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Dati personali: così si cibano i padroni di Internet

Amazon, Apple, Facebook e Google conoscono molto di noi: le nostre preferenze, le nostre abitudini, gli acquisti, il tragitto casa lavoro, dove andiamo in vacanza e tanto altro

di Biagio Simonetta


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(AdobeStock)

6' di lettura

I dati personali, oggi, sono una ricchezza quasi inestimabile. E non è un caso che attualmente le aziende con maggior capitalizzazione al mondo facciano business proprio sui dati. Per molti analisti, quello che fino a un ventennio fa era il petrolio, oggi sono i dati. E i trend finanziari confermano questo cambiamento.

Ma come gestiscono le nostre informazioni le big company? Non sono in molti a chiederselo. Amazon, Apple, Facebook e Google conoscono molto di noi: le nostre preferenze, le nostre abitudini, gli acquisti, il tragitto casa lavoro, dove andiamo in vacanza e tanto altro. La quantità di servizi digitali che utilizziamo quotidianamente e quasi sempre in modo gratuito è ormai pervasiva. E dà origine ad un business milionario. Vediamo allora come si comportano i padroni del web.

Google
Google è certamente fra le maggiori protagoniste. L'azienda di Mountain View, grazie ai suoi servizi (da Gmail a Google Maps, da Calendar a YouTube, fino a Chrome) è una miniera di informazioni personali. E negli anni ha sviluppato, almeno da quanto traspare mediaticamente, un'attenzione particolare alla privacy. Oggi, all'indirizzo web https://safety.google, è possibile farsi un'idea di quello che fa Big G coi nostri dati.

Alla voce privacy è scritto: «I dati consentono di rendere i servizi Google più utili e pertinenti, ma puoi scegliere tu la nostra modalità di utilizzo di tali informazioni. Ti teniamo al corrente sui dati che raccogliamo, su come li utilizziamo e perché. Nel tuo Account Google sono integrati efficaci controlli dei dati che ti consentono di scegliere le impostazioni sulla privacy adatte a te».

Vediamo innanzitutto cosa raccoglie Google. Quando si usa un qualsiasi servizio made in Google, gli algoritmi di Mountain View possono raccogliere: Ricerche eseguite, Video guardati, Annunci visualizzati o selezionati, Posizione, Siti web visitati, App, browser e dispositivi usati per accedere ai servizi Google. Quando invece si crea un account Google, la raccolta può riguardare: Nome, data di nascita e sesso, Password e numero di telefono, Email che invii e ricevi su Gmail, Foto e video salvati, Documenti, fogli e presentazioni creati su Drive, Commenti pubblicati su YouTube, Contatti aggiunti, Eventi di calendario.

Per quanto concerne la possibilità di stabilire cosa condividere con Google, all'interno dell'account (all'indirizzo https://myaccount.google.com/), sotto la voce “Dati e personalizzazione” sono disponibili informazioni chiare in merito ai dati raccolti. E la possibilità di attivare o disattivare la raccolta e l'utilizzo dei dati per i vari servizi: la cronologia web, le posizioni e tanto altro. È possibile, inoltre, scaricare i propri dati.

Facebook
Da tempo nel mirino della critica, Facebook ha dato segnali spesso poco incoraggianti in fatto di privacy e dati personali. Ciononostante, Mark Zuckerberg sembra aver sposato appieno la strada della privacy, e negli ultimi mesi ne ha fatto un po' un cavallo di battaglia. Ma intanto, Facebook raccoglie molti dati. E su questi ha creato un grande business. Per capire che tipo di informazioni personali raccoglie l'algoritmo di Facebook, è consultabile l'area “Normativa sui dati” a questo link: https://www.facebook.com/privacy/explanation.

In generale, il social raccoglie i contenuti, le comunicazioni e le altre informazioni che fornisci quando usi la piattaforma, anche quando crei un account, crei o condividi contenuti e invii messaggi o comunichi con le altre persone. Può trattarsi di informazioni presenti nei contenuti forniti o relative a essi (come i metadati), quali la posizione di una foto o la data in cui è stato creato un file.

Ciò comprende anche gli elementi visualizzati attraverso le funzioni offerte da Facebook (come la fotocamera). Facebook raccoglie informazioni anche sul device che viene utilizzato: «raccogliamo informazioni provenienti e relative a computer, cellulari, smart TV e altri dispositivi connessi al web integrati con i nostri Prodotti e combiniamo queste informazioni sui diversi dispositivi in uso. Ad esempio, usiamo le informazioni raccolte in merito all'uso dei nostri Prodotti sul cellulare per personalizzare al meglio i contenuti (comprese le inserzioni) o le funzioni visualizzate durante l'uso dei nostri Prodotti su altri dispositivi (ad es. computer portatili o tablet) o per rilevare se è stata intrapresa un'azione in risposta a un'inserzione mostrata sul cellulare o su un altro dispositivo».

Ai dati raccolti direttamente dal social, la galassia Facebook Inc. aggiunge anche quelli provenienti da siti o servizi partner: «Inserzionisti, sviluppatori di app ed editori possono inviarci informazioni attraverso gli strumenti di Facebook Business che usano». Fra questi strumenti, anche il banale tasto like che si trova un po' ovunque. Da questi strumenti, Facebook raccoglie informazioni su attività avvenute al di fuori del social, fra cui «informazioni sul dispositivo, siti web a cui accedi, acquisti effettuati, inserzioni visualizzate e modalità di uso dei loro servizi, che tu disponga o meno di un account Facebook o che abbia effettuato o meno l'accesso a Facebook».

