agroalimentare

Vino, made in Italy nel mirino dei dazi Usa. Corsa contro il tempo per evitarli

In vista della missione del Commissario Ue al Commercio, martedì 14, la ministra per le Politiche agricole, Teresa Bellanova ha scritto a Hogan

di Giorgio dell'Orefice


Petizione italiana contro dazi Usa sul vino Ue, il 13 si avvicina

3' di lettura

È corsa contro il tempo per scongiurare nuovi dazi Usa sull’agroalimentare europeo. Il Commissario europeo al Commercio, Phil Hogan (che tra l’altro nella precedente commissione Juncker ha rivestito il ruolo di commissario all’Agricoltura) sarà a Washington martedì 14 gennaio proprio per cercare di convincere le autorità Usa a evitare nuove penalizzazioni per il settore agroalimnentare Ue nell’ambito della vicenda Boeing-Airbus vicenda nella quale agricoltori e industrie alimentari non hanno rivestito alcun ruolo.

D’altro canto per lunedì 13 è prevista la conclusione dell’istruttoria al termine della quale occorrerà decidere se imporre nuove tariffe doganali o inasprire quelle già in vigore. Dazi che - lo ricordiamo - hanno già colpito il vino francese (escluso lo Champagne) e quello spagnolo, l’olio d’oliva spagnolo, i formaggi e i liquori made in Italy.

I principali timori da parte italiana riguardano soprattutto l’ipotesi che nella nuova ondata di dazi “a carosello” possa essere colpito il vino italiano, primo settore per esportazioni del wine & food italiano e che ha proprio negli Stati Uniti il principale mercato con un giro d’affari di oltre 1,5 miliardi di euro l’anno.

Lettera della Bellanova a Hogan
Ed è proprio in questa ottica e in vista della cruciale missione del Commissario Ue al Commercio che la ministra per le Politiche agricole, Teresa Bellanova ha scritto una lettera a Hogan.

Una lettera nella quale si chiede al Commissario di utilizzare a Washington tutte le armi della diplomazia ma contemporaneamente, a Bruxelles, di istituire un fondo ad hoc («non con risorse della Politica agricola Ue altrimenti l’agricoltura finirebbe per pagare due volte») per affrontare questa e altre crisi commerciali e sostenere le aziende ingiustificatamente colpite dai dazi.

Il testo
«Dopo la prima lettera di ottobre - ha spiegato la ministra Bellanova - e i numerosi incontri istituzionali a Bruxelles, ho ritenuto urgente sollecitare ancora una volta il Commissario Hogan in vista della sua missione negli Usa. Bisogna mettere in campo ogni sforzo negoziale per scongiurare penalizzazioni che rischiano di colpire ulteriormente, e con un peso che si annuncia infinitamente maggiore delle precedenti, l’agricoltura e l’agroalimentare europei. Non è accettabile che agricoltori e imprese paghino dazi addirittura del cento per cento rispetto al valore dei prodotti colpiti come quelli allo studio dell’amministrazione Usa. Sarebbe una debacle che dobbiamo scongiurare. Come è assolutamente necessario costituire un Fondo europeo per sostenere le imprese. Bisogna agire con urgenza e fare seguire azioni concrete ad impegni e assicurazioni verbali più volte rimarcati. Le nostre imprese hanno già pagato l’embargo russo e non sanno cosa aspettarsi da Brexit. E noi non possiamo muoverci solo dopo che il disastro sarà accaduto. Dobbiamo farlo prima e dobbiamo farlo subito».

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Ma altro aspetto che ha sottolineato la Bellanova è la necessità di mantenere una forte coesione tra i partner Ue.

«Coesione - ha aggiunto la ministra - che rischia invece di venire meno, laddove le nuove misure finissero per colpire in maniera sproporzionata alcune categorie di prodotti agroalimentari europei: nel nostro caso, dopo aver gravemente danneggiato il lattiero-caseario, l’ampliamento ipotizzato nella lista finirebbe per colpire nostre filiere strategiche come quelle del vino, delle carni lavorate, dell’olio di uliva e degli agrumi. L’impatto non sarebbe sostenibile per le nostre imprese che hanno investito molto in questi anni e che, senza adeguate misure compensative, resterebbero di fatto escluse dal mercato americano».

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