Commercio internazionale

Dazi Usa del 25% contro le Web tax (anche dell’Italia). Ma per 6 mesi sono sospesi

Washington ha deciso di imporre dazi del 25% sui prodotti importati da Regno Unito, Italia, Austria, India, Spagna e Turchia, in risposta alle loro imposte sui servizi digitali che colpiscono i colossi tech statunitensi. I dazi, però, saranno sospesi per sei mesi, nel tentativo di negoziare una soluzione

La Rappresentante Usa al Commercio Katherine Tai (Afp)

2' di lettura

Annunciati e subito sospesi. Sono i dazi che gli Stati Uniti hanno imposto a 6 Paesi, tra cui l’Italia, in risposta alle Web tax che prendono di mira le imprese tecnologiche americane.

Il governo statunitense ha quindi comunicato che ha deciso di imporre dazi del 25% sui prodotti importati da Regno Unito, Italia, Austria, India, Spagna e Turchia, in risposta alle loro imposte sui servizi digitali che colpiscono - e secondo Washington discriminano in maniera ingiustificata - i colossi tech statunitensi. I dazi, però, saranno sospesi per sei mesi, nel tentativo di negoziare una soluzione.

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La rappresentante Usa per il Commercio, Katherine Tai, ha dichiarato che i dazi sono giustificati dalle imposte che gravano sulle società statunitensi - come Facebook e Alphabet - nei Paesi citati, ma che saranno sospesi per trovare «una soluzione multilaterale a una serie di questioni chiave relative alla tassazione internazionale». Tai ha poi aggiunto di augurarsi di risolvere la questione attraverso il G20 e altri gruppi internazionali.

La Commissione europea «accoglie con favore la decisione degli Stati Uniti di sospendere l’applicazione delle tariffe fino a 180 giorni» per Austria, Italia e Spagna sulla web tax. Così un portavoce dell’esecutivo Ue spiegando che i «negoziati multilaterali sul tema in corso presso l’Ocse sono il luogo giusto per trovare una soluzione globale all’equa tassazione del settore digitale».

La web tax italiana al primo anno di applicazione è costituita da un'aliquota al 3% sui ricavi tassabili delle grandi imprese del web. Si calcola al lordo dei costi e al netto dell'Iva e di altre imposte indirette. Sono tenute al versamento le imprese che, da sole o a livello di gruppo, l'anno precedente hanno avuto congiuntamente: ricavi almeno pari a 750 milioni di euro; ricavi derivanti da servizi digitali realizzati in Italia almeno pari a 5,5 milioni di euro.

Sempre in tema di fisco, 1° giugno Parlamento e Consiglio Ue hanno trovato un accordo sulla pubblicazione - Paese per Paese - delle imposte pagate dalle società multinazionali.
L'intesa tra Parlamento e Consiglio, che dovrà essere approvata da entrambe le istituzioni, prevede che le imprese con un giro d'affari superiore ai 750 milioni di euro debbano pubblicare annualmente l'ammontare di imposte pagate Paese per Paese. L'obiettivo è di imporre trasparenza ed evitare che le aziende spostino i profitti per cercare la giurisdizione più conveniente.

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