davos, il finanziere all’attacco

Davos, Soros sfida Xi Jinping: «È il peggior nemico delle società aperte»

dal nostro inviato Stefano Carrer


Soros uomo dell’anno Ft: «Paladino democrazia liberale»

1' di lettura

Il presidente cinese somiglia al Grande Fratello. Almeno secondo il finanziere e filantropo George Soros che, nella serata di giovedì, ha lanciato un violento attacco personale a Xi Jinping da Davos, dove venerdì 25 gennaio si chiude il Forum economico mondiale. A parere dell’ex re degli hedge funds, la Cina non è certo l’unico regime autoritario del pianeta, ma e il più forte, ricco e tecnologicamente avanzato, anche nel voler utilizzare l’intelligenza artificiale per il controllo sociale. «Questo rende Xi Jinping il più pericolo oppositore delle società aperte», ha detto Soros.

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Spaventoso, in particolare, sarebbe il piano cinese di generalizzare un sistema con cui un gran numero di dati sui comportamenti delle persone vengono centralizzati in un database e valutati da un algoritmo che dà una sorta di pagella di buono o cattivo cittadino: «Quando diventerà operativo, darà a Xi Jimping il controllo totale sul popolo», ha detto Soros, uomo dell’anno secondo il Financial Times. Il magnate non ha risparmiato critiche alla maxiniziativa Belt and Road, sostenendo che grava di debito eccessivo molti Paesi che ricevono i finanziamenti per le infrastrutture.

Soros, infine, ha criticato Trump perché va alla guerra commerciale con il mondo intero anzichÈ concentrarsi sulla Cina e penalizzare più seriamente le società cinesi di telecomunicazioni che, se dovessero dominare i nuovi network 5G, costituirebbero una minaccia alla sicurezza del mondo intero. L’88enne Soros, insomma, da bestia nera dei nazionalpopulisti per il suo sostegno alle cause cosiddette «progressiste», da giovedì è diventato soprattutto la nuova bestia nera del regime di Pechino

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