Amazon
Il discorso su Amazon è diverso ma non troppo. Nell'immaginario collettivo, infatti, il portale di eCommerce più grande al mondo sembra più che altro un grande negozio online. E in parte è così. Ma la raccolta di dati personali è una delle caratteristiche che fanno di Amazon un vero colosso. E allora, quali dati personali dei clienti vengono raccolti da Amazon? Per quanto riguarda l'Europa, dove è attivo il GDPR ormai da oltre un anno, Amazon raccoglie tre tipologie di dati: quelli forniti direttamente dall'utente, quelli raccolti automaticamente e quelli ricevuti da altre fonti.

Sui primi «riceviamo e conserviamo qualsiasi dato che ci fornisci in relazione ai Servizi Amazon» è scritto nell'area privacy del sito. E dall'approfondimento si scopre che Amazon raccoglie in modo quasi famelico ogni informazione: da nome e indirizzo a dati di pagamento, fino a email e ricerche effettuate vocalmente con Alexa, ma anche le credenziali WiFi. Tra le altre cose, Amazon raccoglie informazioni di carattere societario e finanziario e le informazioni relative all'affidabilità creditizia. All'utente viene data la possibilità di scegliere di non fornire alcuni dati ma, in tal caso, «potresti non essere in grado di usufruire di molti dei nostri Servizi Amazon».

Relativamente ai Dati che vengono raccolti automaticamente: quando utilizzi i Servizi Amazon «riceviamo e conserviamo automaticamente alcune categorie di dati come, ad esempio, le informazioni relative al tuo utilizzo di essi, inclusa la tua interazione con i contenuti e i servizi disponibili attraverso i Servizi Amazon». Come molti altri siti web, «utilizziamo i “cookie” e altri strumenti di identificazione univoci e otteniamo alcune tipologie di dati quando il tuo browser o il tuo dispositivo accedono ai Servizi Amazon e ad altri contenuti forniti da, o per conto di, Amazon Europe su altri siti web».

Infine i dati ricevuti da altre fonti: «potremmo ricevere informazioni che ti riguardano da altre fonti» fa sapere Amazon. Un esempio? «Le informazioni aggiornate su consegna ed indirizzo da parte dei nostri corrieri o da altre terze parti, che utilizziamo per aggiornare i nostri registri e per consegnarti i prossimi ordini o effettuare le future comunicazioni in maniera più agevole».

Apple
Infine Apple, società più nota per i dispositivi che per il lavoro sui dati. Dietro a un iPhone, invece, si nasconde un gigante a sette teste che punta forte sulle informazioni personali e su quanto queste siano oggi redditizie. Partiamo col vedere quali dati raccoglie il gigante di Cupertino. «Quando crei un ID Apple, fai domanda per un credito commerciale, acquisti un prodotto, scarichi l'aggiornamento di un software, ti registri per un corso in un Apple Store, ti connetti ai nostri servizi, contatti Apple anche tramite social media o partecipi a un sondaggio online, - fanno sapere da Apple - possiamo raccogliere una serie di dati, tra cui nome, indirizzo, numero di telefono, indirizzo e-mail, preferenze di contatto, codici identificativi dei dispositivi, indirizzo IP, informazioni sulla posizione, dati della carta di credito e dati del profilo, se il contatto avviene tramite social media».

Quando condivide i suoi contenuti con parenti e amici utilizzando prodotti Apple, o invia certificati regalo e prodotti o invita altri a unirsi a lui sui forum di Apple o a utilizzarne i servizi, «potremmo raccogliere i dati forniti con riferimento a tali persone, come nome, indirizzo, indirizzo e-mail e numero di telefono».

E cosa ci fa Apple con questi dati? Da Cupertino dicono che i dati personali raccolti permettono di tenere gli utenti aggiornati sugli annunci degli ultimi prodotti Apple, sugli aggiornamenti software e sui prossimi eventi. Ma non è tutto. «Utilizziamo i dati personali anche per creare, sviluppare, utilizzare, fornire e migliorare i nostri prodotti, servizi, contenuti e materiali pubblicitari, nonché per prevenire perdite e frodi. Inoltre, possiamo utilizzarli per garantire la sicurezza della rete e dell'account, nonché per proteggere i nostri servizi a vantaggio di tutti i nostri utenti e per eseguire il prefiltraggio o la verifica selettiva dei contenuti caricati in modo da individuare contenuti potenzialmente illegali (inclusi materiali pedopornografici).

I tuoi dati saranno utilizzati a fini antifrode nel caso in cui sia richiesto dalla conduzione di una transazione online con noi».

Per gli utenti Apple, i dati personali, compresa la data di nascita, possono essere utilizzati per verificare l'identità, facilitare l'identificazione e stabilire quali sono i servizi appropriati. Infine, un'informazione per chi ha il sogno di lavorare in Apple: «se ti candidi a una posizione presso Apple o in caso di ricezione dei tuoi dati in relazione a un possibile ruolo nell'azienda, Apple può utilizzare tali dati per valutare la tua candidatura e contattarti. In questo caso, al momento della candidatura riceverai maggiori informazioni su come Apple gestisce i dati personali dei candidati».

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