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Danimarca e fiabe: sulle tracce di Andersen a Odense

di Enrico Marro

6' di lettura

Tra le coloratissime vie del centro con le caratteristiche casette basse, in mezzo ai parchi cittadini, vicino alle imponenti cattedrali di mattoni rossi: ovunque a Odense, terza città della Danimarca, si respira la presenza di quello che è considerato il più grande scrittore danese, Hans Christian Andersen. Nato qui 113 anni fa, Andersen è molto più del semplice scrittore di fiabe per bambini che conosciamo magari per film Disney come “La Sirenetta”, o per le fiabe raccontate dalle nonne come “La Piccola Fiammiferaia”, “Il Soldatino di Stagno” o “Il Brutto Anatroccolo”.

Pochi conoscono l'Andersen poeta, autore teatrale o romanziere, che in Europa diventò famoso con “L'improvvisatore”, scritto durante un viaggio in Italia e apprezzato anche da Charles Dickens, che volle incontrare di persona il prolifico scrittore danese.Le stesse 165 fiabe di Andersen sono ben diverse dagli adattamenti disneyiani che conosciamo, e si concludono spesso in modo triste o drammatico. Crescere con storie senza lieto fine ha infatti abituato generazioni di bambini a convivere con la dura realtà della Danimarca ottocentesca, insegnando loro a essere felici con ciò che si ha, senza coltivare troppe illusioni.

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Quella di vedere il bicchiere mezzo pieno è ancora oggi una caratteristica peculiare dei danesi: sarà per questo che si piazzano sempre ai primi posti nell'annuale World Happiness Report, la classifica internazionale sulla felicità. E forse è sempre per questo che Andersen è particolarmente popolare in Cina fin dai tempi di Mao, suo grande estimatore.

La casa di Hans Christian Andersen House e il museo in Hans Jensens Stræde

Ma torniamo a Odense: la bella città dell'isola di Funen, al centro della Danimarca, celebra tutto l'anno il suo più illustre cittadino in modo davvero imponente, con eventi e itinerari, alla scoperta dei luoghi dove Andersen è nato e cresciuto e da cui ha preso ispirazione per i suoi racconti. A partire dalla piccola casa gialla dove Hans Christian venne alla luce il 2 aprile 1805 da un calzolaio e da una lavandaia analfabeta. Nella umile Casa natale dello scrittore si può visitare la piccola stanza dove viveva l'intera famiglia in condizioni di estrema miseria. Quando il destino distribuì le carte, ad Andersen non capitò una buona mano: oltre a far parte di una famiglia sostanzialmente indigente, il nonno paterno era mentalmente disturbato mentre la zia gestiva un bordello. Ma fu proprio durante la sua misera infanzia che il futuro scrittore imparò a elevarsi lontano dalle difficoltà, in un mondo diverso e fantastico. Come scrisse nel “Brutto Anatroccolo”, «cosa importa essere nati in un pollaio di anatre, quando si è usciti da un uovo di cigno?».

Due anni dopo la nascita di Hans Christian, gli Andersen si trasferirono in un altro stabile di Odense, in Munkemøllestræde, la Casa d'infanzia dove lo scrittore visse dai due ai quattordici anni. Diventata museo nel 1930, l'abitazione presenta diversi manoscritti e diari originali ed è arredata esattamente come la descrive Andersen nelle sue memorie, raccontando in maniera fedele le condizioni anguste e la povertà della Danimarca rurale ottocentesca. È anch'essa aperta al pubblico, e ne troviamo traccia nella fiaba “La Regina delle nevi”: «Tanto, tanto tempo fa, c'erano un bambino chiamato Kai e una bambina chiamata Gerda. Vivevano porta a porta e si volevano molto bene. Fra le due case c'era un giardino nel quale i due ragazzi giocavano tutta l'estate tra i fiori». Era il piccolo giardino, appunto, della casa di Munkemøllestræde.

Nonostante le evidenti difficoltà, il futuro scrittore ha imparato presto a volare sulle ali dell'immaginazione e della fantasia, soprattutto grazie al padre Hans, generoso e stravagante, oltre che poverissimo. Hans aveva fabbricato un teatrino di carta da cui il piccolo era incantato, e con il quale si divertiva a mettere in scena a modo suo storie create da lui o ispirate ai racconti di Holberg, a quelli delle Mille e una Notte e persino a Shakespeare. Hans morì a 33 anni dopo aver combattuto per la Francia di Napoleone, con cui la Danimarca era alleata, lasciando un vuoto incolmabile nel figlio, diventato orfano ad appena 11 anni.

