Milano Design City

Davide Malberti: «Investire in sostenibilità assicura il futuro»

Sistema di verniciatura ecologico, riciclo totale di vetro e alluminio e 5.242 pannelli solari . Il prossimo obiettivo? L'eliminazione della plastica

di Alexis Paparo

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Davide Malberti, ceo di Rimadesio e alla guida dell'azienda insieme al fratello Luigi (cfo), con il sistema porte Velaria (scorrevole a partire da 900 euro + Iva).

3' di lettura

«A volte vado in fabbrica per ossigenarmi. Passeggiare in un ambiente di 30mila metri quadrati arioso, luminoso, senza polveri, odori di solventi, è rigenerante (l'intervista a Davide Malberti, ceo di Rimadesio e alla guida dell'azienda insieme al fratello Luigi (cfo) è stata realizzata nell'ottobre 2019, ndr). Siamo qui a Giussano da circa 20 anni e alla crescita dell'azienda abbiamo affiancato da tempo un percorso di sostenibilità, per produrre e crescere con attenzione al benessere dei dipendenti, ai consumi, allo scarico delle acque, alla gestione dei rifiuti. Ogni anno si aggiunge un tassello che rende il quadro più completo. Il primo è stato il progetto Ecolorsystem, un sistema registrato e brevettato nel 2006 per la verniciatura ecologica del vetro e, dal 2015, anche dell'alluminio. Siamo stati i primi in Italia ad avere vernici e macchine di questo tipo. L'ultimo passo è stato migliorare la gestione della carta. Per minimizzare l'impatto sull'ambiente, da dieci anni produciamo le scatole in azienda con cartone riciclato. Eppure gli scarti toccano i 160mila chili all'anno. Oggi tutte le eccedenze vengono pressate e portate in cartiera. Dal macero si produce una carta riciclata di qualità e certificata, pronta per essere immessa nel mercato.

La libreria Zenit, in alluminio e vetro.

A questo si aggiunge il nostro ultimo gioiello tecnologico, un impianto di packaging ecologico che produce le scatole utilizzando la minore quantità di cartone possibile, imballa i pezzi e li inserisce all'interno di un magazzino automatizzato. Ma non si è mai in cima alla montagna: il nostro prossimo “ottomila” è l'eliminazione della plastica ovunque sia possibile nei prodotti e nel ciclo produttivo, accompagnata al riciclo delle sue parti più nobili, come il cellophane.

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I profitti si generano facendo gli investimenti. La sostenibilità è una voce di costo importante, ma in prospettiva genera risparmi industriali e dà vita a nuovi processi economici. Dal 2006 abbiamo speso nove milioni di euro in sostenibilità ambientale, 3,8 dei quali per gli impianti fotovoltaici installati nel 2008, 2012 e 2016. Il risultato è un tetto coperto da 5.242 pannelli solari, incorniciato dalle montagne: il Monte Rosa, il Resegone, che è la mia cima preferita e un appuntamento fisso almeno due volte l'anno, la Grigna e il Cornizzolo. Nel 2007 siamo stati la prima realtà industriale in Europa a installare due impianti di storage a batterie agli ioni di litio: oggi siamo energeticamente autosufficienti al 75 per cento e alimentiamo così anche la nostra piccola flotta di veicoli elettrici. Come l'amore per la montagna, il rispetto della natura fa parte di un bagaglio culturale ereditato da mio papà e che lui aveva già trasferito in azienda. Sono entrato in Rimadesio poco più che ventenne e mi affascina ancora la trasformazione di un pezzo di vetro e uno di alluminio in un sistema di arredamento. Il vetro è il nostro materiale storico e, dalla fine degli anni Ottanta, abbiamo iniziato a definire collezioni che lo rendessero protagonista. Porta con sé il concetto di dividere senza separare, di far vedere senza sentire. È bello perché è eterno, durevole, e qui da Rimadesio non ne va sprecato neanche un grammo.

Sono 215mila i chili di scarti prodotti dall'azienda ogni anno, ma ogni singolo pezzo viene trasferito in impianti che lo fondono per dar vita a bottiglie, bicchieri, vasi. L'altro nostro elemento portante, l'alluminio, è arrivato alla fine degli anni Ottanta su consiglio dell'architetto Giuseppe Bavuso, ancora oggi l'unico designer del brand. Il suo suggerimento era di crederci fino in fondo, creando ex novo una fabbrica per lavorarlo. Così abbiamo fatto e oggi la lavorazione di vetro e alluminio è un know-how che ci viene riconosciuto a livello mondiale. Tecnologico ed elegante, l'alluminio permette di costruire forme morbide e spessori minimi, impossibili da ottenere altrimenti. Qui in azienda se ne tagliano e lavorano migliaia di metri al giorno. È tutto materiale riciclato, ma non basta. Al nostro fornitore veneto riconsegniamo i 130mila chili di scarti all'anno, che vengono fusi per diventare ancora materia prima.

In un'ottica di economia circolare, l'arredo che più rappresenta il nostro percorso di sostenibilità è la libreria Zenit, un best seller da 22 anni e un prodotto virtualmente eterno. Con il passare degli anni viene spostato in altre zone della casa o in altre case, si smonta e si rimonta adattandosi all'evoluzione degli spazi e dei modi di vivere. Abbiamo clienti che l'hanno acquistata oltre vent'anni fa e che ancora ci chiedono pezzi per completarla.

Il nostro futuro è Modulor, il sistema di boiserie che integra altri nostri prodotti come porte e arredi. Inizieremo a distribuirlo dal 2020 e le finiture andranno dal vetro al legno, dal gres, alla similpelle. Ci piace pensare agli ambienti come contenitori da strutturare, non da decorare. Anche la nostra nuova fabbrica sarà così: 44mila metri quadrati progettati attorno al comfort, belli da vivere e da visitare.

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