Davos 2019, dieci protagonisti (più una sedicenne) del World Economic Forum

11/12Europa

Davos 2019, i protagonisti / Andre’ Calantzopoulos

Andre’ Calantzopoulos, Ceo Philip Morris International (Afp)

La resistenza alla lobby della cannabisA Davos i politici fanno piu' notizia: i circa 1.600 Ceo e alti dirigenti dell'industria privata sono piu' riservati. Molto accade dietro le quinte. Tra i Chief Executive, menzione per Andre' Calantzopoulos, numero uno di Philip Morris International, perche' e' stato probabilmente il Ceo piu' insistentemente “corteggiato” da una neonata lobby che si e' presentata in massa a Davos ai margini del Wef: la lobby della cannabis, settore in crescita tumultuosa e in cerca di investimenti e legittimazione. Un comparto che – in un contesto di piu' numerose legalizzazioni sia sul fronte dell'utlizzo medicinale che ricreativo - quest'anno dovrebbe registrare una nuova e piu' forte ondata di investimenti e fusioni, dopo quelle dell'anno scorso. Anche “Big Tobacco” di recente e' saltata sul carro, con il maxiinvestimento da 1,8 miliardi di dollari promesso da Altria in Cronos.

Calantzopoulos resite alle lusinghe: non vuole investire nella marijuana, se non altro per potenziali problemi legali e reputazionali. E ha tirato una frecciata: “Varie Ngo odiano quello che chiamano Big Tobacco e disprezzano i nostri sforzi.nell'eliminare la nociva combustione. Non le ho ancora sentite criticare questo settore a combustione…”.

Il Ceo di Philip Morris: «Contento di investire in Italia»

“Sono molto soddisfatto dei nostri investimenti industriali in Italia, che abbiamo tempestivamente raddoppiato”, ha affermato Calantzopoulos, che ha fatto dell'area di Bologna il centro strategico manifatturiero del cambiamento globale in atto nel gruppo: il passaggio dalle sigarette tradizionali ai prodotti senza fumo come iQos. Lui vorrebbe un po' meno di regolamentazione: “Non vogliamo certo andare sui mass-media con la pubblicita'. Ma ci piacerebbe essere in grado di poter comunicare meglio al pubblico, come gia' possiamo fare in Giappone , sui prodotti alternativi alla combustione. Che dall'Italia diffondiamo in tutto il mondo”. E tira una frecciata: “Varie Ngo odiano quello che chiamano Big Tobacco e disprezzano i nostri sforzi.nell'eliminare la nociva combustione. Non le ho ancora sentite criticare questo settore a combustione…”.

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