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Dl Rilancio: dallo smart working al bonus baby sitter, come funziona il sostegno alle famiglie

Per i congedi parentali c'è la proroga fino a 30 giorni per i genitori dipendenti del privato con figli di età non superiore a 12 anni con un'indennità pari al 50% della retribuzione

di Nicola Barone

Dal taglio Irap al bonus per le partite Iva, le dieci misure chiave del decreto Rilancio

Per i congedi parentali c'è la proroga fino a 30 giorni per i genitori dipendenti del privato con figli di età non superiore a 12 anni con un'indennità pari al 50% della retribuzione


3' di lettura

Arrivano limitazioni per chi ha figli under 14 e vuole chiedere lo smart working a causa dell'emergenza coronavirus. L'ultima bozza del Dl Rilancio prevede che i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14 possano utilizzare il “lavoro agile” a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore. È questa solo una delle misure di aiuto delle famiglie di lavoratori contenute nel decreto approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri.

Congedi parentali
Per i congedi parentali c'è la proroga fino a 30 giorni a vantaggio dei genitori lavoratori dipendenti del privato con figli di età non superiore a 12 anni che riceveranno un'indennità pari al 50% della retribuzione. Viene aumentato il limite massimo complessivo per l'acquisto di servizi di baby sitting (da 600 euro a 1200 euro) e questo bonus può essere utilizzato in alternativa direttamente dal richiedente per l'iscrizione ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. Quanto invece al settore sanitario pubblico e privato accreditato, per il comparto sicurezza, difesa e soccorso il limite massimo complessivo per l'acquisto di servizi di baby sitting passa da 1.000 euro a 2.000 euro.

Reddito di emergenza
Le famiglie in difficoltà potranno presentare domanda per ottenere il reddito d'emergenza, entro giugno. Previsto un massimo di due mensilità, per un importo compreso da 400 euro a 800 euro, in rapporto al numero dei componenti del nucleo. Devono allo stesso tempo essere congiuntamente in possesso di requisiti d'accesso quali la residenza in Italia, un reddito familiare inferiore al Rem, un patrimonio mobiliare sotto i 10mila euro (che cresce per ogni componente fino a un massimo di 20mila euro), un Isee sotto i 15mila euro. Il cosiddetto Rem tutelerà circa un milione di nuclei, finora esclusi dagli attuali sussidi.

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Lavoratori domestici
I lavoratori domestici con uno o più contratti di lavoro, alla data del 23 febbraio 2020, per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali avranno per i mesi di aprile e maggio 2020, un'indennità mensile di 500 euro, per ciascun mese. A condizione che non siano conviventi con il datore di lavoro, né abbiano avuto accesso alle altre indennità contemplate nel Dl Cura italia.

Indennizzo agli autonomi
I n automatico prorogato per il mese di aprile l'indennizzo di 600 euro, previsto a marzo per una platea di quasi 5 milioni di autonomi. Si tratta di professionisti non iscritti agli ordini, Co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli. Spazio anche a coloro che hanno presentato domanda in un momento successivo: gli stagionali diversi dal settore turismo, i lavoratori occasionali e quelli intermittenti. A maggio l'indennizzo sale a mille euro ma ad alcune condizioni. Verrà riconosciuto ai liberi professionisti titolari di partita Iva, non in pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una riduzione di almeno il 33% del reddito nel secondo bimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. Viene riconosciuto anche ai Co.Co.Co che hanno cessato il rapporto di lavoro all'entrata in vigore del decreto. Ai professionisti ordinisti che hanno avuto una riduzione del 33% andranno 600 euro. Mentre artigiani, commercianti e coltivatori diretti, che hanno preso l'incentivo, per maggio vengono ricompresi nell'insieme di società di persone e capitali e rientrano nell'ambito dell'attività dell'agenzia delle Entrate, che eroga indennizzi a fondo perduto alle imprese che hanno subito un calo del 33% del fatturato. Gli indennizzi sono parametrati alla perdita di fatturato, con un valore minimo di mille euro.

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