezione civile regionale e di soccorso in montagna. Lo stesso è concesso anche a chi deve coltivare il proprio orto e occuparsi della manutenzione nella seconda casa.

Il braccio di ferro con Roma

L'ordinanza del presidente della Regione è giunta a meno di 24 ore dal provvedimento con cui il ministro Speranza, ha sancito l'ingresso della Valle d'Aosta in fascia arancione. Un passaggio che con l'apertura dei negozi il presidente Lavevaz, nonostante la zona rossa, aveva in parte anticipato a martedì scorso con un'altra ordinanza. Il tutto in una settimana culminata con lo scontro istituzionale seguito all'approvazione di una legge che rivendica l'autonomia della Regione alpina nella gestione dell'emergenza sanitaria da Covid-19 e di cui il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, ha anticipato di voler proporre l'impugnativa.

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