È probabilmente dai tempi del teatrino di carta del padre che Andersen divenne un ritagliatore incallito: possiamo trovare centinaia di accuratissimi ritagli di carta originali nel museo a lui dedicato, terza tappa nel percorso alla scoperta dello scrittore. Il Museo Hans Christian Andersen ospita in una sede temporanea un allestimento multimediale e interattivo dedicato allo scrittore: sono infatti in corso i lavori per la nuova sede che verrà inaugurata nel 2020 e che si chiamerà “Eventyrhuset”, ovvero la Casa delle Favole. La psaligrafia, l'arte di ritagliare, era dunque uno dei suoi passatempi preferiti e le sue finissime opere di carta rappresentano il filo conduttore del museo. Ma la sua storia e le sue opere si possono rivivere anche attraverso i disegni (era molto abile e preciso), le fotografie (amava farsi ritrarre), i ritratti dello scrittore o delle donne da lui amate e alle quali aveva dedicato splendide poesie. Senza dimenticare i libri delle sue opere, le statue, i manoscritti, gli oggetti, come il famoso cappello a cilindro e soprattutto le valigie, perché amava molto viaggiare (aveva addirittura raggiunto il Marocco).

Una stradina del centro storico

Andersen era un grande amante delle “moderne” tecnologie della sua epoca. Forse è anche per questo che nel museo è stata realizzata una postazione di realtà virtuale, grazie alla quale ci si trova catapultati nel suo appartamento di Copenhagen, città in cui visse dai 14 anni in poi, davanti al porticciolo di Nyhavn, dove furono scritti “Il soldatino di stagno” e altre celebri fiabe: grazie al casco-visore ci si può spostare all'interno della sua stanza, arredata con mobili ottocenteschi. Non mancano un libro-computer interattivo da sfogliare e una carta geografica con i riferimenti alle opere tradotte nei diversi Paesi. Il tutto in attesa del nuovo museo firmato dall'architetto giapponese Kengo Kuma, che proporrà l'ideale integrazione dello spazio esterno con l'esposizione in una moderna struttura di legno e vetro.

Quarta tappa del percorso alla scoperta di Andersen è il vicino Møntergården, oasi culturale nel cuore della città, costeggiata da caratteristici cortili e bellissimi edifici risalenti all'epoca dell'infanzia dello scrittore. Uno di questi cortili è diventato uno spazio interattivo per famiglie: con il recinto delle galline, la pompa idraulica e il laboratorio del carpentiere, sarebbe stato lo scenario ideale per un personaggio come il “Gianbabbeo” dell'omonima fiaba che, pur essendo zotico e rustico al contrario dei suoi istruiti fratelli, conquista con il suo spirito la principessa. Qui i bambini possono sperimentare le attività di un villaggio dell'Ottocento: intagliare il legno, scrivere con la penna d'oca, arrampicarsi sulla casa sull'albero. Di fronte al cortile sorge un moderno museo sulla storia della Danimarca, nel quale campeggia un'enorme mela rossa, frutto-simbolo di vita e conoscenza, che introduce a un ricco percorso interattivo alla scoperta del Regno danese.

Il vecchio mulino al villaggio di Funen

Passeggiando per la città si possono inoltre incontrare numerose statue ispirate alle fiabe di Andersen, come appunto il grasso imperatore con la corona in testa attorniato dai due smilzi imbroglioni con lo specchio, o il ragazzo col “Baule volante”, oppure “L'ago da rammendo”, il “Soldatino di stagno” e la sua barchetta di carta, la “Sirenetta”, “I cigni selvatici”, “Mignolina” e così via.

Il mondo incantato dello scrittore rivive anche nel Villaggio di Funen, museo all'aperto dove è ricostruito l'ambiente rurale di Odense tra il Settecento e l'Ottocento, animato da figuranti in costume che rendono ancora più viva l'atmosfera della campagna danese del XIX secolo.

Odense è una meta ideale per le vacanze in famiglia anche per il suo ricco calendario di eventi. D'estate è da non perdere lo spettacolo “24 Fiabe in 24 Minuti”, nel maggiore parco cittadino, con Torben Iversen nei panni di Hans Christian Andersen, e la Parata dei personaggi anderseniani. Sempre d'estate, sui battelli che navigano nel fiume che attraversa la città, si assiste alla messinscena di brevi episodi tratti dalle più belle fiabe dello scrittore. Ogni anno a fine agosto, infine, Odense festeggia il suo celebre cittadino con il Festival di Andersen: una settimana di rappresentazioni teatrali, performance di street art e spettacoli di suoni e luci, con più di 270 eventi, quasi tutti gratuiti.

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