aziende di rete e competenze

Davide Cilli (Econet) riorganizza il business: in arrivo la newco Nextalia, l'Ipo di due controllate all'orizzonte

I piani dell'imprenditore abruzzese che ha acquistato una quota di 4 giornali di Gedi. «Nel giro di due-tre anni pensiamo alla quotazione di COM.TEL e Braga Moro»

di Simona Rossitto

Davide Cilli, proprietario e ad di EcoNet

4' di lettura

Davide Cilli, già proprietario e amministratore delegato di EcoNet, gruppo di impiantistica di reti di tlc, energia e trasporti, riorganizza il business, dà vita a una nuova società e pensa alla quotazione di due controllate. L'imprenditore, secondo quanto dichiara a DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore Radiocor e della Luiss Business School), denominerà la newco Nextalia, raggruppando sotto un unico ombrello, oltre a EcoNet, COM.TEL, Braga Moro e Full System. Attualmente, la holding Atlante Partecipazioni, di proprietà di Cilli e della moglie, controlla il 100% delle quattro società che in totale hanno un fatturato da oltre 100 milioni di euro e 700 dipendenti: «Quest'anno nasce Nextalia, un gruppo che creiamo per stare sul mercato a 360 gradi. Oggi, d'altronde, ci troviamo di fronte a un cambio di percezione dello spazio, oltre che delle distanze e del tempo, cambio nel quale è necessario vivere nuove tipologie di connessioni. Tecnologia e società attuali richiedono dinamismo, e il cambiamento è una costante nel tempo. Dopo la riorganizzazione, la holding avrà il 100% di Nextalia che a sua volta controllerà le quattro società EcoNet, COM.TEL, Braga Moro e Full System», spiega l'imprenditore, classe 1981, che di recente ha acquistato, in cordata, quattro giornali locali del gruppo Gedi (Il Tirreno, le Gazzette di Modena e Reggio e la Nuova Ferrara).

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Nel 2020 15-20 milioni in meno di ricavi, nel 2021 budget da 14o milioni

«Nel 2020, con la pandemia di Covid – aggiunge - il gruppo fatturerà 15-20 milioni in meno della media, circa 100 milioni; per il 2021 abbiamo un budget di 140 milioni. La flessione nei ricavi complessivi, a causa dell'emergenza sanitaria, c'è stata, ma da inizio anno registriamo segnali di ripresa». Al netto delle difficoltà, c'è comunque «una quantità di lavoro che permette una pianificazione di sviluppo: abbiamo in mente di fare acquisizioni anche quest'anno, stiamo trattando piccole realtà ma anche società più grandi. Le piccole sono importanti per il know how, le grandi sono oggetto di interesse per realizzare economie di scala». Nell'orizzonte del gruppo c'è anche la Borsa: «Nel giro di due-tre anni- annuncia Cilli - pensiamo all'ipo di COM.TEL e Braga Moro».

«La fibra un tempo era opportunità, ora è diventata una necessità»

Oggi, prosegue, «stiamo attraversando un momento favorevole per l'installazione della fibra, anche alla luce dell'implementazione dei piani dei maggiori player del mercato come Open Fiber e Tim». Con l'avvento della pandemia e il boom di didattica e lavoro a distanza, rimarca l'imprenditore abruzzese, c'è stato un cambio culturale nell'approccio degli italiani alla connessione Internet: «prima la fibra era un'opportunità, ora è diventata una necessità». Riguardo al nodo della creazione della società della rete, integrando gli asset di Tim con Open Fiber, il gruppo si dice «neutrale». E', invece, da tener presente che, per stendere la fibra secondo i piani dei maggiori operatori, non ci sono nel mercato italiano tutte le competenze necessarie. Mancano all'appello - aggiunge Cilli - circa 5mila risorse. D'altronde, i dipendenti esperti nel rame non necessariamente sono adatti anche al business della fibra. Inoltre i prezzi che attualmente pagano gli operatori sono bassi». Per aggiornare le competenze Cilli punta a nuovi ingressi in azienda: «Nonostante abbiamo già gli skill necessari, stiamo assumendo personale, altre 100 persone tra il 2021 e il 2022».

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«Al 31 dicembre portafoglio ordini da 400 milioni in 5 anni»

L'avventura imprenditoriale di Cilli inizia 10 anni fa con una piccola azienda di installazione nel settore dell'impiantistica per le telecomunicazioni, radicata in Abruzzo e denominata Telemetrica. Dopo l'espansione nel Centro Italia, nel 2016, attraverso operazioni di leveradge by out, acquista Econet, cominciando a lavorare con player come Tim, Open Fiber, Enel e Terna. Nel 2019 Cilli compra la COM.TEL di Milano, azienda che si occupa della progettazione, sviluppo e supporto di soluzioni e servizi Ict. Un'operazione conclusa a luglio 2020 in piena pandemia. «Al 31 dicembre – aggiunge Cilli – risulta un portafoglio ordini da 400 milioni per i prossimi 3-5 anni, e ciò ci consente una certa visibilità per il prossimo quinquennio». COM.TEL, che punterà al mondo It e applicativo, chiuderà i conti del 2020 con circa 35 milioni di fatturato. Braga Moro, società acquisita nel pacchetto con COM.TEL, che ha base a Cinisello Balsamo e si occupa prevalentemente di sistemi di energia per ISP, chiuderà i conti, sottolinea Cilli, «a poco meno di sei milioni di fatturato rispetto ai sette milioni del 2019. Per questa società stiamo realizzando prototipi di sistemi di accumulo di energia a supporto del solare. Vogliamo concentrare il business di Braga Moro, che storicamente realizzava batterie per stazioni radio base, sulla smart city, dando cioè una connotazione più attuale. Anche per quanto riguarda il sistema elettrico si sta andando incontro a una rivoluzione, occorre un ammodernamento dell'infrastruttura, sfruttando pure l'opportunità del Recovery Fund. Full System, società di ingegneria impegnata nell'ambito 5G, chiuderà l'anno con circa 2 milioni di ricavi. EcoNet, infine, registra nel 2020 60 milioni di fatturato, nel 2021 puntiamo – conclude - a 80 milioni».

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