AGROALIMENTARE

Dalter salva i caseifici in Appennino e li rilancia sugli scaffali Sainsbury’s

di Ilaria Vesentini


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2' di lettura

L’ultima acquisizione, il caseificio di Provazzano sulle pendici del Monte Ripa nel Parmense, porta a tre le latterie di parmigiano reggiano rilevate da Dalter Alimentari - azienda di Sant’Ilario d’Enza (Reggio Emilia), tra i principali produttori italiani di formaggi porzionati e grattugiati per grossisti, industrie alimentari e Gdo - che si avvicina così al traguardo di una filiera completa e integrata, dal latte alla forma sullo scaffale, «perché è questo l’asset strategico per valorizzare il made in Italy sui mercati internazionali, che oggi assorbono il 60% della nostra produzione, 4.800 tonnellate di venduto lo scorso anno», anticipa Alberto Viappiani, amministratore delegato del gruppo.

Quello di Provazzano è il terzo caseificio destinato alla chiusura salvato e rilanciato da Dalter Alimentari, dopo il Caseificio Colline di Selvapiana e Canossa e la Latteria sociale del Cigarello, entrambi nel Reggiano, all’interno di un piano di sviluppo che prevede 5 milioni di euro di investimenti tra 2016 e 2017 per ammodernare e ampliare le tecnologie di lavorazione e packaging di formaggi, dalle due Dop del grana ai freschi tipici. «Siamo cresciuti del 9% lo scorso anno (a 41,6 milioni di euro di fatturato) e prevediamo un incremento a doppia cifra nel 2017 sia in valore che in volume, abbiamo perciò bisogno di un crescente quantitativo di materia prima di qualità. Grazie a questa operazione sull’Appennino parmense - spiega Viappiani - la produzione propria di parmigiano reggiano supererà le 150 forme al giorno».

Il re dei formaggi proveniente dai tre caseifici viene lavorato e utilizzato per produrre referenze premium, «destinate ai nostri clienti più importanti, a cominciare da quelli nel Regno Unito», aggiunge l’ad del gruppo, un centinaio di milioni di business a livello consolidato tra i vari brand (oltre a Dalter nella ristorazione commerciale, collettiva, catering e Horeca c’è il marchio Campirossi per la Gdo) e le società controllate, tra cui le due divisioni in Usa e Danimarca aperte nel 2015 che hanno portato a un +50% di vendite tra Nord America e Scandinavia.

La crescente internazionalizzazione dell’azienda, presente oggi in 40 Paesi, è il driver dello sviluppo. A partire da Oltremanica, dove l’azienda sta registrando i maggiori successi e ha incassato diversi riconoscimenti per la qualità del suo parmigiano (quattro Medaglie d’oro ai South West Cheese Awards nel Regno Unito): «Siamo gli unici fornitori della Dop per Marks&Spencer e di Sainsbury’s, ora il mio sogno è integrare ulteriormente la filiera a monte e arrivare alle stalle», conclude l’ad. Tutt’altro mestiere da quello iniziato nel ’78 da Dalter grazie all’intuizione di alcuni imprenditori locali che gli spazi per affermarsi sui mercati fossero nel packaging e nella commercializzazione dell’agroalimentare italiano di qualità, non nella produzione.

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