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Davide Bizzi prepara l’uscita da Milanosesto

di Paola Dezza


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(Imagoeconomica)

3' di lettura

Una uscita che è nell’aria e che si vocifera ormai da molti mesi, non ancora imminente ma più concreta. È serrata in queste settimane la trattativa in corso tra Davide Bizzi e Intesa Sanpaolo per un cambio di passo nel mega sviluppo immobiliare di Milanosesto. L’imprenditore, che con la sua Bizzi & Partners ha portato avanti una serie di procedure e contratti per avviare i lavori di quello che con i suoi 1,4 milioni di metri quadrati è il maggiore sviluppo immobiliare oggi in Europa, punta a concentrarsi su altri progetti.

Alla iniziativa intanto si stanno affacciando nuovi soggetti, italiani e internazionali. Come scritto in esclusiva dal Sole24 Ore in primis la cordata formata dal colosso Usa Hines e dalla italiana Prelios, legati per la prima volta in una partnership. I due soggetti stanno valutando, in maniera preliminare, come coordinare il progetto per poi trovare investitori e capitali. Se questa intesa embrionale continuerà - il nodo secondo indiscrezioni sarebbe proprio l’addio di Bizzi -, già in queste settimane i due soggetti potrebbero iniziare una due diligence per analizzare nel dettaglio Milanosesto.

La trattativa con le banche, Intesa Sanpaolo soprattutto, parte dal presupposto che Davide Bizzi voglia uscire dal progetto. Una separazione che coinvolge anche il tema del finanziamento. La Bizzi & Partners risulta indebitata per poco meno di 60 milioni di euro con il sistema bancario, secondo indiscrezioni per 22 milioni circa con Intesa Sanpaolo, per 20 milioni con il Banco popolare e per la cifra restante con altri istituti. Il finanziamento complessivo su Milanosesto, invece, si aggira intorno ai 500 milioni di euro, prevalentemente con Intesa, in parte con Unicredit e in parte con Banco Bpm.

Intanto Bizzi porta avanti il business immobiliare oltre confine e proprio la prossima settimana inaugurerà l’ultimo gioiello di New York, 125 Greenwich, all’angolo tra Thames e Greenwich, un palazzo residenziale di 88 piani disegnato da Rafael Vinoly con 273 appartamenti, la cui presentazione si terrà mercoledì 6 febbraio. Altri progetti sono in partenza in Florida, mentre sta per essere finito il palazzo di Miami disegnato dall’architetto Renzo Piano.

Tornando all’Italia, prima di Natale un Cda di Intesa Sanpaolo aveva approvato una nuova linea di credito nei confronti di Milanosesto, pari a circa 120 milioni di euro, credito che servirà a finanziare le rimanenti bonifiche del Comparto Unione, quindi il parco, i terreni che dovranno essere ceduti al Gruppo San Donato e le aree fondiarie su cui saranno realizzati i diversi edifici previsti.

A oggi Milanosesto ha come soci Davide Bizzi, promotore dell’iniziativa con il 46,69%, Fas holding (la società del gruppo saudita Al Hokair) con il 25,80%, Sorgente con il 12,49%, Sestofutura con l’8% e Les Copains e Barcos rispettivamente con poco meno del 5% e con il restante 2 per cento.

La cordata targata Prelios-Hines punta a reclutare nuovi investitori internazionali interessati al progetto, che però verrà realizzato a tappe. Le bonifiche, costose, verranno così suddivise per aree e di volta in volta si cercheranno capitali per singoli progetti. Questo perché l’intero sviluppo, che riporterà a nuova vita le aree dove sorgevano le acciaierie Falck, si basa su un mix tra residenze, aree verdi, Città della Salute e mall commerciale. L’area è stata selezionata anche come luogo dove potrebbe sorgere il nuovo Stadio milanese, sempre che l’opera si faccia. L’alternativa potrebbe essere riqualificare San Siro. Lo stesso gruppo Hines, capitanato in Italia da Mario Abbadessa, potrebbe diventare investitore di alcune parti del disegno complessivo.

Il progetto, come detto il maggiore in Europa in questo momento, è stato seguito negli anni da Davide Bizzi che, dopo averlo rilevato nel 2010 dalla Risanamento di Luigi Zunino, ha portato avanti un buon rapporto con le amministrazioni e ha appena firmato per l’arrivo di un quarto ospedale, dopo l’Istituto dei tumori, il Besta e il gruppo San Donato, e per un hotel.

Una lunga storia, iniziata nel 2000 con l’acquisizione dell’area delle ex acciaierie Falck da parte della famiglia Pasini, continuata nel 2005 con la cessione a Luigi Zunino e che, se si trova l’accordo con Bizzi - i bene informati dicono che la trattativa sia serrata ma le posizioni ancora distanti -, potrebbe trovare nuovo slancio con soci e coordinatori internazionali, in un momento in cui la città di Milano continua ad attirare capitali nel mercato del real estate.

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  • Paola Dezzavice caposervizio

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

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