verso il NUOVO DPCM

Coronavirus, in Lombardia stop a sport dilettantistici e giovanili. Bar-ristoranti chiusi alle 24. Alle superiori didattica a distanza alternata

L’ultimo report settimanale del ministero della Salute e Iss segnala la necessità di un «tempestivo innalzamento delle misure di contenimento e mitigazione». Di qui la decisione di Lombardia e Campania di mettere in campo subito soluzioni proprie

di Andrea Carli

Coronavirus, Rt sopra 1 in 17 regioni e nelle due province autonome: i dati

L’ultimo report settimanale del ministero della Salute e Iss segnala la necessità di un «tempestivo innalzamento delle misure di contenimento e mitigazione». Di qui la decisione di Lombardia e Campania di mettere in campo subito soluzioni proprie


10' di lettura

Bar, pub e ristoranti chiusi alle 24 da domani, sabato 17 ottobre, in Lombardia. In queste attività dopo le 18 il consumo di alimenti e bevande viene consentito esclusivamente ai tavoli. È quanto prevede la nuova ordinanza alla firma del presidente delle regione, Attilio Fontana. Il provvedimento prevede anche lo stop alle competizioni sportive dilettantistiche e giovanili che prevedano il “contatto fisico” e la chiusura di sale gioco, scommesse e bingo. Vietato il consumo di alcol e alimenti sul suolo pubblico dalle 18 alle 6. L’ordinanza è valida su tutto il territorio regionale da domani fino al 6 novembre.

L'ordinanza, spiega una nota della Regione, è frutto del confronto che si è svolto a Palazzo Lombardia con i sindaci dei capoluoghi lombardi, dei capigruppo di maggioranza e opposizione in consiglio regionale, del prefetto di Milano, Renato Saccone. Il governatore Fontana ha sottoposto il testo anche al ministro della Salute, Roberto Speranza. Tra i principali punti previsti si segnalano le misure anti-movida.

Dopo le 18 solo consumazioni al tavolo

L'attività di somministrazione di alimenti e bevande sia su area pubblica che su area privata (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, rosticcerie, pizzerie, chioschi) sono consentite sino alle ore 24.00. In tali attività dopo le ore 18.00 il consumo di alimenti e bevande è consentito esclusivamente ai tavoli, tranne che nelle esercizi situati lungo le autostrade e nelle aerostazioni. Vietata la vendita per asporto di qualsiasi bevanda alcolica da parte di tutte le tipologie di esercizi pubblici, nonché da parte degli esercizi commerciali e delle attività artigianali dalle ore 18.00. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio. Sono chiusi dalle 18 alle 6 i distributori automatici “h24” che distribuiscono bevande e alimenti confezionati, con affaccio sulla pubblica via. La misura non si applica ai distributori automatici di latte e acqua.

E' vietata dalle 18 alle 6 la consumazione di alimenti e bevande su aree pubbliche, mentre è sempre vietato il consumo di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione nelle aree pubbliche compresi parchi, giardini e ville aperte al pubblico. I sindaci possono adottare ulteriori misure restrittive, anche in relazione al divieto assoluto di assembramento, e devono assicurare massima collaborazione ai fini del controllo sul rispetto delle presenti misure.

Confermato lo stop alle visite nelle Rsa: “l'accesso alle strutture delle unità di offerta residenziali della Rete territoriale da parte di familiari/caregiver e conoscenti degli utenti ivi presenti è vietata- recita il provvedimento - salvo autorizzazione del responsabile medico ovvero del Referente Covid-19 della struttura stessa (esempio: situazioni di fine vita) e, comunque, previa rilevazione della temperatura corporea all'entrata e l'adozione di tutte le misure necessarie ad impedire il contagio”.

Stop agli sport di contatto dilettantistici

In Lombardia sono sospesi gli sport di contatto dilettantistici a livello regionale e locale. Stop anche a tutte le gare, le competizioni e le altre attività, anche di allenamento, degli sport di contatto, come individuati con provvedimento del Ministro dello Sport del 13 ottobre 2020, svolti a livello regionale o locale sia agonistico che di base dalle associazioni e società dilettantistiche. Sospese le attività delle sale giochi, sale scommesse e sale bingo, così come il gioco operato con dispositivi elettronici del tipo 'slot machines, comunque denominati, situati all'interno degli esercizi pubblici, degli esercizi commerciali e di rivendita di monopoli

Alle superiori didattica a distanza alternata

Le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado organizzano le attività didattiche con modalità a distanza alternate ad attività in presenza, ad eccezione delle attività di laboratorio. Alle Università, nel rispetto della specifica autonomia, è raccomandato di organizzare le proprie attività, al fine di promuovere il più possibile la didattica a distanza.

