le misure del governo

Daspo per i mafiosi nel Dl sicurezza bis

di Marco Ludovico


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3' di lettura

Nel testo del decreto sicurezza bis spunta il Daspo per i mafiosi allo stadio. Una norma finora non rientrata nel controverso provvedimento voluto dal vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini. Un testo esaminato ieri dal Consiglio dei ministri ma ancora in fase di discussione viste le obiezioni sulle norme per l’immigrazione. Le disposizioni sul Daspo “allargato”, già previste dal disegno di legge delega del governo sul riordino dello sport fermo in Parlamento, il Viminale ora ha deciso di recuperarle nella bozza del decreto legge. E al momento non è sorta nessuna obiezione su questo pacchetto di norme programmate per infrangere i poteri della criminalità organizzata tra le tifoserie già emersi da diverse inchieste giudiziarie.

Daspo non solo per le violenze sugli spalti
Il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, acronimo Daspo, è uno strumento a disposizione dei questori per intervenire nelle criticità di ordine e sicurezza pubblica. Il dipartimento di Pubblica sicurezza, guidato da Franco Gabrielli, lo considera un mezzo strategico per intervenire in tutte le forme di pericolosità sociale da contenere o prevenire prima di considerare altre procedure.

Quello previsto dal decreto e prima ancora dal Ddl di delega di riforma dello sport è un “daspo allargato”: viene prescritto dall'autorità tecnica di pubblica sicurezza, alias il questore, non solo per chi ha manifestato «una potenziale pericolosità» come si legge nella relazione al Ddl «in occasione delle manifestazioni sportive, ma anche altrove». Secondo i tecnici dell'Interno, in particolare il dipartimento Ps, la pericolosità di un soggetto è misurabile da alcuni indici: la denuncia o la condanna anche non definitiva per una nutrita serie di reati. Tutti segni «precisi di ipotesi di reato di particolare allarme sociale».

Mafia e terrorismo, tutti i reati a rischio Daspo
Il divieto di accesso alle manifestazioni sportive si estende a chi è denunciato o condannato per rissa, reato– incredibile ma vero – non annoverato finora tra quelli previsti allo stadio per disporre la misura di prevenzione del questore. L'impennata del Viminale, tuttavia, rilancia tutta una serie di reati sufficienti a vietare l'accesso alle manifestazioni sportive. Commessi, qui sta la novità, anche al di fuori. Non solo devastazione, saccheggio e lesioni. Ma anche porto abusivo di armi, di caschi, reati razziali e violenze. Estorsione, rapina e spaccio di stupefacenti: chi ha una condanna in primo grado per queste fattispecie è «socialmente pericoloso». Di conseguenza il questore può disporre il Daspo per gli interessati.

I questori in campo
L’elaborazione del ministero dell'Interno è il risultato di un lungo confronto tra i tecnici del dipartimento Ps e il sottosegretario Nicola Molteni. Per superare una giurisprudenza controversa sul Daspo si è deciso di “tipizzare” le condizioni per l’emanazione della misura di prevenzione superando ogni forma di genericità . Ritornano i reati del libro II, titolo V e VI, del codice penale come l'istigazione a delinquere, l'associazione a delinquere e l'associazione mafiosa. Oltre a chi ha commesso reati di terrorismo.

Il profilo mafioso resta quello più in gioco: le infiltrazioni della criminalità organizzata dentro le tifoserie sono oggetto di diverse procure della Repubblica e della stessa procura federale della Figc. Un'azione coordinata e sistematica di misure di prevenzione dei questori contro i soggetti pericolosi può diventare una nuova leva di pressione contro le connivenze criminali tra mafia e sport.

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