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Dazi, il negoziato Ue-Mercosur sul commercio taglia il traguardo

di Gianluca Di Donfrancesco


Aperti i lavori del G20 a Osaka

3' di lettura

L’Unione europea e i Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) hanno raggiunto a Bruxelles l’intesa sul trattato commerciale che i due blocchi stanno negoziando da quasi venti anni.

«È un momento storico», ha dichiarato il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker: In una fase di «tensioni commerciali internazionali, insieme ai nostri partner del Mercosur, mandiamo il segnale forte che noi stiamo dalla parte del commercio basato su regole». Un riferimento alle politiche del presidente statunitense Donald Trump, che anche al G20 di Osaka ribadisce la linea protezionistica della Casa Bianca. «Ottime notizie per le imprese, i lavoratori e l’economia» di entrambi i blocchi, ha aggiunto Juncker.

IL DOSSIER: La Guerra dei dazi

L’accordo, secondo Bruxelles, rimuoverà gran parte dei dazi sulle esportazioni Ue nella regione e permetterà alle imprese di risparmiare oltre 4 miliardi di euro all’anno, secondo la Commissione Ue. Una volta in vigore, ha detto il commissario al Commercio, Cecilia Malmström, il trattato creerà un mercato di 780 milioni di persone. «L’intesa - ha sottolineato Malmström - fissa standard elevati sull’ambiente e sui diritti dei lavoratori, oltre a ribadire gli impegni sullo sviluppo sostenibile che abbiamo già preso con gli Accordi di Parigi».

Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ha parlato di accordo «storico, uno dei più importanti mai raggiunto dal Paese. È un grande giorno!». Da parte sua, il ministro degli Esteri argentino, Jorge Faurie, ha affermato che l’intesa «è molto più che un accordo commerciale, è un passo strategico nella posizione dell’Argentina nel mondo». L’accordo è il più ampio e complesso mai raggiunto dal Mercosur.

La difficile trattativa è iniziata nel 2000 è ha vissuto fasi di accelerazione e improvvise frenate, con ben 39 round negoziali. I due blocchi hanno intensificato gli sforzi per raggiungere una conclusione dopo l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca. Per Bruxelles si tratta di un altro tassello nella ricerca di sponde alternative agli Stati Uniti, insieme all’intesa con il Canada e quelle con Giappone, Messico e Vietnam. Dal 2014, ha ricordato Malmström, la Ue stretto accordi con 15 Paesi, che diventeranno 19 con i quattro del Mercosur.

In conferenza stampa, il commissario all’Agricoltura, Phil Hogan, ha ricordato che con l’intesa 357 indicazioni geografiche alimentari (come il prosciutto di Parma) saranno protette dal rischio di imitazione e contraffazione nei quattro Paesi del Mercosur.

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Tra gli ostacoli più significativi all’intesa, c’era da parte europea - e soprattutto francese - il timore di spalancare le porte a una impennata di importazioni di carne bovina. E da parte degli Stati del Mercosur c’erano le resistenze ad aprire settori industriali strategici, come l’auto. Su questi scogli si sono arenate più volte le trattative, anche quando sembravano a un passo dal traguardo. Ostacoli che possono ancora complicare l’approvazione definitiva dell’accordo con l’ok degli Stati Ue e dell’Europarlamento. Da superare, c’è anche l’opposizione dei gruppi ambientalisti, che temono una intensificazione della deforestazione del Sud America e che nella nuova Assemblea legislativa Ue hanno conquistato più forza dopo le recenti elezioni.

«La chiusura dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e Paesi del Mercosur è una bellissima notizia per molte ragioni», afferma, in una nota, Lisa Ferrarini vice presidente di Confindustria per l’Europa. Di segno opposto la reazione di Coldiretti che parla di «intesa intempestiva» e di «allarme sicurezza a tavola».

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