Contagi in crescita, misure più stringenti per Regioni e Comuni

Il record di nuovi contagi, la riapertura negli ospedali dei reparti di emergenza, il numero delle vittime del Coronavirus raddoppiato e il pressing del Comitato tecnico scientifico sul governo affinché predisponga misure più stringenti per contenere il virus hanno spinto Comuni e Regioni ad adottare ordinanze più restrittive, in linea con quanto prevede l’ultimo Dpcm.

La Campania sospende le lezioni in presenza fino al 30 ottobre

L’ordinanza che è passata meno inosservata, in quanto ha messo in discussione uno degli assi portanti della strategia del governo Conte nell’affrontare l’emergenza sanitaria, ovvero la priorità alla riapertura delle scuole dopo un lockdown di oltre sei mesi, è quella firmata il 15 ottobre dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Di fronte a 300 contagi in più in 24 ore, da 818 a 1.127, in una regione dove i posti di degenza ordinaria disponibili per il coronavirus si stanno rapidamente esaurendo, è ricorso a una stretta che prevede anche la sospensione ad horas di tutte le lezioni scolastiche in presenza fino al 30 ottobre, sostituite da quelle a distanza come ai tempi del lockdown. Blocco anche per la didattica universitaria, ad eccezione delle lezioni del primo anno. Una scelta che non è piaciuta alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che non ha escluso un ricorso da parte del Governo.

De Luca: consentite lezioni in presenza per gli asili

A distanza di poche ore, De Luca ha modificato l’ordinanza sulla didattica a distanza per le scuole. Nulla cambia per le primarie e le secondarie. «Su richiesta dei sindaci pervenuta all'Unità di Crisi attraverso l'Anci - spiega una nota -, e nelle more di specifici congedi parentali per i genitori, da domani è consentita, anche in presenza, l'attività delle scuole dell'infanzia: nidi, asili, con bambini di età compresa nella fascia della fascia 0-6 anni».

I DATI DEL CONTAGIO
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Ma la soluzione adottata da De Luca sulla didattica a distanza nelle scuole è solo una delle soluzioni messe in campo a livello locale per contenere la diffusione del contagi. L’utimo report settimanale del ministero della Salute e l'Iss ha segnalato la necessità di un «tempestivo innalzamento delle misure di contenimento e mitigazione». Sono dieci le Regioni con un rischio definito alto per la tenuta dei reparti di rianimazione. Il virus circola e si diffonde, e Comuni e Regioni hanno scelto di mettere in campo soluzioni proprie, in linea con il quadro dei contagi sul loro territorio. Dallo stop alle visite negli ospedali ai divieti per sale giochi e scommesse, nell’ultima settimana sono state adottate misure ad ampio spettro.

Speranza: in questo momento nessun territorio deve sentirsi fuori pericolo

In questo momento, ha messo in evidenza il ministro della Salute Roberto Speranza, «è chiaro che ci sono territori che hanno numeri più alti» rispetto alla curva dei contagi Sars-Cov2 «ma la soglia di attenzione deve essere alta dappertutto. Nessun territorio in questo momento deve sentirsi fuori pericolo. E noi chiediamo a tutto il Paese massima disponibilità».

Governo e ministero della Salute stanno studiando il varo, in giornata o al massimo domani, di un Dpcm che prevede un nuovo giro di vite per arginare i numeri in crescita esponenziale. Fra le misure allo studio: coprifuoco dalle 22, come già accade in molti paesi europei, ma anche chiusura di palestre, parrucchieri, barbieri, centri estetici, ma anche cinema e teatri. Si riflette anche sulla didattica a distanza alle superiori.

Toscana e Lombardia: stop visite ai parenti ospedale

Il presidente della Toscana Eugenio Giani ha firmato un’ordinanza che “blinda” le Rsa dove continuano ad aumentare i casi di contagio. La nuova ordinanza blocca le visite dei familiari salvo situazioni particolari la cui valutazione è rimessa alle direzioni delle strutture e sospende anche i rientri in famiglia fino al termine dello stato di emergenza sanitaria. Nella stessa direzione è andata la Lombardia: nell’attesa di adottare misure ancora più stringenti, il governatore Fontana ha annunciato che l’ordinanza con le misure per fronteggiare l'emergenza Covid in scadenza il 15 ottobre sarebbero state prorogate fino a lunedì 19 ottobre.

