LE MISURE PER FAMIGLIE E IMPRESE

Dal mese in più per rinnovare l’Rc auto ai congedi familiari, allo stop di tasse e mutui casa: ecco il decreto «cura Italia»

Sono queste alcune delle misure per famiglie e aziende contenute nel nuovo decreto legge Cura Italia, in vigore dal 18 marzo

di Andrea Carli e Andrea Gagliardi

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Sono queste alcune delle misure per famiglie e aziende contenute nel nuovo decreto legge Cura Italia, in vigore dal 18 marzo


8' di lettura

Misure ad ampio spettro a sostegno di chi è stato travolto dall’emergenza Coronavirus. Il “Decreto Cura Italia”, pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 17 marzo e da mercoledì 18 in vigore vuole essere un’iniezione di sostegno all’economia da circa 25 miliardi; finanziamenti mobilitati per 350 miliardi.

Tra le misure per le famiglie che rientrano nel pacchetto: l’Rc auto valida un mese dopo la scadenza, i congedi speciali pari al 50% della retribuzione o voucher babysitter per i lavoratori, dipendenti o autonomi, con figli piccoli a casa da scuola per l’emergenza coronavirus; il rinvio del pagamento dei contributi Inps per il lavoro domestico.

Nel pacchetto anche lo stop ai licenziamenti per due mesi, e l’estensione della cassa integrazione in deroga a tutti i settori mentre agli autonomi sarà riconosciuta una indennità una tantum di 600 euro per il mese di marzo. E poi ancora sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa per chi è in difficoltà, estesa anche alle partite Iva, senza necessità di presentare l’Isee.

Tra le misure per famiglie e imprese travolte dall’emergenza sanitaria anche il congelamento di tutti i versamenti di imposte e contributi del 16 marzo almeno per una settimana. Scatterà poi una proroga lunga dei versamenti di Iva, ritenute e contributi sulla base del fatturato e non più solo per alcune filiere.

Stando alle indicazioni contenute nella relazione tecnica al provvedimento, il 75% di negozi e botteghe in affitto che hanno sospeso l’attività saranno i destinatari del credito d’imposta al 60% previsto per i canoni di locazione a fronte dell'emergenza Coronavirus. L’aiuto è previsto per una mensilità, con un onere complessivo di 356,3 milioni.

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Congelati Iva, ritenute e contributi per tutti
Il decreto è solo l’ultimo di una serie di provvedimenti che hanno ottenuto il via libera dell’esecutivo negli ultimi giorni (consulta il testo dei decreti). Dal 21 febbraio al 9 marzo sono stati adottati dal governo 17 atti tra Dl (decreti legge), Dpcm (decreti del Presidente del Consiglio) e ordinanze. Il “Cura Italia” - il quinto decreto legge della serie - è dunque solo l’ultimo atto. Anche in questo caso l’obiettivo è garantire liquidità a famiglie e aziende che da giorni devono fare i conti con questa emergenza sanitaria. Il primo passo in questa direzione prevede che tutti gli adempimenti fiscali e contributivi in scadenza oggi 16 marzo siano sospesi per tutti i contribuenti. L’appuntamento è rinviato a venerdì 20 marzo. Faranno eccezione, però, imprese, autonomi e professionisti che sono sotto i 2 milioni di ricavi (si veda Il Sole 24 Ore del 16 marzo). Per loro l’appuntamento alla cassa per saldare le ritenute, l’Iva annuale e mensile, nonché i contributi previdenziali e quelli Inail è rinviato al 31 maggio. Con pagamento in unica soluzione o comunque rateizzabile in 5 rate. Il decreto rinvia poi al 30 giugno anche tutti gli adempimenti tributari, diversi dai versamenti e diversi dall'effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all'addizionale regionale e comunale, che ricadono dall'8 marzo al 31 maggio 2020. È il caso, ad esempio, della dichiarazione annuale Iva. Restano esclusi dal rinvio le comunicazioni dei dati relativi al 730 precompilato come quelle degli oneri detraibili in scadenza il 31 marzo.

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Congedi genitori al 50% retribuzione
Nel pacchetto anche misure per le famiglie. I lavoratori alle prese con la gestione dei figli fino a 12 anni rimasti a casa per la sospensione delle lezioni hanno diritto, a decorrere dal 5 marzo, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a quindici giorni, ad congedo per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50 per cento della retribuzione. Il congedo è anche retroattivo (può essere chiesto dal 5 marzo e sostituire l’eventuale congedo parentale chiesto senza retribuzione). In alternativa possono scegliere l’erogazione di un bonus di 600 euro per l’acquisto di servizi di baby-sitting. Il congedo parentale lo riconosce il datore di lavoro, ma sulle modalità operative sarà necessario attendere le istruzioni dell’Inps.

