vela

Dan Lenard, dai megayacht alla sfida dell’oceano in solitario

di Antonio Vettese

3' di lettura

È ormai tra le imprese dei navigatori solitari quella del progettista di megayacht Dan Lenard, partito il 20 gennaio da Cadice per una traversata atlantica su “Scia”, una barca di 10 metri, senza motore, senza strumenti elettronici nè autopilota. Una barca costruita utilizzando quel che esisteva già: uno scafo, una coperta e un albero “riciclati”, molto lontana da quello che è il suo abituale ambiente di lavoro: navi costosissime per i più ricchi del mondo, anche lunghe ben oltre i 100 metri. Una sorta di back to basic che lo ha appassionato nelle ultime settimane.

Dan ha raggiunto nei giorni scorsi Antigua, dove si è fermato per alcune ore prima di ripartire per Miami, meta finale della sua navigazione. Dan è arrivato con il suo “cubetto di polistirolo” (chiama così la sua barca dopo essersi fatto cullare dalle onde) ad Antigua proprio nel bel mezzo della regata RORC Carribean 600, mentre tutti aspettavano Maserati Multi 70 di Giovanni Soldini e gli altri maxi in regata. L'obiettivo era di arrivare al Miami Boat Show, purtroppo «otto giorni di bonaccia assoluta mi hanno rallentato molto, ho trovato poco vento». Dan si è concesso una sosta di alcune ore presso l'Antigua Yacht Club Marina, assistito da Carlo Falcone, padre del velista Shannon, un veterano e vincitore di Coppa America ora su Luna Rossa.

Loading...

È il caso di dire che dopo un mese di barca e solitudine “una doccia e via” prima di rimettersi in rotta per Miami e Fort Lauderdale che sono la meta finale. «Mi sento nuovo, sono bastate queste poche ore di sonno totale per ritrovarmi». Un mese soli in barca, senza pilota automatico e senza strumenti non è poco. «Non ho voluto il pilota per essere davvero l'artefice del mio destino – racconta Dan - non è facile, soprattutto nei cambi di vele, e nei momenti di riposo, ma un vantaggio c'è. Sei conscio della navigazione al 100%». La missione di Dan è quella di aggiungere una voce in favore dell'oceano e della salute dei mari. “Scia” con Vela Code è un pulsante di reset della tecnologia della vela per sottolineare che noi dobbiamo cambiare modalità di approccio con l’ambiente. «Si devono cercare iniziative sia per la prevenzione che per la cura, con la prevenzione attraverso un design intelligente delle barche e in seconda battuta attraverso l’educazione verso le iniziative e gli atteggiamenti che provocano danni».

Dan Lenard non ha usato strumenti elettronici, o meglio chi lo seguiva da terra riceveva la sua posizione, che lui non conosceva. «Pensavo che lo scoglio più difficile fosse proprio la navigazione senza strumenti – aggiunge il designer - ma devo dire che quelli che dicono che anche un pezzo di legno lanciato in acqua in Oceano, prima o poi arriva ai Caraibi, hanno ragione. Il vento ti spinge dalla parte giusta».

Dan è assieme a Carlo Nuvolari il fondatore nel 1992 dello studio Nuvolari Lenard, che ha disegnato alcune delle navi da diporto più iconiche, i megayacht più belli in circolazione, come Alfa Nero, Blu Ice, Seven Seas di proprietà del regista Steven Spielberg, il ketch di 64 metri costruito da Perini Spirit of the C's e il 106 metri Black Pearl con vele quadre costruito da Oceanco.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti