martedì via al forum

Davos, il parterre degli italiani: i presenti e gli assenti

di Stefano Carrer


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(AFP)

3' di lettura

Mancheranno Salvini e Di Maio: per loro, andare al Forum economico Mondiale di Davos - quintessenza dell'establisment globale, vertice delle elite globaliste - sarebbe controproducente in un momento ormai pre-elettorale in vista delle elezioni europee di maggio. Ma gran parte del potere economico, finanziario e politico italiano non mancherà all'appuntamento sulle nevi svizzere che ogni anno fa il punto sui problemi del momento e cerca di divinare il futuro del pianeta.

Sul fronte politico, saranno presenti i massimi vertici formali del governo: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi e il ministro dell'economia Giovanni Tria. La mano pubblica nel settore economico-finanziario sara' rappresentata dal presidente della Cassa Depositi e Prestiti Massimo Tononi, mentre il settore finanziario privato presentera' numerosi esponenti di vertice: da Carlo Messina (IntesaSanpaolo) a Alberto Nagel (Mediobanca), da Philippe Roger Donnet e Timothy Ryan (Generali) a Carlo Cimbri (Unipol) e Giovanni Bossi (Ifis). Per il comparto industriale ci saranno Claudio Descalzi ed Emma Marcegaglia (Eni), Francesco Starace (Enel), Francesco Caio (Saipem), Andrea Illy, Mario Moretti Polegato (Geox), Nerio Alessandri (Tecnogym).

Non potranno vedere Donald Trump, che – a differenza dell'anno scorso – non solo ha dato forfait ma ha proibito a tutta la delegazione pubblica americana di intervenire, con l'argomento specioso del parziale shutdown dell'amministrazione Usa legato al braccio di ferro con il Congresso sulla costruzione del muro al confine con il Messico. Ma ci saranno molti esponenti della finanza e dell'industria americana e internazionale, oltre ad accademici e banchieri centrali.

FOCUS / La marijuana conquista Davos

Dei circa 3mila presenti a Davos, circa 1.600 sono alti dirigenti societari, di cui 160 chief executive di banche. Il tema principale dell'edizione di quest'anno del Forum riguarda come forgiare una nuova globalizzazione ai tempi della quarta rivoluzione industriale. Ma i numerosi simposi tratteranno un po' tutte le questioni piu' importanti del mondo, con particolare riguardo ai cambiamenti tecnologici e al loro impatto sulla finanza e l'industria. Lunedi' , alla vigilia dell'avvio ufficiale del vertice (22-25 gennaio) il Fondo Monetario presentera' un upgrading del suo Global Outlook, mentre Pwc illustrera' i risultati del suo sondaggio globale tra i Ceo (condotto anche tra un centinaio di Ceo italiani): le previsioni non sono positive, nel senso che dovrebbe manifestarsi sia una revisione al ribasso delle stime sulla crescita globale sia un atteggiamento meno ottimista da parte dei responsabili delle imprese. Martedi' spiccheranno convegni e riflessioni sui rischi finanziari globali, tra una congiuntura in rallentamento e un indebitamento complessivo che desta preoccupazioni. A ruota altre decine di tavole rotonde in cui si ragionerà tra l'altro di criptovalute, blockchain, cybersicurezza, mentre si presenterà per la prima volta a Davos agli investitori, in cerca di ulteriori finanziamenti, un settore economico in crescita esponenziale: quello della cannabis!
Il Global Risks Report del World Economic Summit ha dato il tono preliminare al summit mettendo in luce una profonda e crescente instabilita' sia economica sia geopolitica, in presenza di carenze nella volonta' di affrontare i problemi in modo collettivo.

L'anno scorso il consensus di Davos predisse correttamente una correzione del mercato azionario nel 2018 (arrivata a fine anno, in ritardo rispetto alle attese): l'indice Msci All Country World risulta in calo di circa il 14% in dodici mesi. Sulle materie prime, invece, a Davos l'anno scorso molti erano stati troppo ottimisti, senza prevedere il calo medio di circa il 9% delle quotazioni, guidato dalla frenata dai prezzi petroliferi. Le ultime indiscrezioni su possibilita' di schiarite nella guerra dei dazi in corso tra Usa e Cina – gia' registrate positivamente dagli investitori internazionali- potrebbero contribuire a rendere meno gelido il clima che si respirera' settimana prossima sulle montagne svizzere.

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