In una nota il governatore lombardo ha spiegato che «l’accesso alle strutture delle unità di offerta residenziali della rete territoriale da parte di familiari/caregiver e conoscenti degli utenti ivi presenti è vietata, salvo autorizzazione del responsabile medico, ovvero del Referente Covid 19 della struttura stessa (esempio: situazioni di fine vita) e, comunque, previa rilevazione della temperatura corporea all'entrata e l'adozione di tutte le misure necessarie ad impedire il contagio».

Piemonte: no attività commerciali da mezzanotte

Dal 18 ottobre la Regione Piemonte ha disposto la chiusura notturna di tutte le attività commerciali al dettaglio, da mezzanotte alle 5 del mattino, fatta salva l'attività delle farmacie. Lo prevede una ordinanza, firmata il 16 ottobre dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che riallinea al Dpcm del 13 ottobre le disposizioni di contenimento del Covid previste sul territorio regionale.

Ordinanza Fvg, limitate visite nelle case di riposo

Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha firmato un'ordinanza contingibile e urgente di Protezione civile nell'ambito delle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. L'atto - si legge in una nota della Regione Fvg - prescrive che l'accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (Rsa), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, sia limitato ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, «che è tenuta ad adottare le misure necessarie al fine di prevenire possibili trasmissioni di infezione e che, valutata la situazione epidemiologica, ne può vietare l'entrata». Inoltre, per quel che riguarda i teatri e i cinema o altri luoghi all'aperto adibiti allo spettacolo, viene previsto che il numero massimo di spettatori sia determinato assicurando uno spazio libero tra posti fissi e identificati e, in caso di posti non identificati (quali spalti e gradinate), con distanziamento interpersonale di almeno un metro, salvo i gruppi conviventi. In ogni caso il limite massimo è di 1.000 spettatori per spettacoli all'aperto e di 700 spettatori per le strutture al chiuso; in entrambi i casi non si può superare la capienza di 1/3 di quella consentita.

In Liguria vietate le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo

L’ordinanza della Regione Liguria entrata in vigore il 15 ottobre (le misure saranno applicate per 29 giorni) ha previsto una stretta rispetto alle soluzioni già previste dal Dpcm, per limitare i contagi soprattutto nell'area della città metropolitana di Genova. Oltre ad alcune limitazioni in tutta la città, nel centro storico (con esclusione del Porto Antico), a Sampierdarena, Cornigliano e Rivarolo ci sarà il divieto assoluto di assembramento, saranno vietate le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo, manifestazioni pubbliche e private ed è stata disposta la chiusura dei centri culturali e sociali e circoli ludico ricreativi.

Bergamo chiude bar e ristoranti alle 24

Non solo le Regioni. A ricorrere a ordinanze restrittive per scongiurare un’ulteriore crescita dei contagi sono anche i Comuni. Chiusura dei bar e dei ristoranti alle 24; divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche dalle ore 24 anche per esercizi commerciali, medie strutture di vendita e distributori automatici; divieto di consumo di bevande di qualunque genere - tranne l'acqua - su aree pubbliche dalle 21 alle 6: sono questi i contenuti dell'ordinanza emanata il 15 ottobre dal Comune di Bergamo. «Un'ordinanza che non solo recepisce i contenuti del recente Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di disposizioni anti contagio da Covid-9, ma che addirittura alza l'asticella nel tentativo di prevenire qualunque tipo di assembramento e contenere la diffusione del virus nella città di Bergamo, in questa fase in cui torna a salire la curva dei contagi in Lombardia», hanno spiegato dal Comune.

Firenze: stop impianti sport Comune a ingresso libero

Il Comune di Firenze, attraverso un'ordinanza firmata il 16 ottobre, ha vietato l'accesso alle aree di proprietà comunale sulle quali si trovano impianti sportivi a libera fruizione, dal campetto di calcio a quello di basket, con l'obiettivo di tutelare la salute pubblica e in applicazione del divieto di attività sportive amatoriali che possano comportare assembramenti. Gli uffici competenti, spiega una nota di Palazzo Vecchio, provvederanno ad attuare le chiusure delle aree e a darne informazione con segnaletica sul posto ai cittadini. Resta consentita la fruizione delle aree o percorsi attrezzati che possono essere utilizzati nel rispetto delle misure di contenimento del contagio (distanze di sicurezza interpersonale).

