il vertice di biarritz

G7, road map per la Libia. Commercio mondiale: verso riforma Wto

Il presidente Usa conciliante al vertice di Biarritz: parla anche di una prossima ripresa dei negoziati con la Cina. Il capo negoziatore cinese, Liu He, nella mattinata ha assicurato che Pechino è pronta «a risolvere con calma il problema attraverso consultazioni e la cooperazione»


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5' di lettura

È stato il G7 di Macron – che ha portato l’attenzione sul clima e sul destino dell’Amazzonia e ha inviato il ministro degli esteri dell’Iran per riavviare il dialogo con gli Usa – ed è stato il G7 della versione conciliante di Donald Trump: non ha escluso un possibile dialogo con Teheran, così come la riapertura dei negoziati con la Cina, ha parlato di accordo commerciale Usa-Ue con Angela Merkel, ha ventilato la possibilità di invitare Vladimir Putin al prossimo G7 del 2020 negli Usa e si è detto sicuro che il nuovo premier britannico Boris Johnson «farà un ottimo lavoro. May era incapace di trovare un accordo», con la Ue, è il sottinteso.

Accordo unanime sulla Libia
«C'è stato un sostegno unanime del G7, dei paesi africani invitati e del segretario generale delle Nazioni unite a un documento sulla Libia», che
prevede «cessate il fuoco, soluzione politica, conferenza interlibica e road map con coinvolgimento di tutte le parti coinvolte nel conflitto della regione»: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, nella conferenza stampa finale del G7 di Biarritz.

Commercio mondiale aperto e riforma Wto
La dichiarazione congiunta finale del summit sottolinea anche come «Il G7 sia impegnato per una commercio mondiale aperto e giusto» e come punti alla «stabilità dell’economia mondiale». Per questo, recita la nota rilanciata al termine del summit lunedì pomeriggio, i sette grandi intendono «cambiare profondamente il Wto» e si impegnano a trovare un accordo entro il 2020 per riformare la fiscalità internazionale nel quadro dell’Ocse».

Usa-Ue
«D’accordo sull’importanza di sostenere la crescita economica mondiale attraverso un commercio equo e libero, la riduzione di barriere commerciali e regolamentazioni e la riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio». Lo ha fatto sapere in una nota la Casa Bianca, secondo cui Donald Trump e Angela Merkel, al G7 di Biarritz, «hanno discusso anche di questioni economiche in Europa, incluso un accordo commerciale significativo tra Usa e Ue e il cambiamento delle pratiche commerciali ingiuste della Cina». Trump, afferma il comunicato, «è impaziente di visitare Berlino, su invito della cancelliera, non appena sarà possibile». Per il presidente americano «c’è stata grande unità ed è stato un grande successo, saremmo rimasti a parlare ancora un’ora». Le indiscrezioni circolate riguardanti tensioni, secondo Trump, sono «fake news».

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Spirito positivo
«C’era molta tensione, molto nervosismo all’inizio del G7, invece lo spirito poi è stato molto positivo», ha detto il presidente francese Emmanuel
Macron, in conferenza stampa con il presidente Usa Donald Trump. Il mio auspicio è che si trovi un accordo tra le due più grandi potenze economiche», Stati Uniti e Cina, sui dazi. «Trump ci ha confermato la sua
volontà a raggiungerlo», ha detto Macron. È la conferma del nuovo cambio di tono da parte del presidente Usa Donald Trump sulla disputa commerciale con la Cina. In una dichiarazione da Biarritz , dove da domenica si sta tenendo il vertice del G7, Trump ha detto che i negoziati «riprenderanno molto presto» e ha commentato le parole, concilianti, pronunciate in Cina dal capo negoziatore del governo di Pechino: «La Cina la notte scorsa ha detto “torniamo al negoziato” e allora ricominceremo molto presto a negoziare», ha detto Trump che nelle ore precedenti nel corso del vertice aveva detto di essersi pentito per non aver imposto dazi più alti sulle esportazioni cinesi negli Usa. Quanto all’importanza di un accordo sui dazi per la Cina, Trump ha sottolineato: «Non credo che abbia scelta. Credo che voglia davvero un accordo». Il leader Usa ha affermato che «più a lungo aspetta, più difficile siglare un’intesa». Secondo Trump, i dazi imposti da Washington «hanno colpito pesantemente» Pechino. «I media hanno fallito nel riconoscerlo». Secondo Donald Trump, l'Iran e la Corea del Nord hanno un «potenziale enorme». Trump ha detto: il presidente nordcoreano «Kim Jong Un è un uomo con un Paese dal potenziale enorme. Penso che Kim lo sappia». E dopo avere ricordato che i suoi amici costruttori «hanno fatto un sacco di soldi» in Iran, Trump ha aggiunto: «Questi Paesi un giorno diranno grazie perché so che stiamo facendo la cosa giusta». Trump ha anche detto che un accordo con l'Iran è possibile e che un incontro con il presidente iraniano ci sarà «se ci saranno le giuste circostanze».

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Nella mattinata asiatica sono state diffuse le parole del capo negoziatore cinese, Liu He, che ha detto: «Noi siamo assolutamente contrari ad una esclalation della guerra commerciale», per poi aggiungere «siamo pronti a risolvere con calma il problema attraverso consultazioni e la cooperazione».

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Il presidente americano è intervenuto anche sulla questione iraniana, sollecitato dalla presenza del ministro degli Esteri di Teheran, Zarif, a Biarritz, ospite di Macron, spiegando che è ancora presto per un incontro tra le due delegazioni, ma assicurando di non voler un camio di regime in Iran. Aperture al dialogo verso gli Usa anche da parte del presidente iraniano Rohani: «Se sapessi di avere un incontro con qualcuno che potrebbe portare prosperità al mio Paese e risolvere i problemi del mio popolo, non esiterei», ha detto in un discorso in diretta tv. Sull’Iran, ha dichiarato Trump, tra i leader c’è stata «unità totale». Sul versante francese si precisa che «sono state create le condizioni di un incontro» nelle prossime settimane tra il presidente iraniano Rohani e il presidente Trump e «quindi di un accordo», ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron, in conferenza stampa con il presidente Usa Donald Trump, aggiungendo che «l'Iran deve rispettare i suoi obblighi nucleari». Gli fa eco Trump: «Nulla è stato ancora risolto ma abbiamo fatto progressi veri, le discussioni sul piano tecnico sono cominciate. Il presidente Rohani è pronto ad incontrare tutti i responsabili politici nell'interesse del suo Paese».

Lo sviluppo e la sicurezza nella regione del Sahel sono di importanza fondamentale per la stabilizzazione della Libia. Lo ha chiarito la cancelliera tedesca Angela Merkel nel riferire alla stampa del suo incontro con il presidente egiziano Al Sisi a Biarritz. «Dobbiamo evitare che si arrivi ad una guerra per procura come in Siria», ha detto Merkel, aggiungendo che di questo sviluppo «ci sono già i segni». Per questo motivo «dobbiamo cercare di riunire al tavolo dei negoziati, se possibile, tutti coloro che influenzano la Libia in modi diversi».

Novità anche sul fronte Amazzonia: Il G7 ha sbloccato 20 milioni di fondi per inviare una flotta di aerei cisterna per spegnere gli incendi nella foresta dell'Amazzonia. Lo hanno annunciato il presidente francese Emmanuel Macron e il suo omologo cileno, presente ad una sezione dei lavori, Sebastian Pinera. Dal G7 anche un accordo su un ammontare di aiuti a medio termine, oltre all’emergenza, per la reforestazione dell'area. Un pacchetto di aiuti, quest'ultimo, da finalizzare all'assemblea generale dell’Onu di fine settembre. L'ambiente è stato messo dalla Francia, presidente di turno, tra i temi principali dell'agenda del G7 dei capi di stato e di governo.

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