Turismo

Dallo sci ai musei, è nata la app per fare i biglietti senza code

di Monica Zunino

Sci. A Bardonecchia si può usare l'app di MyPass

4' di lettura

Il debutto è stato sulle piste da sci, nella Skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta, con una app che permette di acquistare uno skipass senza passare dalle biglietterie e soprattutto pay per use, per pagare effettivamente quanto si scia. Il passo successivo è stato l’approdo al mondo del turismo a Venezia, con un’altra app, che consente di acquistare l’ingresso ai musei ma pure il biglietto per il traghetto, la gondola o il parcheggio per l’auto da un’unica piattaforma. Da agosto lo sbarco in Liguria - Genova e Cinque Terre - e il prossimo obiettivo è la Toscana.

Mondi diversi ma la stessa filosofia: dare battaglia, grazie alla tecnologia, alle code alle biglietterie e ai tornelli, semplificare la vita alle persone nella pianificazione del tempo libero, da una parte, e dall’altra sostenere le strutture turistico ricettive per migliorare i flussi, sostituendo le biglietterie tradizionali con sistemi di prenotazione, accesso e pagamento completamente digitali. «L’idea è nata quando lavoravo nel settore dei servizi museali e quindi avevo davanti agli occhi i disagi legati all’accoglienza: grandi code, grande spreco di tempo e di soldi. Con un gruppo di persone siamo partititi per migliorarla». Guya Paganini, ligure, alle spalle un’esperienza come direttore generale di Opera laboratori fiorentini (gruppo Civita) che gestiva i servizi aggiuntivi del polo museale fiorentino, è fondatrice, socia di maggioranza e ad di MyPass, pmi innovativa che opera nel settore degli accessi e pagamenti nel turismo e nel tempo libero attraverso la propria piattaforma tecnologica.

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Nata a Torino ma da poco spostata a Genova, la società è partecipata dal gruppo Banca Sella e dal gruppo Helvetia Assicurazioni, oltre che da soci privati che hanno sposato l’idea. Il piano prevede, da una parte, l’espansione in altre regioni d’Italia e dall’altra lo sviluppo del team per arrivare dagli attuali 11 dipendenti (di cui sei donne con un’età media di 35 anni) oltre quota 20 entro il 2022, rafforzando sia l’area It che il marketing.

«Mypass non vuole essere una società di ticketing. Certo devo dare il ticket, il Qr code, ma facciamo accoglienza, gestione dei flussi – precisa Guya Paganini - costruiamo una visione: la app di destinazione digitale. Abbiamo due brevetti: un algoritmo sullo sci per la tecnologia pay per use e una soluzione innovativa sull’accesso ai parcheggi. L’obiettivo è costruire la piattaforma che va a connettere i sistemi esistenti e semplifica davvero la vita all’utente. Le parole chiave sono semplicità e comodità, in modo che il cliente non perda tempo in code e non debba saltare da un sito all’altro per organizzare il suo viaggio . Ora stiamo lavorando sulla preparazione della visita, in modo che possa essere fatta comodamente, e in maniera facile, dal divano di casa con un’unica app, senza dover passare da tanti siti diversi; ma vorremmo allargare il raggio dalla mobilità anche ai contenuti, di un museo o dell’Acquario, ad esempio, per far sì che possano essere scaricati in anteprima, allargando la visione dalla mobilità alla destinazione». Complessivamente oggi sono 80mila gli utenti registrati e nel 2019 la società ha gestito circa 4 milioni di euro di transato, con quasi 100mila biglietti giornalieri nel settore sci (stagione 2019/20) e oltre 22mila ingressi venduti a Venezia nel solo 2019, anno di lancio; e per Art night, la notte dei musei a Venezia, Mypass ha gestito 10 mila prenotazioni per 120 eventi.

Il Covid ha provocato una battuta d’arresto anche per l’azienda, con gli spostamenti e il turismo paralizzati: niente sci, niente visite alle città d’arte, ai musei e quindi lavoro fermo. Ma ha anche spinto un cambio di mentalità. «Da una parte - racconta Guya Paganini - abbiamo vissuto mesi difficili, con tante incognite perché noi siamo digitali ma abbiamo bisogno che la gente si muova. Ma dall’altra parte la pandemia ha spinto le aziende verso una gestione diversa dei flussi. Oggi l’input è “vogliamo assolutamente non avere assembramenti alle casse”, da parte dei gestori delle strutture per non incorrere in sanzioni e lo stesso visitatore e sciatore non vuole stare in resse e folle»

Il fiore all’occhiello dell’azienda resta lo sci. Mypass ha appena presentato, insieme alla ski area di Campiglio, alla fiera Skipass di Modena il suo Mypass Ski, in realtà inaugurato nel 2019, ma che riparte quest’anno dopo lo stop del 2020.

«Siamo partiti dalla montagna - racconta la Paganini - perché stavamo già lavorando all’algoritmo sul sistema di addebito, e abbiamo inventato il pay per use: non si paga nulla in anticipo, ci si registra sulla app, inviamo una card che si attiva al primo passaggio al tornello e la sera addebita esattamente quanto si è sciato - alcune ore, tutto il giorno - e mano a mano ogni giorno il sistema calcola la migliore tariffa Abbiamo rivoluzionato il sistema proprio perché non ci si deve più preoccupare se si scia un giorno o di più».

Dallo sci alle città d’arte. «Nel 2019 abbiamo lanciato Mypass Venezia – prosegue l’ad - ho l’esclusiva della Biennale (che quest’anno ha tolto le casse fisiche), di Palazzo Grassi, del Guggenheim, tutti i migliori musei della città, traghetti, gondole, parcheggi. La visione che ci anima, rispetto a comprare il ticket e basta, è che ci proponiamo come una app orizzontale, cioè non una app parcheggio, poi una dei musei, e una dei trasporti: non c’è bisogno di andare nei diversi siti, ma è tutto in una sola piattaforma».

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