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Danone cambia il ceo, ma per i fondi attivisti è solo una mezza vittoria

BlueBell e Artisan ottengono il ricambio al vertice ma non un cambio di strategia. Faber resta presidente, ha la maggioranza del cda e sceglierà il suo successore

di Alessandro Graziani

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2' di lettura

Il “sistema corporate” in Francia si conferma il più coriaceo in Europa nel tentare di resistere all'offensiva dei fondi attivisti anglosassoni. L’ultimo caso emblematico è quello della Danone, colosso dell’alimentare che nel 2020 ha visto contrarre ricavi e margini reddituali facendo scattare la richiesta di alcuni investitori di un cambio di strategia e di un nuovo top management.

Lunedì scorso il board ha deciso che Emanuele Faber lascerà la carica di ceo del gruppo Danone, come avevano preteso...

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