Rinvio del pagamenti dei contributi Inps per il lavoro domestico
È di aiuto delle famiglie il rinvio del pagamento dei contributi Inps per il lavoro domestico (le collaboratrici familiari, Colf). Il pagamento dei contributi Inps in scadenza dal 23 febbraio al 31 maggio infatti potranno essere pagati dopo il 10 giugno.Il pagamento sarà al netto di sanzioni e interessi.

Rc auto valida un mese dopo la scadenza
Le polizze RcAuto saranno valide per un mese dopo la scadenza, anziché gli attuali 15 giorni. Fino al 31 luglio, si legge nella norma, il termine entro cui «l’impresa di assicurazione è tenuta a mantenere operante la garanzia prestata con il contratto assicurativo fino all’effetto della nuova polizza, è prorogato di ulteriori quindici giorni».

Stop mutui casa, anche autonomi
Nel provvedimento anche la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa per chi è in difficoltà, estesa anche agli autonomi. In questo secondo caso, la sospensione è prevista per le partite Iva che come conseguenza della crisi autocertifichino di aver perso, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, oltre il 33% del proprio fatturato rispetto all'ultimo trimestre 2019. La misura, che sarà in vigore per 9 mesi come estensione di quanto gia prevede il Fondo Gasparrini, non prevede obbligo di presentare l’Isee e sarà finanziata con 500 milioni. La relazione tecnica al decreto legge stima che la sospensione delle rate dei mutui casa, estesa anche ai lavoratori autonomi, possa valere per oltre 230mila titolari di partite Iva ovvero la metà degli autonomi in possesso di prima casa. Per ogni nuova sospensione l’onere medio annuo calcolato per il Fondo Gasperini, già esistente per i dipendenti, è di mille euro con un fabbisogno aggiuntivo di 240 milioni.

Nei prossimi due mesi vietato licenziare
Per i prossimi due mesi le aziende non potranno licenziare sulla base del “giustificato motivo oggettivo” (crollo ordini, chisura di un reparto per casi di contagio eccetera).

Cassa integrazione in deroga per tutti fino a nove settimane
Al contempo il Governo mette sul piatto quasi 5 miliardi per gli ammortizzatori sociali. Torna la cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori di imprese, anche quelle “micro” fino a 5 dipendenti, incluso il settore agricolo, non coperte dagli attuali ammortizzatori sociali: il sussidio assicurerà fino a nove settimane di integrazione salariale. Si rafforza anche il fondo di integrazione salariale (il Fis), un altro strumento di sostegno al reddito in caso di cessazione o sospensione dell’attività lavorativa, rivisitato dalla riforma del 2015. Sempre sul fronte ammortizzatori, un'altra novità riguarda la cassa integrazione ordinaria: viene introdotta una causale unica speciale, «emergenza Covid-19», per assicurare la semplificazione delle procedure d’accesso.

24 giorni in più in 2 mesi permessi 104
Chi assiste persone disabili potrà chiedere fino a 24 giorni in più di permesso nei prossimi due mesi. I permessi previsti dalla legge 104 potranno essere aumentati di 12 giorni sia nel mese di marzo che nel mese di aprile.

A marzo premio 100 euro a chi lavora in sede
È previsto poi un premio di 100 euro per il mese di marzo 2020 ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che abbiano continuato a lavorare nella sede di lavoro. Il premio spetta a chi guadagni non più di 40mila euro l'anno ed è esentasse. Viene rapportato ai giorni di lavoro in sede e viene dato in via automatica dal datore di lavoro, se possibile nella busta paga di aprile o comunque entro il conguaglio di fine anno. Stando alle stime della relazione tecnica al provvedimento, sono 8,8 milioni gli italiani che potrebbero ricevere il premio di 100 euro mensili. Viene ipotizzato che a ricevere il premio sarà il 15% dei lavoratori pubblici e il 50% di quelli privati a svolgere attività in sede. L’onere previsto è di 880,5 milioni.

Proroga a giugno indennizzo risparmiatori
Più tempo per presentare le domande al Fondo di indennizzo per i risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie. La bozza del decreto sul tavolo del Consiglio dei ministri prevede uno slittamento dal 18 aprile al 18 giugno del termine ultimo in cui presentare l’istanza e garantisce anche un anticipo del 40% dell’indennizzo concordato per chi ha la pratica già conclusa.