Sindaco di Palermo: stop vendita alcolici dalle ore 21

Dal 17 ottobre sarà vietata la vendita di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione dalle ore 21 alle ore 6 del giorno successivo da parte degli esercizi commerciali di vicinato, delle medie strutture di vendita e dei distributori automatici di bevande. Lo ha stabilito il sindaco di Palermo Leoluca Orlando che ha firmato un' ordinanza che sarà valida fino al prossimo 13 novembre. Nello stesso arco di tempo sarà anche vietato consumare bevande alcoliche di qualsiasi gradazione sulle aree pubbliche, compresi parchi, giardini e ville aperte al pubblico. Resta sempre consentita la vendita con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per attività di confezionamento che di trasporto. Restano analogamente immutate le norme previste la mescita all'interno dei locali introdotte dal recente DPCM. IL Sindaco ha stabilito che la trasgressione all'odierna ordinanza comporti una multa da 400 a 1000 euro.

Ordinanza sindaco del Barese: vietate gite parrocchiali

Il sindaco di Molfetta (Bari), Tommaso Minervini, ha firmato un'ordinanza con la quale vieta le gite parrocchiali per limitare il rischio di contagio da Covid. Il provvedimento è stato assunto recependo le indicazioni del recente Dpcm e specificando la sospensione dei viaggi parrocchiali dal momento che proprio a Molfetta, nelle scorse settimane, dopo una gita fuori porta alla quale avevano partecipato due anziani della città, erano risultate positive 36 persone, alcune delle quali, studenti e docenti, hanno determinato la chiusura di una scuola e diverse classi in quarantena. «Restano sospesi - si legge nell'ordinanza - viaggi parrocchiali e d'istruzione, le iniziative di scambio e gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche». Il provvedimento vieta anche, come già hanno fatto altri Comuni, le attività di ballo in locali e discoteche e dispone la chiusura dalle 21 alle 6 dei distributori h24 di cibo e bevande.

Istituite zone rosse in due comuni calabresi

Zone rosse sono state istituite in due comuni calabresi alla luce dell'incremento di casi di positività al covid-19. Lo ha deciso con proprie ordinanze Nino Spirlì, presidente facente funzioni della Regione dopo la morte della governatrice Jole Santelli, per i comuni di Sant'Eufemia d'Aspromonte, nel reggino, e per Torre di Ruggiero, nel Catanzarese. Per Sant'Eufemia d'Aspromonte, la decisione è scattata dopo che, è scritto nell'ordinanza, «dal monitoraggio epidemiologico regionale è emerso che si è registrato un rapido aumento del numero dei casi confermati ed il Dipartimento di Prevenzione dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria ha confermato che il contagio ha interessato 20 soggetti».

Anche per Torre di Ruggiero, l'ordinanza è stata emessa dopo che «il Dipartimento di Prevenzione dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro ha comunicato che sono stati individuati 14 soggetti positivi a covid 19» e che «tutti avrebbero avuto contatti stretti con familiari e conoscenti del luogo e sono in corso le attività di testing ai contatti, al fine di evitare il dilagare dell'infezione nell'area» ed in considerazione che «l'incidenza si attesta su livelli significativi, atteso che la popolazione è di poco inferiore a 1000 abitanti».

In Valle d'Aosta disposta chiusura tre Comuni

In ragione dell'incremento dei casi di contagio da Covid-19 e del numero di isolati, il Presidente della Regione Valle d'Aosta, Renzo Testolin, ha annunciato un'ordinanza di chiusura dei Comuni di Verrayes, Saint-Denis e Chambave. La “zona rossa” sarà adottata a seguito delle indicazioni sanitarie ed epidemiologiche che riportano un indice Rtal di sopra della soglia di allerta. «L'ordinanza di chiusura - si legge in una nota - consentirà di evitare un'ulteriore espansione del contagio e l'esecuzione di tamponi a tutta la popolazione, a eccezione dei bambini in età pediatrica, in modo da definire i livelli di contagio e le prossime azioni da intraprendere».

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