germania e russia unite

Dazi e gasdotto, Putin e Merkel a Trump: «Lotteremo per Nord Stream»

di Antonella Scott

'Putin favori' Trump'. Nuove carte sul Russiagate


4' di lettura

Avanti con Nord Stream 2, il gasdotto russo del Baltico: non è un progetto politico, ma esclusivamente commerciale. Ed è aperto alla partecipazione di altre compagnie, e di altri Paesi. Lo hanno detto a Sochi Angela Merkel e Vladimir Putin, rispondendo uniti a Donald Trump che, alla vigilia del ritorno del cancelliere tedesco in Russia, aveva indicato in Nord Stream il prezzo da pagare per concedere all’Unione Europea un’esenzione permanente dai dazi che gli Usa si apprestano a imporre sull’import di alluminio e acciaio. «Io capisco il presidente degli Stati Uniti - ha detto Putin, in conferenza stampa accanto ad Angela Merkel -. Lui difende gli interessi del suo business, e vuole promuovere il suo prodotto sul mercato europeo. Noi lavoriamo dalla nostra parte. Consideriamo il progetto vantaggioso, e lotteremo per Nord Stream» .

A Sochi, dove Angela Merkel è tornata dopo un anno, a dominare l’agenda dell’incontro questa volta non sono stati i contrasti, ma due temi che all’improvviso hanno riavvicinato Mosca e Berlino. In entrambi i casi riguardano Donald Trump, e la necessità di proteggere le imprese europee e russe dalle sanzioni americane. I colloqui sono stati «utili e tempestivi», ha detto subito il presidente russo.

Putin e l’ospite hanno affrontato il tema del ritiro degli Stati Uniti dall’accordo internazionale sul programma nucleare iraniano, una rinuncia che vede russi e tedeschi dalla stessa parte, insieme all’Unione Europea, determinati a salvare l’intesa del 2015 che allenta le sanzioni contro Teheran in cambio di un ridimensionamento dei suoi progetti nucleari: l’accordo, ha detto venerdì la signora Merkel, «è tutt’altro che perfetto, me è meglio che non averne nessuno».

Il punto vulnerabile dell’Europa

Ma alla vigilia dell’arrivo della signora Merkel sul Mar Nero, l’amministrazione americana aveva riacceso i riflettori sul fronte dell’energia, avvertendo che le compagnie europee che collaborano al progetto russo Nord Stream 2 rischiano seriamente di incorrere nelle sanzioni americane. Con Nord Stream, progetto controverso che già divide l’Europa, Trump sa di toccare un punto vulnerabile nel fronte dei Paesi dell’Unione.

Sottolineando la forza dell’amicizia transatlantica che lega la Germania all’America, a Sochi il cancelliere tedesco ha ricordato che il suo Paese ha anche un interesse strategico ad avere buone relazioni con la Russia. Nei giorni precedenti, a Sofia, nel tentativo di scongiurare una guerra commerciale tra Ue e Usa i leader europei avevano offerto a Washington la disponibilità a cooperare più strettamente anche sul fronte del gas. Ma riguardo a Nord Stream 2 la posizione di Berlino era stata chiarita venerdì mattina dal ministro tedesco dell’Economia, Peter Altmaier: non siamo contrari in linea di principio a istituire legami più stretti con gli Stati Uniti sul fronte del gas naturale liquido, aveva detto, ma bisogna vedere a che prezzo e quanto ne possono fornire: «Gli Stati Uniti cercano mercati di sbocco, è comprensibile - ha detto Altmaier -. Ma il loro gas resta più caro di quello portato in Europa via gasdotti. Se gli Usa mettono al primo posto i loro interessi economici, devono accettare che anche gli europei facciano lo stesso». E il gas russo, rispetto all’Lng americano che arriva in Europa via nave, costa il 20% in meno a giudizio di fonti tedesche, il 25-30% in meno secondo Putin.

Una delle preoccupazioni avanzate dagli americani è che il nuovo gasdotto che raddoppia la capacità di trasporto del primo Nord Stream, già in funzione, è un passo ulteriore per escludere l’Ucraina dalle rotte russe dell’export verso l’Europa. Il compromesso a cui lavora Angela Merkel riguarda il mantenimento del transito attraverso l’Ucraina: lei ha chiesto garanzie in proposito, Putin ha risposto che il gas continuerà a scorrere attraverso l’Ucraina anche una volta completato Nord Stream, «se sarà economicamente conveniente». Riguardo alla crisi irrisolta nel Donbass, i due leader hanno incaricato le rispettive diplomazie di lavorare all’obiettivo di creare una forza Onu di peacekeepers: «È il prossimo passo da compiere», ha detto Merkel.

Nel mirino del Tesoro americano

Nelle acque territoriali tedesche, i primi lavori per la posa di Nord Stream 2 sono iniziati ai primi di maggio, malgrado l’offensiva americana contro l’industria russa dell’energia sia iniziata diversi mesi fa: la sezione 257 della legge Usa del 2 agosto 2017, che autorizza nuove sanzioni contro la Russia, cita espressamente Nord Stream 2, invitando il presidente degli Stati Uniti a contrastarlo. E autorizza sanzioni anche contro qualunque compagnia - non soltanto americana - che «contribuisca significativamente allo sviluppo di gasdotti russi».

Nord Stream 2 unirà la Russia alla Germania, correndo sul fondo del Baltico in parallelo al primo Nord Stream, già in funzione. Un raddoppio contrastato da diversi Paesi Ue, che temono un eccessivo rafforzamento di Gazprom sul mercato europeo, e non approvano la determinazione del Cremlino a escludere l’Ucraina dalle rotte di esportazione del gas, così come intende fare Turkish Stream a Sud, attraverso il mar Nero. Il progetto Nord Stream 2 è al 100% in mano a Gazprom a cui però un gruppo di compagnie europee - le tedesche Uniper e Wintershall, l’anglo-olandese Shell, la francese Engie e l’austriaca Omv - hanno assicurato la copertura di metà dei finanziamenti previsti, 9,5 miliardi di euro. Il gasdotto sarà lungo 1.200 km, con una capacità prevista 55 miliardi di metri cubi l’anno; il completamento dei lavori è previsto nel 2019.

Gasdotti e intelligence

Ma quelle compagnie, ha ricordato giovedì da Berlino l’americana Sandra Oudkirk, sottosegretario di Stato per la diplomazia energetica, sono ad alto rischio sanzioni. Washington intende fermare Nord Stream 2, ha detto chiaro. Aggiungendo che il gasdotto preoccupa gli Stati Uniti sia sul fronte militare che su quello dell’intelligence, perché consentirebbe alla Russia di piazzare sotto il mar Baltico - una regione militarmente sensibile e già congestionata - strumenti e tecnologie di monitoraggio dei Paesi occidentali. Secondo Sandra Oudkirk, Nord Stream 2 è una minaccia perché perpetuerebbe la vulnerabilità europea nei confronti della Russia di altri 30-40 anni. Il sottosegretario di Stato ha respinto l’ipotesi che l’offensiva contro il gasdotto punti piuttosto a favorire l’export Usa di gas naturale liquido: «Gli americani - ha contrattaccato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov - stanno solo cercando brutalmente di promuovere i propri produttori di gas».

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