ambiente

Davines protegge il mare e cresce tra etica e sostenibilità

di Marika Gervasio


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3' di lettura

L’80% dei rifiuti marini proviene non dalle attività di navigazione e di pesca, bensì dalla terraferma. Per questo motivo Davines ha deciso di supportare «Il Po d’amare» il progetto sperimentale per ridurre l'inquinamento nei mari italiani attraverso l'installazione di barriere blocca-rifiuti lungo il Po nato dalla sinergia tra Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Castalia e Corepla, tre eccellenze nei campi, rispettivamente, della green economy, della salvaguardia del mare e del riciclo dei rifiuti plastici.

La raccolta fondi mediante la campagna Davines «Tuteliamo il Mare» nei saloni dal 7 al 20 giugno è solo il primo step attraverso il quale l'azienda supporterà questa iniziativa. «Tuteliamo il Mare» è giunta alla seconda edizione. Nel 2018, la prima edizione ha permesso a Davines di donare 33.946 euro a supporto di “Tartalove” una campagna Legambiente per la tutela delle tartarughe marine minacciate dall'inquinamento nel mar Mediterraneo.

Dal 7 giugno al 20 luglio nei saloni Davines si potranno acquistare, al prezzo speciale di 49 euro, tre prodotti della linea Essential Haircare SU, dedicata alla protezione e alla cura dei capelli al sole. Un euro di tale acquisto sarà devoluto al progetto «Il Po d'amare», raggiungendo così un triplice obiettivo: contribuire alla salvaguardia dei mari italiani, arginare il disinteresse riguardo la problematica ambientale e rendere noto che ben l'80% dei rifiuti
marini proviene non dalle attività di navigazione e di pesca, bensì dalla terraferma, dalle persone e dalle loro abitazioni.

Con l'acquisto dei tre prodotti, si riceveranno in omaggio le “Fishette”, tre graziose bustine in tessuto a forma di pesce, da cui il simpatico nome.

Etica e sostenibilità sono al centro dello sviluppo del gruppo Davines - azienda italiana con sede a Parma dedicata ai mercati professionali haircare e
skincare rispettivamente con i brand Davines e Comfort Zone - che ha chiuso il 2018 con un fatturato pari a 148 milioni di euro, in crescita del 16% rispetto all'esercizio precedente. Tale risultato conferma l'andamento estremamente positivo dell'azienda, il cui giro d'affari ha fatto registrare un incremento a doppia cifra costante negli ultimi 9 anni. L’export pesa per oltre il 76% sui ricavi con gli Stati Uniti primo mercato di sbocco, seguiti da Italia e Francia. Mentre per la Ricerca&Sviluppo è stato investito oltre il 3% del fatturato.

Un traguardo raggiunto anche grazie a un virtuoso modello di business che, conciliando valori e profitto, identifica nella bellezza sostenibile l'ideale aspirazionale su cui costruire il successo dell'azienda. L'impegno del gruppo Davines in tale direzione si è ulteriormente rafforzato nel 2016 con l'ingresso nella rete globale di B Corporation – aziende che, accanto al profitto, si impegnano attivamente per generare un impatto positivo sulla realtà in cui operano – ed è stato premiato nel 2018 con il prestigioso riconoscimento “Best for Environment” per i risultati ottenuti nell'ambito della sostenibilità ambientale.

Il 2018 ha visto un momento particolarmente significativo per la storia dell'azienda: l'inaugurazione del Davines Village. La nuova sede aziendale, situata alle porte di Parma, rappresenta la più fervida espressione dell'approccio del Gruppo Davines: ambire a essere un'azienda esemplare grazie alla capacità di coniugare successo economico, etica e sostenibilità, perseguendo il proprio ideale di prospera longevità.

Il progetto «Il Po d’amare»
La raccolta fondi che Davines effettuerà attraverso la campagna «Tuteliamo il Mare» contribuirà all'installazione di barriere galleggianti sul Po. Esse sono in grado di intercettare la plastica e gli altri rifiuti trasportati dal fiume, che vengono quindi raccolti da piccole imbarcazioni. Un'accurata selezione delle plastiche recuperate ne consente l'inserimento nel sistema di riciclo nazionale, attraverso il loro invio agli appositi centri di raccolta.

L'innovativa iniziativa è nata dalla sinergia tra Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile (promotrice di soluzioni congiunte alla crisi climatica e a quella economica al fine di favorire una green economy), Castalia (ente operante
da trent'anni in Italia e all'estero nel campo delle attività marittime e della salvaguardia del mare) e Corepla (consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero dei rifiuti plastici, a tutela dell'ambiente).

Le tre realtà – con il coordinamento istituzionale dell'Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po – hanno elaborato una strategia a partire dai seguenti aspetti:
- finché la plastica è nei fiumi è concentrata e facilmente recuperabile, mentre quando entra in mare si disperde e diventa irraggiungibile;
- quando la plastica entra a contatto con il sale marino si degrada e diventa difficilmente riciclabile;
- quando la plastica è degradata dal sale si scompone in microplastiche, quasi impossibili da recuperare e facilmente ingeribili da pesci e gabbiani.

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