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Quasi tre miliardi per le pmi
Per quanto riguarda le aziende, è previsto l’ampliamento e potenziamento del fondo di garanzia per le Pmi, dotato di 1 miliardo in più, garanzie statali a sostegno della moratoria delle banche alle imprese per 1,73 miliardi di euro oltre che un sostegno fiscale alla cessione dei crediti deteriorati. In particolare il fondo garanzia Pmi vede ampliare e semplificare il suo raggio d'azione per i prossimi 9 mesi, elevando ad esempio la garanzia massima per singola impresa a 5 milioni di euro. Solo per micro e piccole medie imprese, arriva una clausola per fare salvi i fidi e per sospendere il pagamento delle rate di mutui e finanziamenti fino al 30 settembre 2020. Quanto invece alle imprese più grandi, Cdp (Cassa depositi e prestiti) garantirà, con uno stanziamento pubblico di 500 milioni, finanziamenti per un importo fino a 10 miliardi che le banche potranno rilasciare alle imprese colpite dall’emergenza Coronavirus.

Moratoria Pmi per 219 mld prestiti, raddoppia “ingresso in default”
Nella relazione tecnica al provvedimento si legge che la moratoria per Pmi colpite dal Coronovirus può riguardare 219 miliardi di prestiti complessivi: 97 miliardi di linee di credito in conto corrente (attualmente utilizzate per 66 miliardi) e per 60 miliardi finanziamenti anticipati per anticipi su titoli di credito (attualmente utilizzati per 35 miliardi); inoltre si stima un allungamento delle scadenze dei prestiti a breve per 29 miliardi e la sospensione delle rate dei prestiti e dei canoni in scadenza per 33 miliardi. La moratoria è prevista fino a settembre. Il Tesoro stima un probabilità di “ingresso in default” dei prestiti assoggettati alla moratoria “doppia” rispetto alla percentuale del 2% precedente all'emergenza, con relativa escussione della garanzia, che quindi richiede un accantonamento del 4% dell'importo; la stima di maggior disavanzo nel 2020, per coprire questa misura, è di 1,73 miliardi.

Newco pubblica per Alitalia
Il decreto dà il via libera alla creazione di una Newco pubblica per Alitalia. Vengono stanziati 200 milioni per il Fondo di solidarietà per il settore aereo. Queste risorse andranno a finanziare gli ammortizzatori sociali, inclusi quelli per Air Italy.

Si potranno requisire alberghi e macchinari
Il provvedimento mette in campo una serie di misure per l’emergenza sanitaria. In caso di necessità, ad esempio, il capo della protezione civile potrà requisire «in uso o in proprietà da ogni soggetto pubblico o privato» oltre ai presidi sanitari e medico-chirurgici, anche i macchinari e le altre dotazioni per le terapie intensive. I prefetti invece potranno provvedere alla requisizione in uso di «strutture alberghiere, ovvero di altri immobili aventi analoghe caratteristiche di idoneità», per ospitarvi chi deve fare la quarantena e non può restare a casa. Per fronteggiare l’emergenza strutture sanitarie private, accreditate e non, dovranno mettere a disposizione il personale sanitario, i locali e le apparecchiature. Le prestazioni saranno remunerate dalle regioni con una somma di denaro a titolo di indennità.

320 medici e infermieri militari in più
Scattano presidi sanitari straordinari anche per il servizio sanitario militare. È messa in evidenza la necessità di incrementare il personale medico e infermieristico militare per 320 unità, di cui 120 medici e 200 infermieri, attraverso l’arruolamento straordinario e temporaneo, con una ferma eccezionale della durata di un anno.

Commissario straordinario coordina misure sanitarie
Una norma sancisce che il presidente del Consiglio con un suo decreto nomina un commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure sanitarie di contenimento e contrasto dell’emergenza Coronavirus. Il commissario straordinario può «requisire beni mobili, mobili registrati e immobili» per «potenziare la capienza delle strutture ospedaliere» e in particolare «i reparti di terapia intensiva e sub-intensiva». Il commissario inoltre «preserva e potenzia le filiere produttive dei beni necessari» per contenere l’emergenza, anche «costruendo nuovi stabilimenti e riconvertendo quelli esistenti» e può «organizzare la raccolta di fondi occorrenti», inclusi quelli privati. Il Commissario sarà - come annunciato dal premier Giuseppe Conte - l’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri.

Per approfondire:
Le misure del decreto a sostegno di famiglie e imprese
Mattarella dopo parole Lagarde su spread
Elenco dei provvedimenti

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