LE ANTICIPAZIONI AI REPORTER

Dati economici Usa, rivoluzione a sorpresa: sgambetto di Trump a Bloomberg?

Dopo 40 anni, The Donald potrebbe cancellare la consuetudine di anticipare i dati macro ai giornalisti. Colpendo agenzie come Bloomberg e Reuters

di Enrico Marro


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(Reuters)

4' di lettura

La rivoluzione dei dati macreconomici americani potrebbe scattare il 1° marzo. Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, l’amministrazione Trump sarebbe decisa a togliere il cosiddetto “lockup” alla diffusione dei dati economici statunitensi, i market mover per eccellenza di tutti i mercati mondiali. Di cosa si tratta?

Le anticipazioni ai reporter
Per capirlo meglio, vediamo qual è il meccanismo di diffusione del dato sull’occupazione statunitense, uno dei più importanti per le Borse di tutto il mondo, comunicato alle 8.30 di Washington di ogni primo venerdì del mese. Per antica consuetudine,i giornalisti accreditati vengono convocati in anticipo al Dipartimento del Lavorodi Washington, dove devono chiudere in appositi armadietti i loro smartphone.

Dopo essere passati attraverso un metal detector, vengono riuniti in una sala in cui ricevono in anticipo il dato macroeconomico, con relative spiegazioni, dalle 7.30 in poi. L’informazione è embargata fino alle 8.30. La sala dove si trovano i reporter è attrezzata per essere tagliata fuori da ogni comunicazione, con il blocco di tutti i segnali wireless, ma i giornalisti possono iniziare a scrivere i loro articoli sui portatili, ovviamente disconnessi da internet. Alle 8.30 in punto viene ripristinato il wi-fi e i reporter riescono a sparare alla grande sia le breaking news che i loro commenti, prima ancora che il dato venga pubblicato sul sito del Dipartimento del Lavoro.

I vantaggi per gli hedge (e per le agenzie)
Grazie alla mezz’ora almeno di tempo di anticipo con cui ricevono la notizia (che a volte diventa anche un’ora), i reporter di agenzie come Bloomberg o Reuterssono in grado di diffondere elaborati articoli e sofisticati commenti sui loro terminali nell’esatto istante in cui il dato viene comunicato dal Dipartimento, alle 8.30 precise. Non a caso l’abbonamento ai terminali delle agenzie viene pagato profumatamente soprattutto dagli hedge funds specializzati nell’HFT, il trading ad alta frequenza , con il quale riescono a guadagnare milioni di dollari sul filo dei nanosecondi.

I dati “zero latency” valgono oro, soprattutto se accompagnati a commenti dei senior reporter esperti di finanza: ecco perché la mitica regola del “lockup”, in piedi da oltre quarant’anni, ha contribuito a costruire la fortuna di servizi come Reuters e Bloomberg. Quest’ultimo, lo ricordiamo, è di proprietà di quel Michael Bloomberg che due mesi fa è ufficialmente sceso in campo con i democratici per sfidare Trump alle presidenziali di novembre.

La mossa di Trump
Tutto questo potrebbe cambiare dal 1° marzo. Secondo fonti riportate dalla stessa Bloomberg, l’amministrazione guidata da “The Donald” avrebbe deciso di togliere il “lockup”: niente più informazioni sui dati macro consegnati in anticipo ai giornalisti, che sarebbero costretti a scrivere i loro articoli solo quando le statistiche verranno diffuse ufficialmente dal sito internet del Dipartimento, alle 8.30. Addio dati “zero latency”, addio valore aggiunto per gli abbonamenti - pagati milioni di dollari - ai mitici terminali Reuters o Bloomberg.

Uno sgambetto a quel Michael che sta sfidando Donald? Tutto è possibile, anche se la spiegazione ufficiale sarà probabilmente che si vuole togliere ai big di Wall Street l’asimmetria informativa di poter avere il dato qualche millisecondo prima degli altri, lucrandoci guadagni a sei zeri.

Il precedente dei dati agricoli
Esiste un precedente recente. Nel 2018 il Dipartimento dell’Agricoltura decise di cancellare le anticipazioni ai giornalisti sui raccolti. Non siamo più negli anni Settanta, era il ragionamento, non dobbiamo più mandare fax per comunicare con il mondo: gli investitori sapranno dei dati sui raccolti dal sito del Dipartimento. Ragionamento ineccepibile, in teoria. Peccato che nel novembre scorso il sito in questione, usda.gov, sia rimasto bloccato per sei lunghissimi minuti proprio al momento di diffondere un importante dato macro. Anche a dicembre si sono registrati problemi tecnici proprio a cavallo della comunicazione delle statistiche.

I contraccolpi sul “flash trading”
Ma un conto sono i raccolti agricoli, un altro è il tasso di occupazione statunitense, il re dei dati macro, quello che fa muovere la finanza mondiale. Se laddio al “lockup” dei reporter al Dipartimento del Lavoro dovesse diventare realtà dal 1° marzo, il contraccolpo sul mondo del trading ultraveloce non sarebbe indifferente. Secondo la maggior parte degli operatori, al momento dell’uscita del dato si registrerebbe una maggiore volatilità, con oscillazioni violente dei prezzi in alto, in basso o in entrambe le direzioni.

Alcuni algoritmi di trading ultraveloce sono infatti “addestrati” a leggere i titoli giornalistici delle agenzie di stampa: ma senza le anticipazioni ai reporter, i titoli non sarebbero pronti al momento della diffusione del dato, lasciando questi algoritmi a bocca asciutta. Le conseguenze sulle fulminee operazioni di “flash trading” sarebbero insomma imprevedibili. Mentre molto più chiare, invece, sarebbero le conseguenze sui conti di Bloomberg e Reuters, qualora Trump davvero decidese di tirare il collo alla loro gallina dalle uova d’oro.

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